Sanità: novità nei Progetti obiettivo di Teramo. E la Regione attiva i controlli

Alessandro Biancardi

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I DOCUMENTI. ABRUZZO. Più controlli e più verifiche nei Progetti obiettivo della Asl di Teramo, che chiudono questa carrellata di Pdn sulle attività sanitarie finanziate a livello nazionale con 28 milioni di euro.  

La delibera della Giunta regionale approvata il 15 giugno è stata forse l’unica in materia sanitaria adottata dal presidente Gianni Chiodi nella sua veste di assessore e non di commissario ed accoglie come allegati i progetti inviati dalle singole Asl. E Teramo si differenzia per un diverso approccio al problema. Le linee progettuali sono le stesse (Liste d’attesa, Cure primarie, Non autosufficienza, Cure palliative, Medicina penitenziaria, Tutela della maternità, Malattie rare, Volontariato e Riabilitazione), ma già nella presentazione con Progetto e sotto progetto le schede inviate sono più chiare ed esplicative. Le vere novità si leggono però nel corpo della delibera: intanto si dichiara che «il Direttore sanitario aziendale ha provveduto personalmente all’esame delle linee progettuali» di cui ai progetti approvati. Poi emerge il metodo di lavoro

*** I FINANZIAMENTI ED I PROGETTI NELLE ASL DI L'AQUILA E PESCARA

*** I PROGETTI A CHIETI

*** FINANZIAMENTI A PIOGGIA SENZA CONTROLLI

che rispetto alle altre Asl sembra diverso. Esempio ne è il progetto “Liste d’attesa” che non si va a perdere nel calderone delle iniziative generaliste (o nell’acquisto a pioggia delle attrezzature destinate ai reparti e non agli ambulatori, come avviene a Chieti). A Teramo il progetto destinato a ridurre le liste di attesa viene indirizzato alle prestazioni Cardiologiche e Vascolari, oltre che alla Gastroenterologia e all’Ortopedia. Inoltre, a differenza delle altre Asl dove ci sono i referenti dei Progetti, qui a Teramo i responsabili dei vari progetti sono i «Direttori dei Dipartimenti ed i Coordinatori di macro area», i rendiconti debbono essere trimestrali ed infine i compensi non saranno erogati a questi Direttori, ma «le quote saranno versate nei fondi per la retribuzione di risultato e della produttività». A maggiore tutela della effettiva regolarità di tutta l’operazione, la delibera conclude così: «le quote incentivanti saranno versate solo previa verifica degli obiettivi prefissati».

E INTANTO LA REGIONE ATTIVA I CONTROLLI SUI RISULTATI OPERATIVI DEI PROGETTI

La storia dei Progetti obiettivo è molto lunga, circa 15 anni ma è nell’ultimo periodo che si registrano le maggiori novità in Abruzzo. Intanto nel triennio del commissario Gino Redigolo c’è stato lo stop a queste iniziative ed i relativi finanziamenti sono stati incamerati per coprire il deficit sanitario. Nel 2009 i Progetti sono ripartiti e si sono resi disponibili 35 milioni di euro decisi per l’Abruzzo dal Cipe su linee progettuali nazionali ben definite: questo finanziamento prevede circa 6-7 milioni per la Prevenzione ed i restanti 28 per le altre linee progettuali. Il meccanismo era questo. Il Ministero approvava le linee, la Regione elaborava il progetto regionale e lo comunicava alle Asl che inviavano i progetti esecutivi. Tutti questi passaggi avevano prodotto ritardi nei tempi di approvazione e di finanziamento, così ad esempio i progetti 2009 sono stati finanziati ad aprile 2010. Per abbattere queste lungaggini, è stato deciso di saltare il filtro regionale e di rivolgersi direttamente alle Asl, visto che i Progetti sono comunque gli stessi di anno in anno. E così non c’è stato il Progetto regionale, ma l’approvazione delle proposte delle singole Asl su 5 linee progettuali vincolate e 7 non vincolate, con l’unico limite di tenere comunque presente il Programma operativo intanto approvato dal Commissario alla sanità. C’è stato poi un cambiamento decisivo nella gestione dei progetti. Come noto, l’erogazione del finanziamento avviene con il 70% subito all’attivazione del Progetto, il restante 30% alla conclusione. Il punto è questo: fino ad oggi le verifiche erano in pratica autocertificate, da quest’anno si cambia. Il 5 agosto scorso la Regione ha scritto alle Asl chiedendo entro il 30 settembre prossimo più dati quantitativi e qualitativi sui progetti per attivare verifiche dirette ed oggettive. Magari sarà una verifica a campione, vista la scarsità del personale a disposizione ma dei circa 50 progetti almeno il 20-25% dovrebbe essere controllato direttamente. Il che dovrebbe assicurare maggiore aderenza dei progetti alla realtà sanitaria abruzzese e migliori risultati per l’utenza.

Sebastiano Calella   09/09/2011 9.43

 

TERAMO Delibera 563