Vescovo Chieti: «disgustati dalla politica nazionale e regionale»

Alessandro Biancardi

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BRUNO FORTE

BRUNO FORTE

VASTO. Sembra non assolvere nessuno il vescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte che ieri ha contestato pubblicamente il «quadro desolante» offerto dalla politica italiana e locale.

 

Teologo di fama, tra i più stimati da papa Ratzinger, nell'omelia della messa per la festa di San Michele Arcangelo, all'interno della Chiesa di Santa Maria Maggiore, monsignor Forte ha criticato aspramente la classe politica italiana e abruzzese. Non ha fatto nomi, non ha chiarito le circostanze a cui faceva riferimento ma il riferimento alle recenti inchieste che coinvolgono anche l'Abruzzo, tra presunte 'cricche' di appalti post ricostruzione e 'cricche' dei rifiuti è stato evidente.

«Siamo disgustati e sconcertati per tutto quanto sta avvenendo a livello politico nazionale e regionale», ha detto. «E' necessario che la politica venga fatta da uomini e donne onesti che sappiamo anteporre il bene comune a quello personale», ha aggiunto.

«Stiamo assistendo ad uno spettacolo vergognoso nel quale gli interessi personali, le vendette ed i ricatti offrono un quadro desolante della politica. Gli ultimi fatti», ha proseguito, «ci inducono a riflettere, a chiedere l'intercessione dell'Arcangelo Michele per sconfiggere il male».

Forte, che è anche ex presidente della Commissione Cei per la Dottrina e la Fede non è nuovo a certi tipi di attacchi e 'sconfinamenti' nella vita amministrativa della regione.

Solo l'estate scorsa in consiglio comunale a Vasto criticò aspramente la cementificazione del comune costiero: «Mi dite», chiese, «com'e possibile che a Vasto ci siano almeno 3000 case sfitte e il cemento continua ad avanzare, rischiando di rovinare una delle più belle citta' d'Abruzzo?». E se la chiesa contesta apertamente una fetta della politica nostrana c'è anche chi sente il bisogno di tendere una mano alla magistratura che in questi mesi sta lavorando su diversi fronti. Dall'Italia dei Valori di Pescara arriva la solidarietà alla Procura di Pescara e al pool di magistrati che sta indagando sui rifiuti.

Sabato 2 ottobre, dalle ore 15.30 in poi, a Piazza Sacro Cuore sarà installato un gazebo per esprimere solidarietà ai magistrati «il cui enorme lavoro», commenta il coordinatore cittadino Carlo Sciarra, «viene vergognosamente messo sotto accusa dai continui attacchi di esponenti del Pdl, da ultimo quello lanciato in consiglio regionale dal presidente Chiodi». 
«Noi abbiamo una sete enorme di verità», continua Sciarra, «e abbiamo piena fiducia nell'operato di Trifuoggi e dei suoi collaboratori.  Ancora una volta certa politica ci fa vergognare di essere abruzzesi, perchè accusare la magistratura di fare le indagini su presunti malaffari che minacciano - quelli sì - la basi democratiche del nostro paese è semplicemente scandaloso».

Aderiscono all'iniziativa anche i consiglieri regionali Antonio Saia e Maurizio Acerbo «tenendo fermo il principio garantista della presunzione di innocenza, per cui nessuno degli indagati nel corso dei procedimenti in atto può e deve considerarsi colpevole fino ad espletamento delle indagini e dei processi».

Da Lanciano, invece, Alleanza per l'Italia chiede al sindaco Paolini di chiarire la vicenda La Morgia.   «Il sindaco», spiega il coordinatore Frattura, «ha il dovere di dare una risposta a quanti oggi si domandano se, nella vicenda di cui trattasi, ha interamente rispettato gli interessi della comunità lancianese, oppure se ha rispettato la volontà del Di Stefano, ovvero, a quanto sembra, dal Di Zio».

 30/09/2010 10.44