Parco costa teatina, Febbo: «è già stato bocciato da molti»

Alessandro Biancardi

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Parco costa teatina, Febbo: «è già stato bocciato da molti»
ABRUZZO. La situazione è «di stallo», come dice l'assessore regionale Mauro Febbo, da giorni nel mirino dei contestatori per la sua contrarietà al progetto.*CNA: «RITARDI INAMMISSIBILI». OPPOSIZIONE: «FEBBO SI DIMETTA»

Nei giorni scorsi sono piovute richieste di dimissioni ma l'esponente della maggioranza è ancora al suo posto.

Ieri, ha spiegato proprio Febbo, nel corso del vertice romano presso il Ministero dell'Ambiente non sarebbe emersa nessuna novità. Intorno allo stesso tavolo si sono seduti «alcuni comuni contrari al parco e altri incapaci di indicare al ministero un'idea univoca sulle dimensioni dell'area protetta», ha spiegato l'assessore.

In realtà l'Abruzzo ha dimostrato tutta la sua incapacità ''beccandosi'' anche la ramanzina del ministro Stefania Prestigiacomo che ha detto senza giri di parole che adesso l'arrivo del commissario è inevitabile.

«Al governo», ha detto Febbo, «chiederò una ulteriore proroga sui tempi previsti, ma se dopo il 30 settembre arriverà il commissario ministeriale non sara' la fine del mondo».

«Febbo vuole riaprire la strada al Centro Olii e ad altri insediamenti industriali», protesta il consigliere regionale di Sel Franco Caramanico. Per Caramanico, infatti, l'assessore cancellando l’istituzione del Parco mette in discussione le leggi regionali approvate per bloccare il Centro oli, «leggi che si basano proprio sulla necessità di tutelare le aree naturali protette». Per l'esponente dell'opposizione, insomma, il rappresentante della giunta Chiodi si starebbe dimostrando «coerente» «con la volontà espressa sin dal 2002 dal governo di centro destra di realizzare il centro oli, ma dovrebbe essere altrettanto onesto nel dire che cancellando la previsione del parco si eliminano i 20 milioni previsti dal FAS  destinati  al potenziamento delle infrastrutture all’interno delle aree protette della costa  teatina».

Quanto agli agricoltori, Caramanico sostiene che sono «vittime di un inganno, perché non sono consapevoli che appoggiando Febbo, stanno dicendo sì alla distruzione dei loro territori, che diverranno terra di conquista per i gruppi industriali». Il consigliere di SEL chiede inoltre «per quale motivo su questa questione non interviene l’assessore regionale all’Ambiente, Giuliante, che dovrebbe spiegare perché da responsabile del settore non avoca a sé la questione, lasciando che Febbo faccia e disfaccia».

«Perché quando al Governo regionale con l'amministrazione di centrosinistra targata Ottaviano Del Turco non è stato fatto nulla?», replica l'assessore al centrosinistra. «A chiacchiere si dichiarano favorevoli al Parco salvo poi latitare al momento di produrre gli atti ufficiali. Caramanico che mi accusa di essere interessato al Centro Oli. Mi chiedo cosa dovrei rispondere a chi per tre anni ha ricoperto la carica di Assessore regionale all'Ambiente e non ha prodotto nulla per il Parco della Costa teatina. Quelle di Caramanico sono solo le basse insinuazioni di chi era membro di un governo regionale, capitanato da Ottaviano Del Turco, che al Centro Oli ha concesso ben 12 autorizzazioni mentre il sottoscritto, come il Presidente Chiodi, si è sempre dichiarato contrario alla costruzione dell'impianto».

Intanto l'associazione Ambiente e/è Vita Abruzzo onlus chiede che si concentri il dibattito sulle Riserve, «perché queste possono costituire il nucleo originario di un nuovo concetto di parco, un parco diffuso, un parco a Isole, connesse far loro in un sistema territoriale a rete. E’ qui la soluzione, è qui il futuro per questa importantissima fascia del territorio abruzzese». Ma per giungere a questi risultati, sottolinea l'associazione, «è necessario procedere per gradi, senza imposizioni dall’alto, coinvolgendo gli abitanti, gli operatori turistici ed economici in generale, nella contrattualizzazione di un Patto Sociale fra società/comunità e ambiti del Parco/Riserve. Solo con un coinvolgimento attivo e consapevole, lontano da strumentalizzazioni, sguaiati proclami o profezie di imminenti catastrofi ambientali, potrà nascere un Sistema Territoriale di Tutela e Sviluppo che possa arrivare a costituire un paradigma di riferimento anche per altre realtà nazionali e internazionali».

07/09/2011 10.55

FEBBO:«IL PARCO DELLA COSTA TEATINA E’ GiA’ STATO BOCCIATO DA MOLTI»

«Fare chiarezza una volta per tutte sulla questione riguardante il Parco della Costa Teatina che fu già bocciato nel 2003 dalla Provincia di Chieti che io presiedevo e dalla Regione, e oggi è avversato da cinque degli otto Comuni interessati». L'assessore alle Politiche Agricole Mauro Febbo questa mattina in conferenza stampa ha voluto rispondere carte e documenti alla mano alle critiche arrivate da alcuni consiglieri regionali di opposizione.

«Vorrei ricordare - ha spiegato l'assessore Mauro Febbo - che oltre alla ferma contrarietà delle Amministrazioni comunali di Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Ortona, Casalbordino e Torino di Sangro, c'è stato anche un referendum che in questo ultimo comune ha visto il 95% dei cittadini dire con forza no al Parco. Le tre Amministrazioni che a parole avevano detto di essere favorevoli (Vasto, San Salvo e Fossacesia), non hanno poi però prodotto alcun atto concreto di perimetrazione per ribadire la loro volontà».

 L'assessore Mauro Febbo ha fatto poi la genesi del Parco della Costa Teatina: «La Legge istitutiva del Parco nasce nel 2001. Due anni dopo Regione e Provincia di Chieti espressero la loro contrarietà, dicendo di voler ragionare così come ribadiamo ancora oggi su un progetto che prevedesse la messa in rete delle aree protette e zone sic, tramite la dismissione dell'ex tracciato ferroviario. Nel 2007 l'allora assessore all'Ambiente Franco Caramanico con una lettera del 6 settembre (Protocollo numero 691) rivolta a Regione Abruzzo, Provincia e agli 8 sindaci interessati, convocò un incontro dove all'ordine del giorno vi era sia la bozza del protocollo d'intesa che la proposta di perimetrazione. Ad oggi - ha proseguito l'assessore Febbo - nessuna delle otto amministrazioni ha proposto risposto con atti concreti alla richiesta dell'assessore Caramanico». Febbo ha poi parlato di quanto accaduto nel 2010.

«L'anno scorso il Ministero dell'Ambiente ha notificato agli organi preposti la richiesta della perimetrazione, nell'ambito di un emendamento al Decreto Milleproroghe. La scadenza del prossimo 30 settembre potrebbe portare alla nomina di un commissario ad acta, ma è mia intenzione chiedere ai parlamentari abruzzesi del Pdl di abolire la norma del 2001, e reinserita nel Decreto Milleproroghe del 2010. E se poi dovesse poi arrivare il Commissario, questi dovrà tenere conto della volontà popolare. Ebbene chiarire - ha proseguito ancora l'assessore Febbo - che il Parco dovrà eventualmente essere istituito tramite un Dpr e due passaggi di legge fondamentali quali la Conferenza Unificata e l'Intesa Governo-Regione. Una cosa al momento impossibile, considerando la netta contrarietà di cinque comuni su otto».

 L'assessore Mauro Febbo ha poi concluso ricordando e ribadendo che la volontà della Regione è quella di proseguire nella strada intrapresa della Costa dei Trabocchi. «Si tratta - ha concluso l'assessore alle Politiche Agricole - di un progetto che prevede di mettere in rete territori protetti e aree sic. La Regione e il Presidente Chiodi hanno già dato il loro assenso, impegnando 16 milioni di euro di Fondi Fas, e sottoscrivendo l'impegno all'atto di acquisto dell'ex tracciato ferroviario per 7,5 mln di euro. In futuro è poi previsto l'impegno di altri 14 mln di euro».

07/09/2011 12.45

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*CNA: «RITARDI INAMMISSIBILI». OPPOSIZIONE: «FEBBO SI DIMETTA»

 ABRUZZO. «L'arrivo del commissario rappresenta una sconfitta della politica». Lo afferma il direttore della Cna di Chieti, Letizia Scastiglia, secondo cui la responsabilità di quanto accaduto (l'annuncio, da parte dei vertici del ministero dell'Ambiente dell'invio di un commissario per il Parco della costa teatina, ndr) «ricade interamente sulla testa dei diversi soggetti istituzionali, Regione soprattutto, e Comuni, che anziché cercare di semplificare procedure e percorsi, si sono perduti in diatribe inutili: con il risultato di ritardare atti determinanti per la nascita del Parco e di far sì che uno strumento decisivo per lo sviluppo del territorio rischi adesso di rallentare il suo percorso».

«Nei prossimi anni – dice ancora Scastiglia - la sfida delle destinazioni turistiche si giocherà sul mantenimento di due obiettivi strategici: competitività e sostenibilità. Le destinazioni non saranno competitive se non saranno sostenibili a livello ambientale, sociale ed economico, e noi siamo tra quanti sostengono che vale la pena misurarsi con questa sfida». «L’incontro, contrariamente a quanto sostiene l’assessore Febbo, - ha dichiarato invece l'assessore di Vasto Suriani - ha rappresentato una concreta svolta nella discussione sul Parco. E’ stato estremamente  utile a dirimere molti dubbi e a sgombrare il campo da incertezze ed interpretazioni fuorvianti, quali il depotenziamento degli strumenti urbanistici comunali».

«Di fatto - ha aggiunto Suriani - ha evidenziato la totale inefficacia, almeno fino ad oggi,  del tavolo di coordinamento presieduto dall’assessore Febbo  che, invece di dare un concreto supporto tecnico ai comuni per fornire al Ministero una ipotesi di perimetrazione, ha esacerbato le polemiche contro l’istituzione del  Parco.
Polemiche  che , allo stato dei fatti,  si rivelano strumentali ma soprattutto inutili e fuorvianti, in quanto l’istituzione del parco non è in discussione».

Intanto su proposta del consigliere Walter Caporale i capigruppo Carlo Costantini, Camillo D’Alessandro, Maurizio Acerbo, Franco Caramanico e Antonio Saia hanno richiesto un Consiglio regionale straordinario per discute della questione. «Come esponente politico di primo piano del centro destra», si legge in un documento sottoscritto dai consiglieri dell’opposizione «Febbo può legittimamente proporre alla sua parte politica una legge abrogativa, evitando però nel frattempo di cavalcare il dissenso rivestendo ruoli istituzionali. Le leggi finché sono in vigore vanno rispettate da tutti». Per questi motivi gli esponenti dell’opposizione chiedono al presidente Chiodi la rimozione di Mauro Febbo da presidente del Tavolo di coordinamento per manifesta incompatibilità.

«Mauro Febbo», protesta il consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, «si è fatto promotore di una costante opera di sabotaggio del parco ostentando con arroganza in più occasioni, anche con comunicati ufficiali, la sua posizione da sempre contraria. Essendo arrivati a un passo dalla figuraccia del commissariamento Febbo alza il volume e ci comunica che chiederà ai parlamentari del Pdl di abrogare la legge istitutiva del Parco. Se Febbo voleva promuovere, come ha fatto, l’opposizione al Parco non avrebbe dovuto votare risoluzione di Consiglio e delibera di Giunta né autoproporsi come coordinatore. Un comportamento di questo genere è inqualificabile. Le dimissioni sono un atto dovuto».

07/09/2011 16.00