Teramo, Cgil: «in 10 mila con noi in piazza»

Alessandro Biancardi

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Teramo, Cgil: «in 10 mila con noi in piazza»
TERAMO. C'erano10 mila persone in piazza, secondo la stima della Cgil, questa mattina a Teramo.

Uomini e donne, lavoratori e pensionati, giovani e anziani, hanno sfilato per le vie della città e preso così parte alla manifestazione regionale che la Cgil ha organizzato in concomitanza con lo sciopero generale contro la manovra economica del governo.

«E’ un numero importante», commenta il sindacato. Un numero che però lascia l'amaro in bocca a quanti forse si aspettavano qualcosa in più perchè la cifra dei partecipanti «non descrive completamente la mobilitazione di una regione colpita da una crisi gravissima che una manovra recessiva contribuirà ad aggravare e la cui situazione è resa drammaticamente unica e peculiare da problemi». Tra questi la Cgil elenca il blocco degli investimenti e dell’occupazione, terremoto, questione sanitaria «che richiedono interventi specifici ed urgentissimi».

Per quanto riguarda l’adesione nelle fabbriche, in quelle più grandi si è attestata oltre il 40%, mentre in quelle medie e piccole è oscillata mediamente tra il 60 e il 70 per cento. Risultati che la Cgil rivendica dopo aver condotto in solitudine un’iniziativa di mobilitazione e informazione durata poco più di una settimana (dalla decisione dello sciopero) ma «della quale i lavoratori e i pensionati hanno saputo evidentemente comprendere la giustezza e la fondatezza».

«D’altra parte», spiega la sigla sindacale in una nota, «non possiamo dimenticare il lavoro di preparazione che in tutto l’Abruzzo hanno saputo fare le strutture e i dirigenti sindacali, le rappresentanze nelle fabbriche e negli uffici (l’adesione del pubblico impiego è stata attorno al 30%) ed i singoli iscritti. Un impegno del quale vogliamo ringraziare tutti per la loro dedizione e il loro lavoro. E’ un patrimonio che non disperderemo e che sarà utilissimo per una battaglia che non si ferma con lo sciopero e la manifestazione odierni ma che continuerà fino a quanto questo governo non cambierà leggi e manovre che colpiscono gli interesse dei lavoratori e dei pensionati per favorire soltanto quelli dei ricchi e degli evasori fiscali».

«Che c'azzecca affossare i diritti con la manovra?», si è chiesto intanto stamattina il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Stesso interrogativo è stato riproposto in Abruzzo dal consigliere regionale Carlo Costantini: «è impossibile trovare parole piu' efficaci di quelle usate questa mattina in piazza dal presidente», scrive Costantini sulla sua pagina Facebook. « per spiegare le ragioni piu' profonde di una protesta che ha portato nelle piazze italiane, inclusa quella di Teramo, una vera e propria marea di cittadini. La manovra dovrebbe servire a recuperare risorse, favorendo la ripresa economica ed il rilancio dei consumi. Qualcuno puo' spiegare come la sparizione degli ultimi diritti rimasti a difesa del mondo del lavoro possa favorire il rilancio dei consumi e la ripresa economica? Io credo proprio di no».

06/09/2011 17.20