Abruzzo, speculazione edilizia dietro i 5 nuovi ospedali?

Alessandro Biancardi

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Abruzzo, speculazione edilizia dietro i 5 nuovi ospedali?
ABRUZZO. L’Idv scende in campo contro il progetto della Regione di costruire 5 nuovi ospedali.

«E’ una patacca mediatica», «è un pretesto per far entrare i palazzinari nella sanità», «è una forzatura, un attacco alla Costituzione spostare sul Commissario le competenze sanitarie che spettano al Consiglio regionale»: sono le accuse pesantissime che ieri in conferenza stampa l’Idv al completo ha lanciato contro il progetto Chiodi di costruire in Abruzzo 5 nuovi ospedali a Giulianova, Sulmona, Lanciano,Vasto e Avezzano.

«Intanto non ci sono i soldi, perché i 200 milioni disponibili con i fondi dell’ex art. 20 sono insufficienti e ce ne vogliono almeno il doppio – ha spiegato Carlo Costantini, capogruppo Idv alla Regione, presenti anche il senatore Alfonso Mascitelli e i consiglieri Cesare D’Alessandro, Paolo Palomba e Camillo Sulpizio – con queste risorse non si va da nessuna parte, quindi è una favoletta che si costruiranno nuovi ospedali. A meno che non si pensi ad un accordo di programma con qualche palazzinaro, insomma un intervento dei privati per reperire almeno altri 200 milioni, se non di più, che servono a questo progetto».

«Se infatti mediamente un ospedale come quello di Giulianova potrà costare 80 milioni, moltiplicando per 5 arriviamo a 400 milioni – ha argomentato Costantini – ma allora la presenza dei costruttori non sarà indolore, nel senso che se anticipano ed investono il capitale, dovranno pure avere un ritorno: già vedo le villette vista mare a Giulianova o l’edilizia residenziale e commerciale a Sulmona».

«Senza aggiungere che Chiodi sta violando la Costituzione – ha chiosato il senatore Mascitelli – perché l’art. 117 affida le competenze in materia di sanità al Consiglio regionale e non ad un commissario. E senza dire che il nostro presidente non sa leggere nemmeno i documenti che lo riguardano: il programma operativo tanto criticato – e non solo da noi - dice con chiarezza che per le nuove strutture da realizzare servono tre cose: una istruttoria tecnica, un crono-programma, i soldi. Per questi 5 ospedali non c’è traccia di niente di tutto questo. Il che basterebbe per giustificare la posizione critica e contraria dell’Idv a questo progetto che serve ad incantare gli elettori, ma che nasconde altre operazioni».

 Di qui la decisione di presentare una mozione in Consiglio regionale che impegna Chiodi a sottoporre all’approvazione del Consiglio regionale l’accordo sui fondi ex art. 20 e per fissare paletti precisi contro la deriva della Regione sempre più in balìa di poteri esterni.

LA SPECULAZIONE EDILIZIA DIETRO GLI OSPEDALI?

Fantapolitica d’estate? Che questo sia un terreno minato lo dimostrano due cautele notate nella conferenza stampa di ieri. La prima è che il Gruppo consiliare Idv ha affidato ad un comunicato congiunto le sue accuse di «una gigantesca speculazione immobiliare, funzionale agli interessi degli immobiliaristi, faccendieri e speculatori» che ci sarebbe dietro il progetto dei nuovi ospedali. La seconda cautela è che il capogruppo Costantini, avvocato dall’eloquio fluente, ha praticamente letto ai giornalisti la sua “requisitoria”, con l’avallo del senatore Mascitelli. Perché ad un certo punto del testo letto – e delle dichiarazioni rafforzative di Costantini – si è parlato con chiarezza «di una sorta di ricatto» che su indicazione di Chiodi i Direttori generali avrebbero operato sui sindaci delle località interessate: «vuoi il nuovo ospedale? Cambia la destinazione d’uso urbanistica dei vecchi siti ospedalieri  per renderli appetibili».

 Il riferimento preciso è alla richiesta pressante e ripetuta inoltrata ai sindaci in questi mesi, di cui c’è traccia sia nella corrispondenza intercorsa con le quattro Asl sia nei loro comunicati stampa dell’estate sia nei verbali di diverse riunioni che ci sono state sia in Regione che nelle singole Asl. A Chieti, per esempio, il manager ha attivato anche una conferenza dei servizi per il nuovo ospedale di Lanciano, è stata nominata una commissione per l’individuazione dell’area su cui far sorgere il nuovo ospedale (nonostante la contrarietà dell’amministrazione comunale lancianese), un’altra riunione è prevista per lunedì 19. Il 2 agosto scorso inoltre c’è stata una riunione plenaria dei tre manager Asl interessati (L’Aquila, Teramo, Chieti), organizzata per dar «seguito alla volontà del Presidente dott. Giovanni Chiodi di richiamare i Direttori generali della Asl ad ottemperare urgentemente a quanto più volte richiesto in merito all’acquisizione della documentazione afferente, in particolare, la realizzazione dei nuovi presìdi ospedalieri». Ed è proprio in questa riunione che Giancarlo Silveri,  direttore della Asl dell’Aquila, ha detto che «è ragionevole prospettare per tutta l’operazione tecnico finanziaria un apposito project financing». Ma questo manager aveva fatto anche di più e prima «è stato il più sbrigativo - dice Costantini - ha chiesto senza mezzi termini al Comune di Sulmona che intende trasformare il vecchio ospedale in appartamenti, negozi ed uffici, indicando persino i parametri edilizi che pretende vengano applicati».

IL CASO DI SULMONA

Ecco la lettera che il primo agosto è stata inviata al sindaco di Sulmona.

«Caro sindaco – scrive il manager Asl L’Aquila – per conseguire la massima valorizzazione del vecchio ospedale, renderlo appetibile sul mercato e recuperare una parte dei soldi che mancano per costruire il nuovo nosocomio, si propone quale possibile destinazione urbanistica dell’attuale area quella per Servizi pubblici e privati di interesse generale e locale, prevedendo destinazioni d’uso del tipo “Direzionale”, “Commerciale” fino al 50% della superficie edificabile e “Residenziale” fino al 20%”. E di seguito tutta una serie di indicazioni tecniche sulla superficie edificabile, sulle aree verdi, sui parcheggi, sull’altezza massima degli edifici (21 mt), sui distacchi dai confini e dalle strade, insomma un compitino già scritto che il sindaco e la sua maggioranza dovranno approvare. In conclusione della lettera: “si resta a disposizione per la stipula di un eventuale accordo di programma per proporre le variazioni al Piano regolatore».

«Se questa è l’operazione – sostiene l’Idv – c’è poco di sanitario, c’è spreco di risorse pubbliche (gli ospedali da rottamare sono stati recentemente ristrutturati spendendo circa 50 milioni di euro), c’è il pericolo della privatizzazione nella gestione dei nuovi ospedali».

Ci potrebbe poi essere una contraddizione di fondo: può un Commissario nominato per ridurre il deficit e la spesa impostare in solitudine un progetto che costerà almeno 500 milioni di euro?

«Mai come in questo drammatico momento i cittadini hanno il diritto di sapere nel dettaglio, oltre a quanto guadagnano i politici, anche come spendono i loro soldi», è la posizione dell’Idv.

Riccardo Chiavaroli per conto del Pdl conferma:«sì lo ammettiamo, costruiremo nuovi ospedali. Lo faremo utilizzando innanzitutto fondi nazionali che il governo ha confermato essere a nostra disposizione e che eventualmente saranno integrati da ulteriori risorse, lo faremo per i cittadini, per dare servizi eccellenti sul territorio ai pazienti, per le future generazioni. E lo faremo senza ombre, senza connivenze, con efficienza, trasparenza e secondo la strada da noi sempre perseguita della assoluta legalità e della corretta amministrazione della cosa pubblica».

Sebastiano Calella  13/09/2011 9.06

 

Lettera Asl Aquila a Sindaco Di Sulmona