Patto sviluppo, Confindustria Abruzzo: «avanti o noi fuori»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L'aut aut di Angelucci: «il tempo stringe, bisogna rispettare gli obiettivi».

Confindustria è pronta ad uscire dal Patto per l'Abruzzo nel caso in cui «gli obiettivi non saranno rispettati» e a meno che, «a fronte di tempi sempre più stringenti», non arrivino delle «risposte concrete». Lo ha annunciato stamani, nel corso di una conferenza stampa, il presidente regionale della confederazione, Mauro Angelucci, assieme ai presidenti delle associazioni provinciali di Pescara, L'Aquila e Chieti, Enrico Marramiero, Fabio Spinosa e Paolo Primavera e ad una rappresentanza della confederazione teramana. «Vogliamo sensibilizzare le parti interessate a dare forza all'attuazione del documento - ha detto Angelucci -. Riteniamo fondamentale un incontro con tutti i parlamentari abruzzesi prima del confronto con il Governo nazionale, perché siamo convinti che deputati e senatori tengano a questa regione. L'incontro con il Governo, però - ha ribadito -, non può più essere rimandato perché non abbiamo più tempo». Nel corso dell'incontro con la stampa Confindustria ha ribadito le proposte necessarie «per affrontare la situazione di grande emergenza». In particolare le richieste riguardano: la ricostruzione post-sisma, «privilegiando i settori produttivi, e l'attivazione immediata della Zona Franca già prevista per L'Aquila nonché la previsione di procedure amministrative speciali per poter affrontare la situazione di assoluta emergenza in quelle aree»; lo sblocco, l'impegno e l'accelerazione di spesa dei Fondi Master Plan, Fas, Intesa Quadro generale, Fondi strutturali europei, riguardanti sia interventi infrastrutturali che di altra natura economica.

La confederazione chiede inoltre la «definizione di un Piano infrastrutturale, che darebbe alla Regione un enorme beneficio sia per migliorare la propria dotazione infrastrutturale, sia per ridare fiato all'economia locale, con immediate ripercussioni sull'occupazione e sulla creazione di ricchezza».

Tra le priorità il dragaggio del porto di Pescara, la deviazione del porto canale e il suo prolungamento, il potenziamento del sistema portuale industriale (Ortona-Vasto), l'allungamento della pista dell'aeroporto d'Abruzzo, e il potenziamento dello scalo di Preturo. Per quanto riguarda la rete ferroviaria Confindustria chiede il potenziamento delle tratte Pescara- Roma, L’Aquila Sulmona, L’Aquila- Tagliacozzo, la realizzazione del terzo binario tra le stazioni di Pescara Centrale e Pescara Porta Nuova. Sono inoltre necessarie, secondo Confindustria, «politiche del lavoro particolarmente orientate all'inserimento dei giovani». Secondo i dati Istat il tasso di disoccupazione giovanile in Abruzzo è pari al 29,5% per la classe di età dai 15 ai 24 anni e al 13,3% per la classe di età dai 25 ai 34 anni.

L'ultimo richiamo dell'organizzazione delle imprese è rivolto al mondo della politica: «oggi fare politica richiede vero impegno, competenze e senso di responsabilità, oltre che una assoluta tempestività, perché più veloci sono anche i tempi dell'economia - affermano -. Confindustria sta dimostrando grande senso di responsabilità e sicuramente conferma la sua disponibilità per ogni forma utile di collaborazione - concludono i presidenti -, ma non ammette più ritardi o omissioni colpevoli».

07/09/2011 13.44