Caccia, Wwf diffida la Regione. Richiesta regionale mette a rischio l’orso bruno

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Wwf diffida la Regione Abruzzo per aver messo a rischio l’orso bruno «con un’incredibile richiesta».

Infatti, secondo l’associazione ambientalista ora sul piè di guerra, l’ assessorato all'agricoltura guidato da Mauro Febbo avrebbe chiesto al comitato di valutazione impatto ambientale (Via) di rivedere la decisione del 3 agosto scorso con la quale aveva deciso il posticipo all'1 novembre dell'apertura della caccia nell'area di massima concentrazione dell'orso bruno marsicano, proprio per tutelare la specie in uno dei periodi più delicati, il pre-letargo.

«Una mossa», dichiara il Wwf, «che dimostra quanto poco accorta e sensibile sia la politica regionale in materia di caccia e tutela delle specie protette anche in presenza di leggi (l'accordo Patom per la protezione dell'orso), sottoscritte dalla Regione stessa ».

«In autunno», spiega Massimiliano Rocco, responsabile del programma specie per il Wwf Italia, «l'orso marsicano cerca di mangiare il più possibile per accumulare grasso sufficiente per passare l'inverno e per questo si muove moltissimo, divenendo più vulnerabile. Basti pensare che le femmine gravide devono accumulare risorse tali da poter partorire in pieno inverno ed allattare nella tana fino ad Aprile inoltrato. La presenza di cacciatori e gli spari conseguenti possono rappresentare un disturbo dannoso».

Ma, secondo il vice presidente Wwf Italia, Raniero Maggini, «tutto questo non interesserebbe alla Regione che non solo continua a fare spallucce di fronte ad accordi vigenti (l’accordo Patom inserito nella legge quadro dei parchi 394/91 sull'importanza della creazione delle aree contigue ai parchi in cui solo i residenti possono cacciare) ma avrebbe anche introdotto misure ancora più lesive, inserendo ad esempio nel calendario venatorio il comparto unico sulla migratoria che elimina gli ambiti territoriali di caccia provocando un forte risentimento tra i cacciatori dell'aquilano».

E non mancano neanche decisioni impopolari come quella recente, osteggiata dall’ambito di caccia territoriale “L’Aquila”, di dare il via all’apertura anticipata della stagione di caccia consentendola nei giorni 3-4-10-11 settembre e non dalla terza settimana del mese, come prevede la legge

«La Regione appare ostaggio dell'estremismo venatorio», conclude il Wwf che attende trepidante la risposta del Via sulla richiesta dell’assessorato all’agricoltura. «Confidiamo che il Comitato Via», conclude, «rigetti nella riunione di domani questa richiesta confermando le scelte fatte a tutela dell'orso il 3 agosto scorso e indicando alla direzione agricoltura la strada da seguire per il futuro».

13/09/2011 8.58