Scuole, indagine su sicurezza e qualità. Maglia nera per l’Abruzzo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Aule degradate e sovraffollate, edifici senza certificazioni e manutenzione.

ABRUZZO. Aule degradate e sovraffollate, edifici senza certificazioni e manutenzione.

E’ questa la fotografia scattata da Cittadinanzattiva nel suo rapporto nazionale  sulla sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici. Ad  un’ attenta analisi di 88 scuole appartenenti a 13 Province di 12 regioni: Piemonte, Lombardia, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, sono emersi dati sconfortanti: sempre più edifici risultano  malmessi, degradati, e negli anni sempre più sovraffollati.

E l’Abruzzo è  stata bollata come maglia nera con 11 scuole monitorate a Giulianova, di cui  due che rientrano nella categoria inferiore.

Tre sono gli edifici Abruzzesi di Giulianova che rispondono grosso modo agli standard di sicurezza e qualità, aggiudicandosi quindi un voto discreto. Si tratta della  Scuola di infanzia Don Milani, dell’ istituto comprensivo C. D'Alessandro, della scuola primaria Don Milani. Superano per un soffio la prova, con giudizio sufficiente la scuola primaria G.Braga, la scuola primaria Colleranesco, la scuola Infanzia B. Bellocchio, la  scuola di infanzia via Sermoncini e  la scuola di infanzia Colleranesco. Mentre sono insufficienti per mancato rispetto delle norme di sicurezza la  scuola di infanzia di via Gobelli e la scuola primaria De Amicis.

Per quanto riguarda io dati generali emergono seri problemi strutturali degli edifici scolastici che vanno dai numerosi distacchi di intonaco (rilevati nel 18% delle classi), alla presenza di altri segni di fatiscenza (30%), alle finestre rotte (23%), all’assenza di tapparelle o persiane (56%), a pavimenti sconnessi (21%), banchi e sedie rotte (rispettivamente nel 13% e nel18% dei casi), barriere architettoniche (9%), sono tra i principali elementi di pericolo.

Classi pollaio. Una delle piaghe che viene fuori dal rapporto sono le cosiddette classi pollaio con più di 30 alunni che sono 21 su un totale di 1234, ossia l’1,7%. Il Ministero dell’Istruzione ha dichiarato che, quest’anno, il numero di classi oltre i parametri stabiliti è pari a circa lo 0,6% delle aule.

« In percentuale», si legge nel rapporto, « il dato non colpisce più di tanto, ma trasformato in valore assoluto su circa 370.000 aule quelle con più di 30 alunni ammonterebbero a 2.220, per un totale dunque di oltre 66mila studenti. In tante scuole gli alunni sono stipati in aula come sardine, con effetti deleteri sulla vivibilità, sulla didattica ed anche sulla sicurezza. Come emerge da questa indagine, infatti, l’88% delle aule non ha porte antipanico e le scale di sicurezza risultano assenti, in tutto o in parte, nel 22% delle scuole a più piani. Ci preoccupa, dunque, quello che potrebbe accadere se da queste scuole fosse necessario uscire in fretta in caso di emergenza».

Certificazioni. Dalle analisi emerge che meno di 1 scuola su 2 fra quelle monitorate possiede il certificato di agibilità statica (41%). Come se non bastasse, rileva il rapporto, il 42% delle scuole del campione si trova in zona sismica e la   certificazione igienico- sanitaria è presente solo nel 40% dei casi. Soltanto poco più di una scuola su 4 (28%) sarebbe provvista della certificazione prevenzione incendi. Inoltre, l’analisi evidenzia  il deficit di manutenzione di cui è affetto il 34% delle scuole e la necessità di interventi manutentivi ordinari (89% dei casi) e di manutenzione straordinaria (31%).

Alunni disabili. A fare le spese di questi deficit strutturali sono sempre di più le categorie deboli (alunni disabili) che sono privi di insegnanti di sostegno. Secondo il rapporto « il numero degli insegnanti di sostegno è pari a 270 su un totale di 3.248 docenti, con un rapporto tra alunni disabili ed insegnanti pari al 2,1 al nord, 2,7 al centro e 1,5 al sud ed isole, sostanzialmente in linea con i dati del Ministero che, per il 2010, indicano un rapporto di 2,21 al nord ovest, 2,09 nel nord est, 2,23 al centro, 1,79 al sud e 1,76 nelle isole». Così come nel 13% delle scuole esaminate da Cittadinanzattiva, esistono barriere architettoniche che rendono impossibile lo spostamento dei disabili in vari luoghi dell’edificio. 

Bagni sporchi. Il taglio del bilancio di ciascuna scuola incide in modo consistente sull’acquisto di prodotti come il sapone, gli asciugamani, la carta igienica. Particolarmente deficitaria la situazione dei bagni.   Nel 32%  dei casi manca la carta igienica, nel 42% è assente il sapone, il 63% è sprovvisto di asciugamani così come ben 31 scuole sulle 88 monitorate  non dispone di una propria palestra e se  presente all’interno dell’edificio scolastico rivela condizioni di insicurezza e invivibilità (segni di fatiscenza,  mancanza della cassetta di pronto soccorso, distacchi di intonaco, attrezzature danneggiate o altre fonti di pericolo).

 E’ per questo che Cittadinanzattiva chiede che venga fatta  una completa e aggiornata mappatura dello stato degli edifici scolastici italiani, così da poter  passare ad una vera programmazione degli interventi. Così come secondo l’associazione «è urgente definire l’effettiva entità dei finanziamenti necessari per l’edilizia scolastica che dia organicità e stabilità nel tempo ai finanziamenti stessi attraverso un piano quinquennale basato, anzitutto ma non esclusivamente, sui fondi ordinari».

m.b.  20/09/2011 16.40