Informazione. Costantini (Idv):«Il bando della Regione penalizza anche le Radio private»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Scadrà tra pochi giorni il terzo bando per l’assegnazione del servizio delle agenzie di stampa pagato dalla Regione e offerto alle testate giornalistiche abruzzesi.

Un primo bando, dopo molte polemiche, è stato ritirato per poi emanarne un secondo frutto dell’accordo di molti organismi rappresentativi del mondo dell’informazione locale. Alla sua scadenza (accompagnata da non poche polemiche) una sola testata è stata decretata vincitrice mentre 16 sono state escluse perché non soddisfacevano i parametri richiesti. Il bando avrebbe dovuto avere lo scopo di stilare una graduatoria di testate e media tra le quali scegliere quelle a cui affidare il servizio gratuito. Evidentemente qualcosa non è andato per il verso giusto visto che una sola testata è rientrata forse per i parametri eccessivamente restrittivi che anche PrimaDaNoi.it ha contestato.

Dopo qualche settimana allora la Regione ha pubblicato nuovamente una terza versione del bando con l’obiettivo dichiarato di assegnare tutte le chiavi di accesso delle agenzie di stampa anche se di numero inferiore rispetto al passato. Se con il secondo bando si volevano favorire le testate nate dopo il 2009 (non si capisce perché) e con dipendenti, con il nuovo bando cade solo lo sbarramento temporale mentre rimangono gli obblighi di contrattualizzare un certo numero di dipendenti.

Una caratteristica purtroppo gravosa per moltissime piccole testate. Sarebbe bastato semplicemente che la Regione si fosse presa la briga di guardare i bilanci per capire se possano essere sostenibili per esempio due assunzioni (e le relative tassazioni) ed un certo numero di collaboratori.

Ora a sollevare il problema non sono più le testate on line ma le piccole radio abruzzesi, circa una decina, che a causa dei parametri imposti nel bando dovranno rinunciare alle agenzie di stampa.

Il capogruppo dell’Idv, Carlo Costantini, chiede ancora una volta a Chiodi di ritirare il bando che «impone alle radio, in aggiunta ai due dipendenti già previsti in organico dagli obblighi di concessione, anche la presenza di due collaboratori iscritti all'ordine dei giornalisti ed al relativo ente previdenziale, oltre al direttore responsabile. Cinque figure in organico per aziende che fatturano mediamente poco più di 40.000 l'anno di raccolta pubblicitaria è davvero troppo».

«Non chiedo a Chiodi di togliere ad altri per dare alle radio private», dice Costantini, «chiedo a Chiodi di togliersi circa 30.000 euro dal budget di centinaia di migliaia di euro di cui dispone per la propria comunicazione istituzionale, per assicurare la sopravvivenza di una decina di radio private abruzzesi, la cui voce contribuisce da anni a garantire il diritto all'informazione degli abruzzesi».

La verità che emerge da questa storia che si è trasformata in una poco elegante guerra tra poveri è infatti che la Regione ha deciso di tagliare gli aiuti alle piccole testate giornalistiche creando un danno enorme a chi è impegnato contemporaneamente a superare la più grossa crisi economica degli ultimi anni.

20/09/2011 14.00