Pescara 2009. Di Marco replica Febbo: «lo querelo, basta con il fango»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3501

Pescara 2009. Di Marco replica Febbo: «lo querelo, basta con il fango»
PESCARA. «Sono pronto a un confronto serio sulla verità dei fatti ma ho dato mandato ai miei legali di procedere nelle sedi opportune, sia in ambito penale che in ambito civile nei confronti del Sig. Febbo e di chi con lui continuamente butta fango sulla mia persona, sulla mia dignità e sulla mia professionalità».... E IL GIURI' D'ONORE DI FEBBO

E' arrabbiato e stufo Mario Di Marco, presidente dei Giochi del Mediterraneo, per la nuova ondata di attacchi di Mauro Febbo. Si dice pronto al confronto («in qualsiasi televisione o piazza d’Abruzzo») ma anche pronto a tutelare il suo nome. «Non gli permetterò», assicura, «di fare un’altra campagna elettorale gratuita utilizzando il mio nome».

Per Di Marco Febbo starebbe riproponendo le stesse argomentazioni del 2008 «usando la mia persona come bersaglio, imputandomi responsabilità anche non riconducibili al mio ruolo. Se questo populista ha scambiato il silenzio del 2008 come assenso alle sue accuse, ha sbagliato di grosso».

LA COPERTURA TELEVISIVA

Se Febbo sostiene che l'evento non abbia avuto copertura televisiva Di Marco smentisce: «purtroppo per lui i dati della Rai, e non del Comitato, sono a disposizione, in modo che si possa rendere conto quante televisioni internazionali hanno trasmesso le immagini di Pescara 2009 e quindi dell’Abruzzo. In quel periodo la Rai oltre alla trasmissione in diretta della cerimonia di apertura alle ore 23 del 26 giugno in chiaro su Rai 1 dopo la partita della nazionale di calcio mandò nuovamente in differita la manifestazione di apertura di Pescara. Accecato da quello che lui solo sa, dimentica ancora oggi, che in quei giorni di giugno irripetibili per l’Abruzzo sono stati stabiliti due record mondiali che hanno procurato a Pescara ed ai Giochi per molti giorni le attenzioni di tutte le televisioni del mondo, a partire dalla Cnn».

«IL SILENZIO E' FINITO»

«Il tempo del silenzio è finito», continua Di Marco: «non permetterò a nessuno e soprattutto a lui di continuare ad infangare con bugie la mia professionalità, il mio lavoro e quello di tutte le altre persone che hanno dovuto operare anche contro il clima di sospetto originato dalle sue accuse gratuite. Lo stesso presidente Addadi chiamava spazzatura quelle notizie, invitandoci ad andare avanti, sostenendo me e la struttura del comitato fino a tributarci il più grande dei riconoscimenti durante i suoi interventi della manifestazione di apertura e di chiusura, citando il mio nome e ringraziandomi in entrambi i casi, infrangendo il protocollo internazionale, che non permette di citare le singole persone per nome e cognome».

I BILANCI E GLI APPALTI

Per il presidente, inoltre, Febbo parlerebbe di «pubblicazione di bilanci, di gare d’appalto e di tutta una serie di voci riportando scientemente dati non veritieri ben sapendo che il Comitato dispone dei verbali da lui sottoscritti per la consegna alla sua persona dei bilanci, dei 770 e delle procedure di gara messe in atto dal comitato, oltre alle mail con gli stessi documenti inviategli dai commercialisti del comitato presso la Regione Abruzzo ed addirittura nel suo studio privato. Peraltro, essendo il Comitato una fondazione privata, per ottenere e confermare la personalità giuridica ogni anno deve inviare all’ufficio competente della stessa regione il bilancio preventivo e consuntivo completo di ogni allegato».

Per quanto riguarda la regolarità delle gare di appalto, Di Marco invita Febbo a chiedere «alla persona nominata dalla sua Giunta all’interno delle commissioni di aggiudicazione delle singole gare, nelle quali l’unico Ente non rappresentato era proprio il Comitato dei Giochi. Volutamente per trasparenza il Comitato ha affidato, infatti, questo delicato compito a personalità di fama internazionale ed al Comune di Pescara, alla Regione Abruzzo ed al Coni nazionale. E’ talmente vero quello che asserisco che per tutte le gare svolte abbiamo avuto un solo ricorso davanti al Tar che ha dato ragione al Comitato Pescara 2009 non concedendo le due sospensioni richieste dal ricorrente, confermando la correttezza dell’operato del Comitato anche nella successiva sentenza di merito».

PERSONALE E STIPENDI

Sul personale e sugli stipendi Di Marco parla di «accuse infamanti prive di ogni fondamento: nessuno di noi si è auto assegnato gli emolumenti. La scelta di operare assunzioni in luogo di contratti a progetto, con conseguente maggior onere per il Comitato, lo dico con forza oggi, è una responsabilità proprio del Sig. Febbo, perché, dopo le sue accuse, gli amministratori del comitato dell’epoca, all’unanimità, optarono, con la massima trasparenza, per la formula della assunzione con contratto a termine, l’unica che garantisce qualsiasi amministrazione da vertenze o rivendicazione anche alla fine del rapporto di lavoro».

EUROBASKET

E il presidente dei Giochi si dice contrariato anche perchè Febbo ritira in ballo sempre la vicenda legata ad Eurobasket: «mi continua ad addebitare responsabilità amministrative che non ho mai avuto: non avevo potere di firma per alcun che, la mia era responsabilità tecnica – organizzativa, ed il giudizio sul mio operato lo ha espresso la Federazione Europea e Mondiale del basket, assegnando alla manifestazione il primato assoluto dell’anno 2007. Ne ha dette di tutti i colori continuando anche in questi giorni, urlando che i dipendenti non avrebbero mai preso un euro, e sono stati puntualmente pagati, che i professionisti non sarebbero mai stati pagati, e tutti hanno avuto quanto dovuto dal Comitato».

«A lui», continua Di Marco, «e a chi lo segue in questa campagna mirata di totale distruzione delle cose più belle mai realizzate nella Regione Abruzzo, chiedo di avere il coraggio, visto che le manifestazioni sportive sono una sciagura, di chiedere al Presidente della giunta regionale ed all’assessore allo sport della regione di rinunciare alla nomination italiana per L’Aquila e l’Abruzzo per le Universiadi estive del 2019.

«MAI FATTURE A ME, PARENTI O AFFINI»

Infine il presidente punta l'attenzione sulla propria «correttezza e trasparenza»: «nella mia vita privata posso fare società con chiunque come tutti i professionisti fanno per le esigenze lavorative, ma nè in Eurobasket, nè ai Giochi del Mediterraneo sono state mai pagate fatture a società che vedono la partecipazione mia, dei miei familiari e dei miei affini, perché nel primo caso non ho percepito stipendi, a parte qualche rimborso di spese vive anticipate, mentre nel secondo caso sono stato solo un dipendente con uno stipendio che lui definisce d’oro. E’ ora di smetterla con le bugie e con le falsità».

21/09/2011 9.54

LA CONTROPROPOSTA DI FEBBO

«Finalmente si potrà fare definitivamente chiarezza sulla storia dei Giochi del Mediterraneo, almeno me lo auguro. Finalmente potranno diradarsi le nubi che aleggiano intorno a questa manifestazione per la quale sono stati spesi fior di milioni di denaro pubblico». Dice questo oggi l’assessore Mauro Febbo a PrimaDaNoi.it aggiungndo che «se Mario Di Marco vuole querelarmi faccia pure, almeno qualcuno aprirà un fascicolo per accertare la verità dei fatti. Altrimenti sono io che gli faccio una proposta visto che ha dichiarato di essere pronto a confrontarsi. Il codice penale, art.596 secondo comma, prevede infatti l’istituzione di un giurì d’onore per stabilire quale sia la verità dei fatti. Una volta nominato potremmo incontrarci davanti a lui per esporre le nostre posizioni e risolvere tutti i dubbi che attanagliano sia Pescara 2009 sia Eurobasket 2007. Quando le parti avranno esposto le proprie ragioni sarà il Giurì d’onore a decidere chi dice la verità e nel caso in cui dovesse essere il sottoscritto, Di Marco, se accetta la mia proposta, dovrà chiedere scusa a tutti gli abruzzesi».     

21/09/2011 18.32