Sanità, piano di rientro: consulenza da 1,3 mln di euro all’anno

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. 4.000 euro al giorno per un totale annuo di 1.300.000 euro. E’ questa la somma sborsata dalla Regione Abruzzo per il servizio di consulenze affidato alla Kpmg (società specializzata nella revisione di bilancio e nella consulenza alle imprese in materia fiscale, contabile e legale), nell’ambito del piano di rientro del debito sanitario.

L’AQUILA. 4.000 euro al giorno per un totale annuo di 1.300.000 euro. E’ questa la somma sborsata dalla Regione Abruzzo per il servizio di consulenze affidato alla Kpmg (società specializzata nella revisione di bilancio e nella consulenza alle imprese in materia fiscale, contabile e legale), nell’ambito del piano di rientro del debito sanitario.

Il dato lo fornisce il  consigliere regionale Cesare D’Alessandro (Idv) che ha interrogato il presidente della Regione e commissario alla sanità Gianni Chiodi,  chiedendo che l’Abruzzo non  paghi più un euro per il servizio. Richiesta che difficilmente troverà riscontro «visto che Chiodi», sottolinea il consigliere ,« per il 2011 ha già presentato il nuovo impegno per un milione e 300mila euro da elargire alla Kpmg». Una spesa che spetterebbe al  Governo  ma di cui l’Abruzzo si fa carico dal 2008.

«Come se non bastasse », continua il consigliere, «oltre al terremoto, dal 2008 ad oggi abbiamo attraversato una crisi economica e finanziaria di tale entità che l’esborso di un milione e 300mila euro l’anno per le casse regionali è inaccettabile. Sarà il caso che Chiodi dica a Tremonti, e lo faccia in fretta, che l’Abruzzo non può sborsare più un euro per il futuro, anzi il Governo dovrebbe rimborsare quanto speso negli ultimi tre anni».

Questi  soldi defluiti dalle casse regionali avrebbero potuto colmare, inoltre, i gap del settore sociale, -sostiene il consigliere Idv-  le richieste sempre più pressanti dei disabili, dei malati oncologici e di altre categorie svantaggiate. Un piano di rientro quindi che , secondo D’Alessandro, «non gode di non in perfetta salute e che stride con i pronostici e le prospettive ottimistiche paventate più volte da Chiodi»

Ad aumentare i dubbi del consigliere ci si mette la Regione Campania che, obbligata anche lei ad avvalersi dell’Advisor Kpmg con quasi 6 milioni di abitanti, secondo il consigliere, «spenderebbe meno per fare pressappoco le stesse cose».

«La Campania», conclude,« ha previsto nel proprio decreto la facoltà di recesso con un mese di preavviso e senza penalità, l’Abruzzo no. Perché? E soprattutto perché non usciamo al più presto da questa situazione restituendo la normalità al servizio sanitario regionale?»

14/09/2011 16.03

CHIAVAROLI:«TUTTA COLPA DI DEL TURCO»

«Il collega Cesare D’Alessandro ha sbagliato interlocutore. Gli affidamenti alla KPMG, società di advisor incaricata di seguire le Regioni sottoposte al piano di rientro dei debiti sanitari, sono stati disposti dal Governo nazionale con bando pubblico e ratificati dalla Regione Abruzzo con delibera di Giunta regionale n. 665 del 9 luglio 2007, a firma Del Turco, periodo in cui evidentemente D’Alessandro era in letargo».

Così Riccardo Chiavaroli, portavoce del gruppo consiliare del pdL in Regione Abruzzo, replica alla “minacciata” interrogazione dell’esponente dell’IdV.

«Tali oneri – sottolinea Chiavaroli – sono stati trasferiti alle singole Regioni e l’Abruzzo, ultima tra le Regioni commissariate ad accettare tale supporto e a rinnovarlo annualmente in adesione alle prescrizioni nazionali, si è trovata a pagare non soltanto le consulenze ma l’affiancamento tecnico contabile in tutto il Piano di Rientro. Si tratta, è bene specificarlo una volta di più a chi fa finta di non capire – spiega il portavoce del gruppo – di un obbligo cui l’Abruzzo, esattamente come le richiamate Regioni, non ha potuto sottrarsi a causa di quel debito sanitario che, va ricordato, è esploso durante l’amministrazione regionale di centrosinistra. Tuttavia – conclude Chiavaroli –in queste ore è in corso una gara per il riaffidamento di tale incarico e se ad aggiudicarsela non dovesse essere questa società, qualunque sia la vincitrice, la Regione potrà recedere senza alcuna penale».

15/09/2011 9.31