Alluvione, dopo il Veneto 7 mln alla Basilicata. Abruzzo ancora a bocca asciutta

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Mentre la Basilicata riceve 7 milioni di euro per l’emergenza alluvione, l’Abruzzo viene ancora beffato».

A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Claudio Ruffini (Pd) che, dopo l’ emendamento alla manovra anticrisi introdotto in Senato che destina 7 milioni di euro alla regione Basilicata per la calamità naturali relative ai mesi di febbraio-marzo scorsi (le stesse che hanno interessato l’Abruzzo), lancia un dardo infuocato contro le istituzioni.

«Non solo questa è l'ennesima dimostrazione che a Roma non c'è il governo di tutti gli italiani bensì quello delle marchette (sono stati sufficienti sei giorni in Veneto perché il presidente della Regione, Luca Zaia, fosse nominato commissario per il superamento dell’emergenza ricevendo 300 milioni, probabilmente da incrementare, per far fronte ai danni subiti), ma quello che sconvolge di più sono i silenzi e l’immobilismo di una classe politica assente».

E fioccano le accuse contro Chiodi ed il senatore teramano Paolo Tancredi. «Forse Tancredi », incalza Ruffini, «quando dava il suo voto favorevole alla manovra non si è accorto che stava assegnando 7 milioni di euro alla Basilicata e zero euro all'Abruzzo? A nessuno importa se mancano i soldi per il ripristino della viabilità provinciale e non vi è stato nessun rimborso delle ingenti somme urgenze (oltre 12 milioni di euro) che i Comuni hanno speso per affrontare l'emergenza».

Morale della favola, secondo il consigliere, ciascuno se la deve cavare per conto proprio, grazie alla bocciatura dell’emendamento alla Camera che chiedeva la deroga al patto di stabilità per le somme urgenze spese dai Comuni, respinto in pieno dalla maggioranza. «Ha fatto bene il sindaco di Campli», aggiunge, «che in questi giorni ha chiamato tutti a raccolta. Ci sono opere come il ponte del Salinello che non possono più aspettare. Tra poco arriveranno le piogge ed il guado provvisorio potrebbe essere spazzato via isolando completamente la Val Vibrata con Teramo. Qualcuno deve dire con chiarezza se quel ponte verrà ricostruito oppure no».

A far manforte al collega, nei giorni scorsi, era intervenuto Cesare D’Alessandro vice capogruppo Idv alla Regione Abruzzo definendo l’Abruzzo «figlia illegittima del governo», visto che a distanza di sei mesi dalle due alluvioni che hanno scosso Veneto, Marche e Abruzzo, «la Regione Abruzzo non ha mosso un dito per attivare tutte le misure necessarie al superamento dell’emergenza, compreso il ristoro dei danni subiti dagli alluvionati (cittadini e imprese in primo luogo) e gli interventi di ripristino e prevenzione idraulica necessari». 

«E’ arrivato il momento», conclude Ruffini, «che alla Camera i deputati teramani Ginoble e Castellani facciano quello che si è fatto al Senato, ovvero gioco di squadra negli interessi di un Abruzzo in ginocchio».

Marirosa Barbieri 12/09/2011 10.21