Mucca pazza nuovo caso a Reggio Emilia, esposto del Cospa Abruzzo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Tornano alla ribalta i casi di mucca pazza, il morbo che continua a mietere vittime dall’origine semisconosciuto e che evidentemente non è stato ancora debellato.

L’ultima segnalazione in ordine di tempo arriva da Reggio Emilia dove un signore di 78 anni ha accusato i primi sintomi ed è stato ricoverato nel locale nosocomio dove si trova tutt’ora.

«Sono anni che si ripete sempre la stessa storia», accusa Dino Rossi, esponente della associazione di allevatori abruzzesi, Cospa, «proprio ogni qualvolta il prezzo dei bovini vivi inizia a risalire salta fuori la notizia del morbo. Questa volta è il turno di Reggio Emilia. Oggi a distanza di anni, nonostante siano stati spesi milioni e milioni di euro, in fatto di analisi alle mucche morte in azienda e l’istituzione dell’anagrafe bovina, viene fuori che il virus non è stato sconfitto».

«A noi del Cospa Abruzzo, (Comitato Spontaneo Allevatori)», aggiunge Rossi, «sorge il dubbio che tutte queste notizie vengono diffuse ad arte per favorire qualcuno dei grandi imprenditori dalla carne bovina. Con la scusa della mucca pazza, il prezzo alla stalla crolla, i bovini comunque devono essere abbattuti, in quanto gli allevatori andrebbero ancora a rimetterci economicamente tenendo i vitelli oltre il tempo necessario per la macellazione, per non parlare delle mucche fine carriera, quelle, ce le pagano quattro soldi».

Per questo l’associazione ha firmato un esposto a diverse procure perché si faccia chiarezza sui vari aspetti della vicenda. Tra i quesiti proposti anche quello di verificare eventuali connessioni tra i casi di “mucca pazza” e l’utilizzo di un farmaco che ha avuto una storia almeno travagliata come il Cronassial, un medicinale estratto dal cervello bovino che secondo alcuni potrebbe portare ai medesimi sintomi del morbo della mucca pazza. Il farmaco per esempio non fu riconosciuto dalla Germania che ne bloccò l’utilizzo perché gli effetti collaterali sarebbero stati troppo pesanti e poco circoscrivibili.

Storie fantastiche, dietrologia o vera e propria distorsione del mercato? Sta di fatto che il morbo che uccide fa ancora notizie anche molti anni dopo i molti milioni spesi dal governo per la prevenzione e la ricerca in questo specifico campo.

14/09/2011 16.37