Incidenti stradali, le vite umane valgono il 50% in meno. Codacons: «chiediamo giustizia»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. I risarcimenti a favore delle vittime della strada scenderanno, rispetto alle somme stabilite dalla tabella di Milano, di netto a partire dal 40%-50%.

La denuncia arriva da Codacons Abruzzo, Associazione italiana familiari e vittime della strada, Federconsumatori  Abruzzo che in una lettera aperta indirizzata alle massime istituzioni (Presidenti della Repubblica, Senato,  Camera, Consiglio, Ministro della Salute, degli Interni ed ai parlamentari abruzzesi) avanzano richieste ben precise.

«Dal momento che  questa misura non tiene conto della sofferenza delle vittime della strada e dei loro cari», dicono le associazioni, «chiediamo che venga istituito il reato di omicidio stradale, che il ricavato delle contravvenzioni stradali  venga investito in sicurezza stradale, che sia tracciata una mappa aggiornata delle strade della morte e che si intervenga  immediatamente sulle infrastrutture più critiche delle reti nazionali, regionali e locali  dal punto di vista dei sinistri, per stilare una sequenza di interventi mirati».

Richieste precise e pregne di disperazione, la stessa, sottolineano le sigle, «di chi è rimasto su una sedia a rotelle perché investito da una vettura ed ora si vede decurtare il risarcimento che gli spetta».

Ma non era sempre così.

 Infatti, fino al 3 agosto scorso quando il Governo ha approvato lo schema di Dpr in esecuzione all'articolo 138 del Codice delle assicurazioni (D.Lgs. n. 209 del 2005), determinando un ribasso dei risarcimenti a partire dal 40% -50%, era in vigore su tutto il territori nazionale la tabella di Milano,  un insieme di parametri di risarcimenti (da parte delle assicurazioni) del danno alla persona in caso di sinistro stradale, che prevedevano il versamento di una somma equa ed unica e non differente a seconda del caso e del tribunale che si pronunciava.

Quindi se prima a seguito di un decesso i familiari avevano diritto, in base alla tabella di Milano a 500.000,00  euro di risarcimento, adesso avranno diritto a 250.000,00 - 300.000,00 euro.

«Forse in una situazione in cui il Paese è in pre-dissesto finanziario», concludono le associazioni, «fare l'ennesimo regalo alle assicurazioni a danno dei più deboli e consentire loro di lucrare sulla sofferenza e sul dolore di milioni di vittime della strada  non era sicuramente una priorità per la nazione. Il provvedimento una volta ricevuto l'ok dalla Corte dei Conti si applicherà anche ai giudizi pendenti, oltre che per il futuro;  conoscendo bene quali sono i tempi del sistema giustizia in Italia possiamo immaginare quanto sia altissimo il numero delle persone che saranno in pratica travolte una seconda volta da questa misura, oseremmo dire, sciacalla».

m.b.  15/09/2011 13.06