Sanità, Abruzzo come la Calabria, Costantini: «troppe analogie, tutto manovrato»

Alessandro Biancardi

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Sanità, Abruzzo come la Calabria, Costantini: «troppe analogie, tutto manovrato»
ABRUZZO. La denuncia di Costantini (Idv): «non si sceglie in base alle reali esigenze della regione ma secondo precisi dictat del sistema di potere».

Le «troppe analogie» tra le due regioni fanno infuriare il consigliere regionale dell'Italia dei Valori, Carlo Costantini, che è certo di una cosa: «nessuna casualità, progetti piovuti dall'alto». La sensazione è che le due regioni in questione, entrambe con un commissario alla Sanità in carica, entrambe con una situazione di partenza disastrosa, in realtà decidano ben poco su come gestire il settore. Scelte identiche (ad oltre 700 km di distanza calcolando i due capoluoghi di regione) e quasi contemporanee lanciano una suggestione: c'è un unico ''burattinaio'' che risiede nei palazzi del potere romano.

Se il presidente Gianni Chiodi ha in mano le redini della Sanità dal dicembre del 2009 (sostituendo il dimissionario Gino Redigolo) in Calabria Giuseppe Scopelliti ha preso in mano la situazione poco più di un anno fa, a luglio del 2010. Abruzzo e Calabria, così come altre regioni d'Italia, stanno maturando l'idea di realizzare nuovi ospedali. Il 29 luglio scorso il Corriere della Calabria ha annunciato che i quattro nuovi complessi calabresi «diventano un affare per Infrastrutture Lombarde (capitale interamente della Regione Lazio), che guadagnerà 18 milioni di euro per guidare le procedure di gara». La stessa società si è affacciata nelle ultime ore anche nelle cronache abruzzesi proprio perchè a questa si vorrebbe affidare la realizzazione dei nuovi ospedali.

«Calabria e Abruzzo sono commissariate con poteri emergenziali al presidente della regione», riflette Costantini. «La Calabria è amministrata dal PdL. Stessa situazione in Abruzzo. C'è un accordo di programma per l'edilizia ospedaliera già firmato in Calabria;  uno da firmare in Abruzzo». E il consigliere regionale va avanti: «c'è la scelta di non intervenire sull'esistente, ma di realizzare nuovi ospedali in Calabria; la stessa scelta in Abruzzo». E se 700 milioni è il valore dell'affare in Calabria in Abruzzo ci si ferma a 450. Ma le analogie non sono finite: «l'affidamento senza gara della gestione di procedure ed appalti è stata ffidata a Infrastrutture Lombarde di Formigoni in Calabria. La stessa scelta è stata annunciata da Chiodi in Abruzzo».

In Calabria la situazione è un po' più avanti tanto che, come riferisce sempre il quotidiano calabrese, «l'Authority nazionale sui contratti ha aperto un'inchiesta sulla convenzione siglata tra le regioni guidate da Formigoni e Scopelliti «per esaminare ogni atto utile per una propria valutazione di merito. Per la Cgil, dietro la convenzione, rappresentata come un semplice protocollo di collaborazione fra le due Regioni, si maschera un vero e proprio contratto di servizi affidato illegittimamente a IL Spa per tramite della Regione Lombardia che contrasta con le norme in materia, sia in riferimento alla forma che al contenuto».

«E' impossibile che scelte così sovrapponibili si siano determinate per pura casualità», continua Costantini, «Chiodi non decide sulla base di quello che serve all'Abruzzo ed agli  Abruzzesi, ma sulla base di quello che un sistema di potere esterno ed estraneo  all'Abruzzo gli chiede di decidere; Chiodi deve andare a casa al più presto, prima che i danni che ha gia' prodotto diventino irreversibili».

19/09/2011 9.52