Parco Costa teatina, Febbo insiste: «abbiamo una alternativa credibile e realizzabile»

Alessandro Biancardi

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   Parco Costa teatina, Febbo insiste: «abbiamo una alternativa credibile e realizzabile»
CHIETI. Si è svolta questa mattina una conferenza stampa a Chieti alla quale ha partecipato l'assessore regionale Mauro Febbo, presidente del Tavolo di Coordinamento del Parco della Costa teatina.

Era presente anche l'assessore provinciale Nicola Campitelli che ha sostituito il presidente Di Giuseppantonio (assente per motivi familiari). E' stata l'occasione, come ha sottolineato Febbo, «di fare chiarezza» su una situazione che negli ultimi giorni ha trovato  ampio spazio sulla stampa. L'assessore ha ribadito la bontà del 
progetto speciale territoriale della fascia costiera che resta «un'alternativa valida e concreta» su cui dal 2003 hanno lavorato ben tre amministrazioni provinciali (di colori diversi). Piena condivisione sul Progetto è arrivata anche dalla Regione Abruzzo che ha stanziato 16 milioni di fondi Fas per l'acquisto dell'ex tracciato ferroviario che sarebbe messo in rete con tutte le aree Sic. Campitelli ha rimarcato che quello della Costa teatina resta un territorio «altamente antropizzato» e  «a forte vocazione turistica difficilmente compatibile con i vincoli, i divieti e le prescrizioni che il Parco comporterebbe». «Divieti», ha sottolineato il vice sindaco di Ortona Lucio Cieri, «che non trovano  sicuramente il consenso da parte di comunità locali e portatori di interesse basti pensare a quelle amministrazioni che sono alle prese con le problematiche legate al Piano spiaggia».

Per proseguire con  l'iter di istituzione del Parco è necessaria la delibera dei Consigli comunali di adesione e quella per la perimetrazione: «atti ufficiali mai prodotti neanche dai Comuni che si sono detti favorevoli», ha ribadito questa mattina Febbo. Sempre Cieri ha puntato l'attenzione sulla bozza del documento di gestione del Parco: «ammesso e non concesso che arrivi il Commissario», ha spiegato, «non succederà nulla perché per procedere con l'iter di 
istituzione è necessario un DPR per il quale ci vogliono due passaggi fondamentali: la conferenza unificata con gli otto Comuni interessati e l'intesa Stato-Regione e a oggi sembrano passaggi alquanto complicati». 
«Vogliamo che il Parco nasca con il consenso unanime di tutte le comunità locali o che venga imposto dall'alto?», ha chiesto Febbo. «In un'area a forte vocazione turistica ma che è sede anche di aree industriali come è possibile farci un Parco?»

«Il Progetto speciale che noi sosteniamo – ha spiegato invece l'assessore al Turismo di San Vito chietino Luigi Comini - resta un'alternativa percorribile e maggiormente compatibile con la zona interessata».

Inoltre è stato ribadito come nel corso dell'incontro negli uffici del Ministero sia risultato che mancherebbe la copertura finanziaria per il Parco. L'assessore Febbo poi ha risposto a chi lo accusa di volere il centro oli. «Paolucci e Del Turco erano favorevoli al Centro Oli», ha replicato, «e la loro Giunta nel 2007 ha concesso ben 14 autorizzazioni firmata dai funzionari dell'allora presidente della Giunta, di Caramanico e dell'Arta. Inoltre esistono delle autorizzazioni ministeriali firmate dall'allora ministro Pecoraro Scanio. Questo dimostra l'incoerenza di chi quando governava non è stato in grado di produrre nessun atto concreto per il Parco che oggi richiede a gran voce attraverso i mass media accusando il sottoscritto  di essere la causa dei ritardi. Che manchi il consenso da parte dei Comuni è dimostrato anche dal sindaco di Rocca San Giovanni Di Rito, Capogrppo Udc i Consiglio provinciale, che ha anticipato che dal suo ente non arriverà mai nessuna proposta di perimetrazione. Condivisione al progetto supportato da Regione, Provincia e che prevede la nascita della Via verde arriva anche da altri rappresentanti delle amministrazioni locali della Costa teatina e dai portatori di interesse. Questo a dimostrazione che non c'è nessuna battaglia di Febbo contro tutti ma che invece esiste la consapevolezza, rimarca ancora Comini, che l'alternativa al Parco per un reale sviluppo del territorio esiste davvero, è realizzabile e soprattutto condivisa».
Erano presenti alla conferenza stampa: gli assessori Provinciali Daniele D'Amario e Eugenio Caporrella, Antonio Tavani (vice presidente della Provincia), Mimmo Budano (sindaco di Villalfonsina), Gianni Di Rito (sindaco Rocca San Giovanni e Capogruppo Udc in Provincia), Luigi Comini (assessore San Vito), Giogrio Di Clemente (consigliere provinciale), Nicola Romagnoli (sindaco Santa Maria Imbaro), Lucio Cieri (vice sindaco Ortona), Tommaso Cieri (presidente consiglio comunale Ortona), Giovanni Staniscia (consigliere provinciale), Carla  Di Biase (consigliere provinciale), Domenico Melchiorre (segretario prov. Coldiretti), Alberto Amoroso (Frantoiani). 

CAPORALE: «CONTRO FEBBI ANCHE LA CHIESA CATTOLICA»

«Qualcuno sta cercando di mettere una pietra tombale sul Parco della Costa Abruzzese?L’Assessore Febbo sappia che si ritroverà contro la stragrande maggioranza degli abruzzesi, oltre alla Chiesa Cattolica, che stanno lottando da anni per fermare la petrolizzazione e la cementificazione e la distruzione della nostra Terra, del nostro Abruzzo, della nostra costa», commenta Walter Caporale, consigliere dei Verdi. «Una minoranza di persone, sempre le stesse – 300, 400 su una popolazione di 1.300.000 persone – organizza conferenze stampa e mini-manifestazioni: oggi i solerti signori si sono inventati un fantomatico Progetto Speciale di valorizzazione e di realizzazione della pista ciclabile. Ma de che? Che è? Chi vogliono prendere per i fondelli? Non esistono leggi, commi o articoli che indicano e giustificano l’esistenza di Comprensori o Progetti Speciali. Il Parco deve nascere perché permetterà la rinascita della costa abruzzese, la creazione di posti di lavoro, l’arrivo di decine di migliaia di turisti. Basta con le prese per i fondelli degli abruzzesi».

14/09/2011 16.15