Funerali e cremazione, nuova legge regionale in consiglio per approvazione

Alessandro Biancardi

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Funerali e cremazione, nuova legge regionale in consiglio per approvazione
ABRUZZO.  La Regione Abruzzo si dota di un disegno di legge organico che, per la prima volta, disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria.

 

Lo ha reso noto l'assessore alla Prevenzione collettiva, Luigi De Fanis, autore del testo. Il disegno di legge consta di 33 articoli ed ha come finalità prevalente la tutela della salute pubblica.

Le strutture del commiato, norma che apre al privato la possibilità di fornire un servizio in regime di libera concorrenza, possono essere realizzate da soggetti pubblici o private e utilizzate, su istanza dei componenti il nucleo familiare del defunto, per la custodia e l'esposizione delle salme nonché per i riti del commiato. Tali strutture non possono essere collocate nell'ambito di edifici sanitari pubblici o privati, né in strutture socio-sanitarie o di vita collettiva o nelle loro immediate vicinanze, bensì in aree individuate dai comuni nei loro strumenti urbanistici.

 La Asl provvede alla vigilanza igienico-sanitaria. Il disegno di legge, che completerà il suo iter in Consiglio regionale, dopo l'esame in V Commissione, accoglie anche la norma sulla cremazione «pratica funeraria - ha dichiarato ancora De Fanis - un tempo poco seguita e che trova oggi sempre maggiori adesioni della popolazione». L'autorizzazione alla cremazione viene rilasciata dall'Ufficiale dello stato civile del Comune nel territorio in cui è avvenuto il decesso, nel rispetto della volontà espressa dal defunto. Pertanto viene istituito nei comuni anche un registro per la cremazione e le ceneri possono essere conservate in cimitero, in ambito privato o disperse. Il disegno di legge, infine, svincola il personale sanitario della Asl da attività che non richiedono discrezionalità tecnico- professionale; attività che possono essere più utilmente svolte da personale opportunamente formato dalle imprese funebri.

«Valutato che interveniamo a colmare un ritardo di qualche lustro - ha spiegato l'assessore De Fanis - questa legge ha il respiro di un intervento organico e complesso che fa chiarezza sulle competenze, snellendo anche diverse procedure. Tra le novità, la possibilità di poter svolgere l'osservazione del cadavere della persona deceduta in ambito ospedaliero anche nella propria abitazione oltre che in apposite case del commiato, che possono essere pubbliche o private».

«Più in generale - ha concluso l'Assessore - considerata la delicatezza dei compiti trasferiti ai comuni e le responsabilità connesse, la tutela della salute pubblica è garantita comunque da una attività di vigilanza e assistenza svolta dalle Asl. Inoltre sarà garantita una obbligatoria specifica attività formativa destinata al personale addetto alle operazioni cimiteriali e al responsabile del servizio di custodia cimiteriale».

13/09/2011 14.54