Inchiesta Tarantini. Appalti senza gara a L’Aquila: «che culo il terremoto»

Alessandro Biancardi

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Inchiesta Tarantini. Appalti senza gara a L’Aquila: «che culo il terremoto»
LE CARTE DELL'INCHIESTA. Il terremoto d'Abruzzo come una vera e propria ''botta di fortuna'' (per usare un termine garbato) perchè grazie all'emergenza si scavalcano le procedure pubbliche e si va avanti per assegnazione diretta.

Nel post terremoto questa fu, in regione, una polemica asprissima di quanti contestavano le continue ordinanze, le continue scelte dirette per gli appalti milionari che avrebbero dovuto rimettere in piedi una città e una provincia martoriate dal sisma. Così si aggiunge un altro personaggio che si frega le mani per la tragedia che ha fatto 309 morti, pensando ai futuri appalti da aggiustare. Con il passare dei mesi si è scoperto che il cataclisma aquilano si è trasformato in una vera e propria ''manna dal cielo'' per organizzazioni malavitose e anche imprenditori spregiudicati.

Diverse procure hanno già accertato interessamenti e infiltrazioni da parte dei Casalesi o ‘Ndrangheta e anche i servizi segreti avevano confermato l'interessamento delle cosche. La mafia Siciliana sembrerebbe aver fatto capolino anche con nomi non del tutto nuovi all’Abruzzo.  A tutto questo si deve aggiungere l’apporto, che pare ogni giorno di più di primaria importanza, delle varie cricche (anche prima del terremoto) che le varie inchieste hanno svelato grazie alle intercettazioni anche di esponenti di primo piano. Berlusconi dal canto suo ha più volte negato qualunque ipotesi di corruzione o irregolarità nella ricostruzione. A L’Aquila si tenne anche il G8 l’iniziativa frettolosamente spostata nel capoluogo abruzzese con appalti per centinaia di milioni coperti da segreto per la quale altre procure hanno indagato.

Oggi una nuova conferma di presunte irregolarità, alcune solo tentate, arriva anche dalle carte dell'inchiesta che coinvolge Giampaolo Tarantini e il premier Silvio Berlusconi. Tantissime le telefonate intercettate dagli inquirenti (si dice oltre 100 mila) grazie alle quali si riesce a ricostruire non solo l'''approvvigionamento'' di escort al premier ma una fitta matassa di legami e intrecci tra Tarantini e imprenditori e dirigenti di mezza Italia che bramano e brigano per riuscire ad ottenere appalti milionari, possibilmente in modo diretto, scavalcando le gare pubbliche.

Segue questa linea anche l' intercettazione tra Giampi e Domenico Lunanuova, un dirigente di Finmeccanica. Tra i due, a maggio del 2009 (pochi giorni dopo il terremoto) avviene una telefonata fiume.

Lunanuova conferma che il sisma aquilano ha permesso di velocizzare le pratiche burocratiche e che sfruttando la situazione di emergenza era riuscito ad ottenere, «grazie ad una persona estremamente collaborativa all'interno della Protezione Civile» con cui «da tempo stiamo insistendo con un certo tipo di rapporto», l'approvazione del progetto di Isoradio. Vista l'urgenza, quindi si aprì la possibilità di assegnare il lavoro non con gara pubblica europea ma con un affidamento diretto.

L'importo dei lavori ammontava a circa 5,6 milioni di euro e riguardavano l'Abruzzo e la Salerno- Reggio Calabria.

«Nell'ambito dei rapporti che noi abbiamo avuto con la Protezione Civile», spiega Lunanuova a Tarantini, «sfruttando una situazione di emergenza, soprattutto in Abruzzo si è messo a punto il discorso di sviluppare comunque per l'Abruzzo l'attività di Isoradio dando a Protezione civile il mandato di mettere a punto tutta la documentazione e le attività necessarie per sbloccare l'Abruzzo».

L'operazione non andò in porto ma le carte degli inquirenti appaiono illuminanti per svelare proprio quella matassa di persone che si affannano per scavalcare le regole e per tessere una fitta rete di rapporti personali (numerose le espressioni «quelle non fa parte del circuito», oppure «quello è uno dei nostri) con un unico scopo: gli appalti.

Ma dubbi che il progetto di Isoradio riuscisse ad andare in porto li aveva lo stesso Lunanuova, parlando sempre con Tarantini: «s'è innestato in tutto questo discorso sta macchina che non si capisce bene quando arriverà alla fine...s'è innestata una questione legata all'emergenza Abruzzo....perchè l'Abruzzo c'ha due emergenze: il terremoto....il terremoto e e come si chiama? Il terremoto e il G8».

IL TERREMOTO: «CHE CULO»

Lunanuova si vanta anche di essere riuscito a sbloccare la cosa senza aiuti esterni: «sono andato in Protezione Civile e gli ho detto: ''signori c'è l'Abruzzo e c'è il G8, l'emergenza terremoto....e l'Isoradio la volete fare? Perchè è fondamentale in questo momento l'informazione ai cittadini, la volete fare oppure no? Gli abbiamo presentato il progetto e gli abbiamo detto che per fare questa cosa...per fare questa cosa dobbiamo sbloccare i documenti, quindi dovete firmarli, dobbiamo necessariamente andare avanti con l'attività e udite udite, la cosa più importante che avevo detto a Rino (…) la cosa più importante era quella che in questo momento non si facevano la gara, quindi noi andavamo ad assegnazione diretta».

Lunanuova svela anche di aver chiamato il socio Enrico Intini e di avergli detto: «Enrico ci dobbiamo vedere...ci dobbiamo sedere a tavolino e dobbiamo fare un patto. Io conto domani sera alle cinque di farmi firmare solo Isoradio, perchè io sto facendo il diavolo a quattro […] non so se ci riesco ma forse sì […] me lo faccio firmare secondo un criterio di... di.. non gara Europea. Questo è quello che forse domani riesco a fare».

E Lunanuova è speranzoso che il tutto vada in porto anche perchè «è una conquista che sono riuscito a fare io senza l'aiuto di nessuno, no? Ma per culo, per culo tra virgolette perchè là è successo il terremoto e hanno bisogno di questa cosa».

Lunanuova spiega a Tarantini di aver informato della cosa anche Sabatino Stornelli (amministratore delegato della Selex Management, già arrestato nell’ambito dell’inchiesta pescarese sul “gruppo Stati” e finito nell’inchiesta di Napoli su Finmeccanica ed i presunti fondi neri alla squadra di calcio Valle del Giovenco): «gli ho scritto una nota», conferma Lunanuova, «e gli ho detto che per l'Abruzzo e per la Salerno Reggio Calabria siamo probabilmente ...riusciamo a sbloccare la situazione rapidamente e quindi provvederemo ad assegnarla addirittura secondo una trattativa diversa da quella della gara europea».

La firma però stenta ad arrivare anche perchè manca la figura in Protezione Civile che dia il via libera. Tarantini si augura che si faccia tutto in fretta «basta che mo non scatta una meccanismo alto di presidenti». E la paura è che a firmare debba essere Bertolaso: «quando vai sotto sotto non rompi più i coglioni a nessuno, quando vai in alto iniziano ad alzarsi i casini».

Alessandra Lotti  19/09/2011 14.17

* PISCICELLI E LA RICOSTRUZIONE...