Parco della costa, la Cna contro il referendum: «espediente per affossare il progetto»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Scastiglia: «strumentale la proposta di referendum, tocca ora alla Provincia uscire allo scoperto».

L'idea del referendum popolare sull'istituendo parco della costa teatina è stata avanzata nei giorni scorsi da Confindustria e sposata anche senatore del Pdl Fabrizio Di Stefano. Per la Cna di Chieti, invece, sarebbe solo «un modo come un altro per cercare di affossarlo. Meglio farebbero i suoi sostenitori a dire con chiarezza qual è il loro obiettivo», sostiene il direttore Letizia Scastiglia, secondo cui «il partito trasversale contrario allo sviluppo eco-compatibile, a mano a mano che passano i giorni, comincia a venire allo scoperto, manifestando le sue reali intenzioni: affossare l'area protetta, contrapporla in modo strumentale ad alcune infrastrutture, come la pista ciclo-pedonale che prenderà il posto dell'ex tracciato ferroviario, destinata invece a rappresentare il “valore aggiunto” del Parco».

«Si fosse dovuto ricorrere nel passato allo strumento del referendum popolare, per decidere la creazione o meno di aree protette – rincara Scastiglia – non avremmo probabilmente visto la nascita di quelle realtà, penso all'Abruzzo dei parchi, che invece si sono rivelate le poche, se non le uniche carte vincenti per l'immagine turistica regionale. Gli argomenti demagogici del partito unico anti-Parco possono trovare facile breccia in alcuni ambienti fortemente esasperati dalla crisi, salvo poi pentirsi dieci anni dopo».

Secondo Scastiglia, a questo punto, è però «doveroso che alcune istituzioni locali, come la Provincia – che pure è stata in diverse fasi protagonista del progetto, vengano allo scoperto dichiarando le proprie intenzioni». «Il balletto di questi giorni – conclude - deve finire, e proprio l'ente guidato da Enrico Di Giuseppantonio può contribuire a fare chiarezza e a creare quel clima di collaborazione tra gli interessi di istituzioni locali, popolazioni, associazioni d'impresa e ambientalisti, che invece altri – Regione in testa – si propongono dichiaratamente di dividere e contrapporre». 

«Come mai si pensa al referendum solo adesso, a 18 giorni dalla scadenza?», chiede l'ingegnere Luciano Lorenzo, della Costituente VogliAmo Il Parco. «Come mai si propone una "soluzione" che non ha alcun valore formale, trattandosi di una competenza dello Stato come già ripetuto dalla Corte Costituzionale quando bocciò il ricorso della giunta regionale di centrodestra nel 2002?»

«Confindustria», continua mLorenzo, «propone il referendum perché sembra preoccupata del perimetro del Parco. Non sa che su questo il Ministero ha chiesto da anni il parere ai Comuni, e non sono i cittadini a dover fare queste valutazioni tecniche? Sono i Comuni a scegliere se lasciare fuori l'area di stoccaggio dei furgoni o includerla in zona D. Se non lo avranno fatto il 30 settembre lo farà il Ministero, a che servirebbe il referendum?»

13/09/2011 10.30