Soppressione Province, i quattro presidenti Pdl contro il governo Berlusconi

Alessandro Biancardi

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Soppressione Province, i quattro presidenti Pdl contro il governo Berlusconi
PESCARA. Tutti e quattro del centrodestra ma tutti e quatto pronti a manifestare contro la decisione del governo Berlusconi. Grido unanime: «gli sprechi sono altrove».

Le quattro Province abruzzesi pronte a scendere in piazza, attraverso iniziative di mobilitazione, contro la proposta di una loro soppressione, prospettata nella manovra finanziaria.

Se da Roma c'è la volontà di tagliare gli Enti che gravano da decenni sulle tasche degli italiani, a livello locale i presidenti delle Province si coalizzano e sono pronti a combattere per non essere cancellati con un colpo di spugna. Rivendicano il loro ruolo e la loro utilità.

Nel corso di una conferenza stampa, a Pescara, questa mattina erano presenti i quattro presidenti: Enrico Di Giuseppantonio (Udc) per la Provincia di Chieti, Antonio Del Corvo (Pdl) per quella dell'Aquila, Guerino Testa (Pdl) per quella di Pescara e Walter Catarra (Pdl) per la Provincia di Teramo. Insieme hanno annunciato che, a livello locale, saranno promosse manifestazioni, consigli provinciali aperti, incontri con i cittadini, con le forze politiche ed economiche, con le associazioni della società civile, con i rappresentanti locali dei partiti politici e gli eletti nelle diverse istituzioni.

I presidenti hanno spiegato che, attraverso tale iniziative, intendono chiarire quali sono le funzioni delle Province, le loro spese e le conseguenze, soprattutto per i cittadini, di una loro soppressione. «Vengono additate come uno costo della politica - ha sottolineato Di Giuseppantonio -, ma noi oggi siamo qui per dimostrare che le Province, le quali svolgono funzioni importanti, rappresentano appena l'1,5% della spesa pubblica complessiva di questo Paese».

Il presidente della Provincia di Chieti, che ricopre anche il ruolo di presidente dell'Unione delle Province Abruzzesi (Upa), ha ricordato inoltre che, a fronte di una spesa pubblica che nel 2010 in Italia è stata di 807 miliardi di euro, le Province hanno inciso per soli 12 miliardi, «dunque - ha fatto presente - molto al di sotto dei Comuni (73 miliardi di euro) e delle Regioni (170 miliardi di euro), mentre l'Amministrazione centrale è al primo posto con 182 miliardi». Tutti e quattro i presidenti hanno poi messo in evidenza come nei rispettivi Enti, negli ultimi anni, le spese per il personale, quella corrente e quella per l'acquisto di beni e consumi siano notevolmente diminuite.

Ad incidere sulle spese, per i presidenti, sono in realtà enti territoriali intermedi quali: Consorzi di bonifica, Consorzi dei bacini imbriferi montani ed Enti parco regionali, i quali potrebbero essere soppressi, trasferendo le relative funzioni e i compiti alle Province.

Per Testa e Del Corvo occorre chiarezza e affrontare la questione in tutta la sua complessità. Per Catarra, si rischia di creare "un danno" all'Italia e soprattutto ai cittadini.

 07/09/2011 15.38