Ex Sindaco Mozzagrogna, Bussolo:«mai chiesto e mai avuto contributi elettorali da Di Zio»

Alessandro Biancardi

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RIFIUTOPOLI. MOZZAGROGNA. L'ex sindaco di Mozzagrogna smentisce di aver mai ricevuto o fatto richiesta di 7 mila euro per campagne elettorali.*POWER COP: «MASSIMA CONDIVISIONE DEL PROGETTO DI RICONVERSIONE»

 

Giuseppe Bussolo smentisce categoricamente quanto si legge nell'ordinanza di custodia cautelare dell'inchiesta Rifiutopoli “Re Mida” e assicura che di contribuiti elettorali al re dei rifiuti, Rodolfo Valentino Di Zio, lui non ne ha mai richiesti né tanto meno ricevuti.

A una settimana dall'inchiesta che ha portato all'arresto dell'assessore Venturoni e dell'imprenditore della Deco, continuano quindi le smentite delle persone non indagate ma nominate nel documento della Procura e che negano circostanze e fatti ricostruiti dagli inquirenti.

Nei giorni scorsi hanno già smentito le ricostruzioni dei pm il sindaco di Celano, Filippo Piccone, il sindaco di Avezzano, Antonio Floris. Entrambi hanno anche annunciato querele nei confronti di quei quotidiani che riportano il testo dell'ordinanza.

Oggi è il turno del sindaco di Mozzagrogna, pure citato dal gip Guido Campli, che smentisce la ricostruzione dell'ordinanza nella quale il giudice sostiene che siano stati ricostruiti «consistenti versamenti di denaro (per i candidati Toppeta, Bussolo e Di Giuseppantonio) conferiti con l'espressa richiesta di esercitare pressioni per togliere di mezzo Riccardo La Morgia come poi di fatto verificatosi».

Ma Bussolo oggi spiega di aver chiesto a Di Zio «127 mila euro riguardanti un acconto sull'ecoristoro per l'anno 2008 spettante al Comune di Mozzagrogna. Tale importo è stato accreditato dall'Ecologica Sangro al Comune di Mozzagrogna il 19 dicembre del 2008».

Un contributo, quindi, non personale ma finito regolarmente nelle casse dell'amministrazione comunali. «Non ho avuto, inoltre, e mai richiesto», continua Bussolo, «7 mila euro né per me né per altre campagne elettorali e per di più non ho fatto alcuna telefonata di sollecito ad altri sindaci se non per l'interesse del mio comune».

«Anzi», conferma ancora l’ex primo cittadino, «ho fatto ben altro: ad esempio», ricorda, «nell'assemblea del Consorzio rifiuti alla proposta di aumento di volumetria della discarica di Cerratina sono stato l'unico sindaco a votare contro ed ho chiesto più volte all'Arta il controllo dei pozzetti d'ispezione della discarica che poi è risultata inquinata».

L’ex sindaco assicura poi di avere tutte le carte e la documentazione bancaria a disposizione e sostiene che basterebbe fare una veloce verifica per meglio comprendere i fatti che –secondo il citato amministratore- sono stati travisati.

30/09/2010 8.16

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POWER COP: «MASSIMA CONDIVISIONE DEL PROGETTO DI RICONVERSIONE»

 Sulla riconversione dello zuccherificio di Celano interviene la PowerCrop Spa, che spiega che il progetto è stato «predisposto ai sensi della Legge 81 del 2006 dello Stato italiano, è stato sottoposto alla verifica degli Enti Locali, Regione, Provincia e Comune e delle Organizzazioni Sindacali pervenendo alla sottoscrizione dell’Accordo di Riconversione in data 19 settembre 2007».

Si tratta del progetto finito nell’inchiesta Re Mida e che in diversi punti dell’ordinanza viene accostato agli interessi del senatore Filippo Piccone. La ditta tuttavia sostiene che tutto è stato fatto seguendo le regole e affrontata l’intera trafila amministrativa.

«Il progetto, contestualmente alla definizione dell’accordo di filiera con associazioni di categoria interessate, è stato ratificato dalla Giunta regionale e dal Comitato Interministeriale (insediato a norma L 81/06 presso la Presidenza del Consiglio e composto dai Ministri dell’Agricoltura, del Welfare, dell’Ambiente e dello Sviluppo economico oltre che dalle Regioni interessate alla riconversione saccarifera) che ha definito tale progetto di “interesse nazionale” nella seduta del 9/9/2009».

PowerCrop, oggi chiarisce che «nello spirito che contraddistingue tutte le società del Gruppo Maccaferri, ha da sempre manifestato la massima condivisione delle proprie iniziative fin dal 2006, data di avvio del processo di riconversione».

Il progetto di PowerCrop, basato sulla realizzazione di una centrale a biomasse, alimentata esclusivamente da biomasse ligneo-cellulosiche vergini da filiera certificata, è stato sottoposto alla procedura di VIA. «Essa, come previsto dalla normativa», continuano dall'azienda, «si è sviluppata attraverso la documentazione presentata da parte dei proponenti integrata dai quesiti posti dagli organi competenti e dalle osservazioni pervenute dai portatori di interesse, cui PowerCrop ha dato puntuale risposta. Pertanto sono del tutto infondate le affermazioni che vorrebbero modificati i tempi e le scadenze delle procedure in funzione di eventi esterni al processo d’autorizzazione previsto dalla legge».

«Non è nell’interesse di nessuno», continua la società, «che presunti interessi di parte diano alle ombre della dietrologia parvenza di verità. Ciò precisato PowerCrop si riserva espressamente il diritto di agire a tutela dei propri diritti e della propria immagine nelle sedi competenti, nei confronti di chiunque intenda danneggiare la reputazione della società e dei suoi rappresentanti»

«A margine di questo clima, si deve, infine, prendere atto», prosegue la ditta, «di talune dichiarazioni di esponenti dell'amministrazione pubblica, chiamati ad agire nell'interesse della comunità, i quali affermano che in un polo industriale sarebbero concentrate troppe aziende. Ciò in presenza di un periodo di crisi in cui è maggiore il numero delle imprese costrette a chiudere rispetto a quelle disposte ad investire per la salvaguardia dei posti di lavoro offrendo, così, una possibilità di sviluppo ai territori in cui intendono insediarsi».

30/09/2010 8.16