Manovra, ecco tutte le misure approvate in Senato

Alessandro Biancardi

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ROMA. Aumento dell'Iva (dal 20 al 21%), no alle dichiarazioni on line con i nomi, salve le feste del 1° maggio, 25 aprile e 2 giugno, controlli preventivi delle Agenzie delle Entrate sui conti correnti. * VIA LE PROVINCE, ARRIVANO LE ''CITTÀ METROPOLITANE'' * CISL ABRUZZO: «NO ALL'AUMENTO DELL'IVA»

ROMA. Aumento dell'Iva (dal 20 al 21%), no alle dichiarazioni on line con i nomi, salve le feste del 1° maggio, 25 aprile e 2 giugno, controlli preventivi delle Agenzie delle Entrate sui conti correnti.

* VIA LE PROVINCE, ARRIVANO LE ''CITTÀ METROPOLITANE''

* CISL ABRUZZO: «NO ALL'AUMENTO DELL'IVA»

E' di 54,265 miliardi nel 2013, anno in cui dovrà essere raggiunto il pareggio di bilancio, l'entita' della manovra che è stata approvata ieri dal Senato. Circa 4,399 miliardi in più rispetto alla manovra varata dal governo il 13 agosto che provengono dal maxiemendamento dell'esecutivo e in particolare dall'aumento dell'Iva. Per diventare legge dovrà essere approvata senza modifiche anche dalla Camera. Dalla stretta sulle pensioni al carcere per i maxievasori, dal contributo di solidarietà alle deroghe per le leggi sul lavoro, dalla Robin Hood Tax alla spending review, ecco le principali novità.

 - L'IVA PASSA DAL 20 AL 21%. L'aumento dell'aliquota Iva ordinaria dal 20 al 21% garantirà un maggior gettito di 4,236 miliardi su base annua dal 2012. Per l'anno 2011 il maggior gettito è stimato in circa 700 milioni. L'aumento scatterà a decorrere dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

- CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA' SOPRA 300 MILA EURO. La super-tassa del 3% sui redditi sopra i 300mila euro scatterà dall'1 gennaio 2011 fino al 31 dicembre 2013 e potrà essere prorogata "anche per gli anni successivi al 2013, fino al raggiungimento del pareggio di bilancio" con un dpcm. Nessun doppio prelievo per i dipendenti pubblici e per le 'pensioni d'oro'. La super-Irpef non si applica infatti, in questi casi, sui redditi da lavoro.

- PENSIONI, AUMENTO ETA' DONNE PRIVATO DAL 2014. L'aumento graduale dell'età di pensionamento delle donne nel settore privato partirà dal 2014, con l'incremento di un mese, per completarsi nel 2026.

-ARTICOLO 8. Saranno possibili deroghe alle leggi nazionali sul contratto di lavoro per gli accordi aziendali e territoriali, comprese quelle sui licenziamenti fatti salvi quelli discriminatori quindi i diritti legati alla maternita' e ai congedi parentali. Recepito anche l'accordo del 28 giugno sulla rappresentanza sindacale.

- STOP RINVIO TREDICESIME STATALI. Nel caso in cui i ministeri non raggiungano gli obiettivi di risparmio scatterà la riduzione del 30% della retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili e non più il rinvio delle tredicesime.

- SALVE FESTE 1 MAGGIO, 2 GIUGNO E 25 APRILE. Sono escluse dall'accorpamento alle domeniche le feste civili del 1 maggio (Festa del Lavoro) del 25 aprile (Festa ella Liberazione) e del 2 giugno (festa della Repubblica). Confermato il salvataggio delle feste concordatarie religiose mentre restano fuori le feste patronali.

- 100% PROVENTI ROBIN TAX A ENTI LOCALI. Non sono dimezzati ma solo ridotti di 1,8 miliardi i tagli agli enti locali e le risorse arriveranno tutte dalla Robin tax. Nessun alleggerimento quindi per i ministeri che non potranno beneficiare dei proventi della Robin tax che saranno destinati al 100% agli enti locali.

- AI COMUNI INTROITI LOTTA EVASIONE. I comuni parteciperanno all'attività di accertamento tributario e incasseranno tutte le somme di quanto recuperato con la lotta all'evasione fiscale.

- SPENDING REVIEW, VERSO SUPER-INPS. E' la revisione della spesa pubblica mirata alla definizione dei costi standard che getta le basi per l'accorpamento degli enti di previdenza pubblici, l'integrazione operativa delle agenzie fiscali, il coordinamento delle forze dell'ordine e la riorganizzazione dei consolati.

- PROVINCE, SOPPRESSIONE RINVIATA A DDL COSTITUZIONALE. La soppressione delle province con meno di 300.000 abitanti è stata rinviata a un ddl costituzionale che sarà oggi all'esame del Consiglio dei ministri. Dimezzati i consiglieri provinciali.

- STRETTA PICCOLI COMUNI, VERSO UNIONI. Soppressione delle giunte e obbligo di gestione sotto forma di unione dei servizi fondamentali per i comuni con meno di mille abitanti.

- DEROGA A BLOCCO TURN OVER PER REGIONI INDEBITATE. Deroga al blocco del turn over per il personale del servizio sanitario regionale delle regioni sottoposte ai piani di rientro dai disavanzi sanitari che avranno conseguito risparmi di riduzione di lavoro straordinario.

- AUTONOMIE, RISPETTATE LE SPECIALITA'. I tagli delle risorse destinati ai comuni dalle Regioni dovranno avvenire nel rispetto dello Statuto delle Regioni autonome e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

- DELEGA PER RIORDINO UFFICI GIUDIZIARI. Arriva la delega al governo per il riordino degli uffici giudiziari, tenendo conto di alcuni criteri base tra cui il numero di abitanti, l'estensione e i carichi di lavoro.

- INDENNITA' PARLAMENTARI. Ridotto il taglio alle indennita' dei parlamentari che percepiscono altro reddito. Taglio che non sara' più del 50% dell'indennita' come previsto dal testo del 13 agosto. Inoltre anche la carica di parlamentare europeo diventa incompatibile con altre cariche pubbliche.

- VERSO SFORBICIATA DEI PARLAMENTARI. Sarà una legge costituzionale a ridurre l'attuale numero dei parlamentari italiani.

- SALVI MINI ENTI. Salvi dalla soppressione i piccoli enti di ricerca e culturali con meno di 70 dipendenti. Vengono risparmiate istituzioni come l'Accademia dei Lincei e l'Accademia della Crusca.

- RIORGANIZZAZIONE CNEL. Rinviata la riorganizzazione del Cnel a un decreto del Presidente del Consiglio che dovra' essere emanato entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della manovra di ferragosto.

- MENO FACILE CARCERE EVASORI. Si allenta la norma della manovra che prevede il carcere per chi evade oltre 3 milioni di euro. Perche' scattino le manette l'ammontare dell'imposta evasa dovra' essere superiore al 30% del volume d'affari.

- DICHIARAZIONI REDDITI ONLINE SENZA NOMI. Le dichiarazioni dei redditi potranno essere pubblicate sui siti dei Comuni, ma soltanto per aggregati o categorie.

- STOP A DICHIARAZIONI RAPPORTI CON BANCHE IN UNICO Non ci sara' l'obbligo, come inizialmente ipotizzato, di indicare nella dichiarazione dei redditi la banca presso cui si ha il conto.

- CONTROLLI PREVENTIVI AGENZIA ENTRATE. L'Agenzia delle Entrate potra' controllare i conti correnti dei contribuenti e non solo in caso di avvio di accertamento ma anche in forma preventiva.

- ENTRO 2011 RISCOSSIONE SOMME CONDONO 2002. Le somme non riscosse del condono tombale del 2002 potranno essere recuperate attraverso "un'azione coattiva", con la maggiorazione degli interessi maturati, entro il 31 dicembre 2011. Prorogata di un anno la riscossione dell'Iva.

- TRE MESI DI TEMPO PER RESTITUIRE BONUS BEBE'. Chi ha beneficiato del bonus bebe' senza averne diritto avra' tempo tre mesi per restituire le somme ricevute e non incorrere in sanzioni penali e amministrative.

- SOCIETA' DI COMODO. Scatta la maggiorazione del 10,5% dell'aliquota Ires che si applichera' al reddito "imputato per trasparenza". Le societa' che presentino dichiarazioni in perdita fiscale per tre anni consecutivi saranno considerate "non operative".

- PMI, MINORI SANZIONI MA SOLO SE IBAN E' SU UNICO. Le piccole imprese che non pagano in contanti avranno sanzioni ridotte solamente se sulla dichiarazione dei redditi indicheranno i propri rapporti con le banche. La norma riguarda le pmi con ricavi e compensi dichiarati non superiori ai 5 milioni di euro che commettono omissioni nella presentazione della dichiarazione dei redditi e dell'Iva.

- TASSA PER MONEY TRANSFER. Imposta di bollo al 2%, per un minimo di 3 euro, sui trasferimenti di denaro all'estero attraverso gli istituti bancari, le agenzie 'money transfer' e altri agenti in attivita' finanziaria. Esenti le persone fisiche munite di matricola Inps e codice fiscale e i cittadini europei.

- STRETTA SULLE COOP, PIU' TASSATI GLI UTILI. Arriva la stretta sulle coop. E? previsto un aumento dal 30 al 40% del peso degli utili nella formazione della base imponibile. Dal 55 al 65% per le societa' cooperative di consumo e i loro consorzi.

- SUD, SALVI FAS REGIONALI. Nella clausola di salvaguardia che prevede un taglio del fondo per le aree sottoutilizzate qualora i ministeri non raggiungano gli obiettivi di risparmio vengono messi al riparo i fondi regionali.

- SALTA CERTIFICAZIONE DEBITI P.A. CON IMPRESE. Salta la norma sulla certificazione dei debiti contratti dalle pubbliche amministrazioni con le imprese. La misura approvata in commissione Bilancio dava la possibilita' alle banche di poter riscattare i debiti delle imprese.

- SOLO IN CITTA' D'ARTE APERTURA NEGOZI LIBERA. Stop all'apertura serale e domenicale libera per tutti i negozi. La possibilita' permane solamente per le localita' turistiche e le citta' d'arte.

- TAXI ESCLUSI DA LIBERALIZZAZIONI. Esclusi dalle liberalizzazioni i servizi taxi e noleggio con conducente non in linea (gli NCC).

- NUMERO CHIUSO PER LE FARMACIE. Limitazione alla liberalizzazione delle farmacie. Prevista la necessità di mantenere un limite al numero di persone titolate ad esercitare una professione connessa"alla salute umana"

- SEI MESI IN PIU' PER AUMENTO TABACCHI. Prorogata di sei mesi la possibilita' per i monopoli di Stato di proporre l'aumento delle accise sui tabacchi lavorati, non solamente delle sigarette.

- 7 MILIONI PER SISMA BASILICATA. Autorizzata la spesa di 7 milioni di euro per l'anno 2011 per il ripristino e la messa in sicurezza delle infrastrutture colpite dal sisma in Basilicata DEL 2011, per la quale regione e' stato dichiarato lo stato di emergenza.

08/09/2011 8.59

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 VIA LE PROVINCE, ARRIVANO LE ''CITTÀ METROPOLITANE''

 ROMA. Se i presidenti delle Province promettono battaglia (anche in Abruzzo) il governo Berlusconi sembra voler andare avanti per la propria strada.

Prevede, infatti, la soppressione degli enti provinciali e la creazione, al loro posto, delle "città metropolitane", il disegno di legge costituzionale che questa mattina sarà esaminato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento, in otto articoli, stabilisce che «dall'attuazione della presente legge costituzionale deve derivare in ogni Regione una riduzione dei costi complessivi degli organi politici ed amministrativi». Le disposizioni previste da questa legge costituzionale si applicheranno anche alle Province delle Regioni a statuto speciale, fatta eccezione per quelle autonome di Trento e Bolzano.

«Se è questa la strada che la maggioranza intende percorrere la reazione delle Province si farà sentire», ha tuonato oggi il presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando come «una tale scelta getterebbe nel caos il Paese, aprendo la strada alla gestione da parte Agenzie, Società ed Enti di tutte le competenze pubbliche oggi amministrate delle Province. Mettendo in mano così a Consigli di amministrazione, dirigenti e manager la gestione delle scuole, della formazione professionale, del mercato del lavoro, delle strade, della tutela dell'ambiente. A guadagnarci sarebbero quindi i soliti noti, che da questa spartizione della democrazia avrebbero le mani libere per lucrare sui servizi essenziali ai cittadini».

E per questa mattina Castiglione ha convocato una riunione straordinaria dell'ufficio di presidenza dell'Upi. «Siamo nella confusione più totale e non capiamo se il governo vuole cancellare 10 articoli della Costituzione, e con essi anche le Province, o se si vuole invece disegnare una nuova configurazione dell'ente intermedio», ha commentato Fabio Melilli, presidente del Consiglio direttivo dell'Upi (Unione delle Province d'Italia) ed esponente del Pd. «La situazione riflette lo stato confusionale di questa maggioranza e rimaniamo curiosi di vedere, domani mattina, quale sarà il provvedimento che verrà portato all'attenzione del Consiglio dei ministri», ha concluso. E per Leonardo Muraro, presidente leghista della Provincia di Treviso, «l'opinione pubblica, anche grazie ai media, crede che tutti i mali derivino dalle Province. E tuttavia servono enti che gestiscono le aree vaste: per fare una variante urbanistica, per esempio, un comune del Veneto prima doveva attendere 4 anni, ora, da quando questa funzione è stata delegata alle Province, solo 30 giorni».

COSA SONO LE CITTA' METROPOLITANE

Le Città metropolitane sono state previste per la prima volta dalla legge n°142 dell'8 giugno 1990 e hanno trovato nuovo "slancio" nell' articolo 114 della Costituzione della Repubblica italiana, dopo la riforma dell'ordinamento della Repubblica del 2001 con la modifica del titolo V della Carta. Il nuovo ente è rimasto però solo sulla carta, non essendo stato attuato. Una città metropolitana comprende una grande città e i comuni che ad essa sono strettamente legati per questioni economiche, sociali, di servizio, e territoriali. Per l'ordinamento giuridico il territorio della città metropolitana coincide con il territorio di una provincia o di una sua parte e comprende il comune capoluogo. Una città metropolitana è quindi un'area metropolitana.

L'art. 23 della legge 42/2009 (la legge delega sul federalismo fiscale), approvata dalle Camere nella primavera 2009, ha introdotto una disciplina transitoria che consente una prima istituzione delle città metropolitane situate nelle regioni a statuto ordinario. Le città metropolitane potranno essere istituite, nell'ambito di una regione, nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. La proposta di istituzione spetta al comune capoluogo e alla provincia, congiuntamente tra loro o separatamente (in questo caso è assicurato il coinvolgimento dei comuni della provincia interessata). Successivamente si svolge un referendum confermativo, indetto tra tutti i cittadini della provincia interessata, previo parere della regione. Dopo il referendum, l'istituzione di ciascuna città metropolitana è rimessa a decreti legislativi del Governo, da adottare entro il 21 maggio 2012, che detteranno una disciplina di carattere provvisorio. I decreti prevederanno, tra l'altro, l'istituzione del consiglio provvisorio della città metropolitana, composto dai sindaci dei comuni e dal presidente della provincia, e l'individuazione, quali funzioni fondamentali della città metropolitana, della pianificazione del territorio e delle reti infrastrutturali; del coordinamento della gestione dei servizi pubblici; della promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale. Le province nel cui territorio sono situate le città metropolitane saranno soppresse solo dopo l'insediamento degli organi definitivi della città metropolitana. Questi saranno individuati da un'apposita legge ordinaria, alla quale è rinviata la definitiva istituzione delle città metropolitane e la relativa disciplina. Per quanto riguarda la Città metropolitana di Roma è un ente particolare, Roma capitale, avente ulteriori funzioni per il mantenimento dei beni storico-artistici della città, nonché per l'adempimento del suo ruolo di capitale d'Italia.

08/09/2011 9.36

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CISL ABRUZZO: «NO ALL'AUMENTO DELL'IVA»

ABRUZZO. La Cisl Abruzzo riunisce il suo gruppo dirigente per discutere della manovra finanziaria e la situazione socio-economica regionale
 
        Domani, venerdì 9 settembre alle ore 10, presso la Camera di Commercio di Pescara (Sala Camplone, Via Conte di Ruvo Pescara), la Cisl Abruzzo riunisce il suo gruppo dirigente, allargato ai quadri e delegati, per discutere, in presenza del segretario generale aggiunto della Cisl Giorgio Santini, della manovra finanziaria 2011.
         Un’iniziativa che si inserisce nel quadro delle mobilitazioni che ha visto, vede e vedrà impegnata la Cisl Abruzzo per fare proposte e chiedere al governo nazionale e territoriale una «manovra più equa e condivisa socialmente, attraverso l’introduzione di una tassa sui patrimoni e la tassazione del contributo di solidarietà estesa ai redditi anche più bassi dei 300.000 euro».
        «Siamo assolutamente contrari alla norma che prevede l’aumento dell’età pensionabile delle donne del settore privato e la scelta dell’aumento dell’IVA, dal 20 al 21%. Quest’ultimo intervento non è condivisibile perché graverà sulla spesa dei redditi più bassi, non avendo previsto allo stesso tempo la riduzione dei carichi fiscali sui lavoratori e pensionati, - dichiara Maurizio Spina, segretario generale Cisl Abruzzo»
         «L’Italia versa in una situazione di estrema gravità economica e finanziaria. E’ necessario quindi intervenire al più presto con iniziative sotto il segno dell’equità, come:
l’ approvazione della legge delega per ridurre le aliquote sui redditi più bassi e sulle famiglie;  il reperimento delle risorse necessarie tagliando i privilegi della politica, le inefficienze, gli sprechi e gli abusi della spesa pubblica, semplificando e riorganizzando gli assetti istituzionali; la lotta all’evasione fiscale; - il rilancio di una politica per la crescita economica del Paese e dello stesso Abruzzo». 

08/09/2011 9.36