Bando turismo Abruzzo, vince il logo… con l'Etna e le arance

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un bando contestato, un ricorso al Tar e la prima decisione: per il momento nessuna sospensiva ma i giudici ritengono necessario entrare nel merito della questione.

ABRUZZO. Un bando contestato, un ricorso al Tar e la prima decisione: per il momento nessuna sospensiva ma i giudici ritengono necessario entrare nel merito della questione.

L'appalto al centro della controversia giudiziaria è quello da poco meno di 70mila euro per la realizzazione di un nuovo claim (messaggio o slogan) e la produzione di supporti grafici e multimediali per una campagna pubblicitaria della Regione Abruzzo. Insomma la Regione cercava un nuovo «messaggio creativo» «capace di potenziare, rafforzare, affermare, l'immagine dell'attuale logo Abruzzo». Un logo che però piace già così com'è e che «non deve essere modificato» si spiegava nelle ''istruzioni di gara''. Gara conclusa ad inizio estate: ditta vincitrice la Pomilio Blumm srl.

Due società, la Jack Blutharsky group di Bologna e la Mirror di Roseto (secondi classificati con 10 punti di scarto), hanno deciso di portare davanti al Tribunale amministrativo la Regione Abruzzo e la Commissione preposta alla valutazione della offerta tecnica composta dall'avvocato Gianluca Caruso (presidente), Estense Mazzini, Giuseppe Di Fabrizio, Ester Di Cino, Cristina Di Miero.

Le due società di comunicazione, partecipanti al bando e che contestano il risultato finale, chiedono l'annullamento della determina in cui si aggiudica l'appalto alla Pomilio e tutti gli atti connessi. Per la Commissione l'offerta presentata dalla vincitrice «è quella economicamente più vantaggiosa con il punteggio massimo di 85,93»

Ma sono varie le contestazioni delle due ricorrenti secondo le quali ci sarebbe una «evidente» difformità tra il giudizio e la votazione dei lavori della vincitrice. «Nella seduta del 23 marzo 2011», si contesta nel ricorso, la Commissione ha formulato un «giudizio in parte negativo per i tre profili, come si evince dal giudizio analitico scritto […] pervenendo inspiegabilmente ed al contrario di quando avvenuto in negativo per parte ricorrente, all'attribuzione di complessivi punti 65/100»

I ricorrenti denunciano «evidente e manifesta disparità di trattamento ed illogicità manifesta nella traduzione in punteggio numerico della valutazione analitica scritta». Da questa valutazione è derivata poi la graduatoria: 85.93 punti a Pomilio e 75,48 punti alle ricorrenti.

LA DITTA ESCLUSA PER... I REFUSI

Ma nel ricorso si sottolinea anche un altro aspetto ovvero l'esclusione della ditta Why!Com la cui proposta è stata «contrassegnata», scrive la Commissione, «da una serie di riferimenti e/o refusi i quali, al di là dall'apparire meri errori materiali, potrebbero essere facilmente riconducibili ad una specifica realtà territoriale diversa dall'Abruzzo».

Ma lo stesso giudizio, scrivono gli avvocati Ascenzio Lucantonio e Sandro Pasquali nel ricorso, avrebbe dovuto investire anche il book grafico della Pomilio. Alla tavola 37 le ricorrenti fanno notare un «clamoroso errore» ovvero la descrizione di un logo che non è per l'Abruzzo ma per la Sicilia.

E' la Pomilio che descrive il lavoro con accuratezza. Ma è chiaro che il riferimento è ad un'altra regione: «visual e copy si fondono e confondono: l'arancia diviene la lettera ''o'', che insieme alla ''K'' denota, quasi fosse una mission, la qualità del frutto e del suo consumo. Nella parte bassa del format, la stilizzazione dell'Etna (che per chi non lo sapesse non si trova in Abruzzo, ndr), localizza geograficamente la tematica». Insomma parrebbe il frutto di un affrettato copia e incolla che di sicuro non doveva finire negli atti di questo concorso.

«Il riferimento alla Sicilia e non all'Abruzzo è stato colpevolemente e totalmente ignorato dalla commissione», si legge nel ricorso.  Non solo ma il lavoro viene ritenuto «rispondente agli obiettivi del capitolato»: voto 40. Anche il lavoro delle ricorrenti viene giudicato ««rispondente agli obiettivi del capitolato» ma in quel caso il voto dato è stato 30.

«Si tratta di una doppia illegittimità», si legge nell'esposto, «non solo la valutazione di rispondenza agli obiettivi fissati è la medesima ma a tale identità di valutazione non corrisponde identico punteggio». Inoltre, si contesta ancora, nonostante nel bando si dicesse chiaramente che il logo non andasse modificato «Pomilio ha presentato 3 diverse versioni di restyling, presentate come azioni di rafforzamento e semplificazione dei tratti grafici». «Tale restyling», contestano le seconde classificate, «avrebbe dovuto comportare una penalizzazione della valutazione della proposta stessa». E invece è arrivata la vittoria.  Contro la Pomilio questa estate è stato presentato anche un altro ricorso dopo l'aggiudicazione di un appalto da 5 milioni di euro per la promozione turistica Pugliese. A opporsi la seconda classificata che si è vista ''soffiare'' la vittoria per 1 punto e 66 centesimi. 

«Il ricorrente», si legge sul Corriere del Mezzogiorno, «chiede di annullare la correzione effettuata dalla commissione di valutazione sul criterio del compenso d'agenzia che, sostanzialmente, ha modificato la graduatoria provvisoria.

 a.l. 19/09/2011 12.29