Il sindaco di Avezzano Floris:«nessun accordo elettorale per mio figlio. Solo fango»

Alessandro Biancardi

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RIFIUTOPOLI. AVEZZANO. Il sindaco di Avezzano è adirato, minaccia querele, respinge al mittente insinuazioni e se la prende con i giornali.

Dopo le reazioni piccate del senatore Filippo Piccone in merito alle notizie riportate su alcuni quotidiani che riprendevano le carte dell’inchiesta “Re Mida” e parlano di un suo interesse nella costruzione di un inceneritore nella Marsica, arriva la reazione del primo cittadino di Avezzano.

Il sindaco Antonio Floris vine citato nell’ordinanza del gip Guido Campli quando viene riportata una telefonata che fa Daniela Stati fa a Mauro Febbo e gli racconta quanto lei ritiene di aver sentito e capito: Piccone che stava facendo pressione su di lei per la storia dell’inceneritore avrebbe fatto un accordo con Floris di far candidare suo figlio Armando (consigliere provinciale) alle prossime elezioni. Un accordo elettorale che la procura sospetta sottoscritto in cambio di una delibera favorevole.

Fatti che devono essere accertati ma che gli interessati smentiscono con forza ed i giornali raccontano.

«Tentare di “gettare fango” sulle persone non è operazione che susciti qualche merito», dice Floris a PrimaDaNoi.it, «è solo fonte di giustificata reazione da parte di chi è bersaglio dei detti tentativi. La circostanza suddetta è completamente falsa. Cosicchè si deve rilevare come in codesto quotidiano, riferendo la circostanza, non si sia dato spazio in alcun modo a tale possibilità, come invece si sarebbero dovuti domandare l'autore dell'articolo ed il direttore responsabile. La riferita pubblicazione ha, pertanto, contenuto diffamatorio ed è pronta la relativa querela nella sede propria».

Floris poi ha chiarito la posizione del Comune da lui amministrato in merito all’impianto contestato di Borgo Incile.

«La posizione attuale dell'amministrazione è quella di sempre, è quella espressa nella delibera di Consiglio del 09.09.2008, votata all'unanimità, è un no, sempre deciso del quale, in questa sede, mi preme spiegare un po' più a fondo le motivazioni», ha aggiunto Floris, «anche per sgomberare il campo da logiche di derby stracittadino o da ancor più gravi illazioni. Già nella delibera citata in precedenza erano presenti in premessa le argomentazioni relative al mancato coinvolgimento “ab initio” del Comune di Avezzano nella vicenda biomasse e dell'impatto negativo che ciò aveva sulla gestione e programmazione del territorio in tema di tutela della salute, di ambiente e di iniziative imprenditoriali ed economiche, argomentazioni che consideriamo sempre valide».

FLORIS:«LA RICONVERSIONE DELLO ZUCCHERIFICIO NON CI CONVINCE»

L’ex assessore Daniela Stati aveva girato qualche domanda al vento sul perché il Comune di Avezzano non avesse partecipato alle prime fasi amministrative sull’impianto di biomasse.

«Non siamo offesi per non essere stati interpellati da subito», ha spiegato Floris, «siamo invece più che scettici riguardo ad altri e più validi motivi, e lo siamo tutti, consiglieri di maggioranza e minoranza, Sindaco e assessori. Non ci convince un programma di riconversione dell'ex Zuccherificio Sadam di Celano che avrebbe dovuto prevedere anche interventi sostanziali in sostegno degli imprenditori agricoli del Fucino, penalizzati dal taglio della produzione bieticola e che invece, non presenta un rigo su tale argomento. Non è sufficiente, infatti, una generica disponibilità a collaborare con l'imprenditoria agricola locale per la realizzazione di un “Centro di Trasformazione Orticola”, per dire che ci saranno ricadute positive per il mondo agricolo. Così come è facilmente confutabile la posizione secondo la quale il Fucino, che ha tutt'altra vocazione, possa essere interessato alla produzione di biomasse. Anzi per l'agricoltura Fucense questo insediamento potrebbe rappresentare un problema nel momento in cui si sta cercando di dare marchi di qualità ai prodotti del territorio».

Altro punto già contestato è l’approvvigionamento del “carburante” per la centrale a biomasse che dovrebbe bruciare milioni di quintali di legno di pioppo. Ma il pioppo in zona non è così frequente…

Si dice d'accordo anche il sindaco Floris che ricorda anche come lo stesso parere sia stato dato anche dalla forestale.

«I dubbi vengono rafforzati dalla potenza prevista per questa centrale», conclude Floris, «che se, da un punto di vista industriale risponde a requisiti di produttività, contrasta nettamente con la impossibilità di avere assicurata quantità adeguata di combustibile nel raggio dei 70 km previsti dalle vigenti normative. Anche la ricaduta sociale ci lascia perplessi. È vero che la nostra opposizione rappresenta un grave ostacolo per le aspettative dei dipendenti ex Sadam (anche se non spetta certamente al Comune di Avezzano porre rimedio a decisioni prese sulla pelle di quei lavoratori in altre sedi), ma dei possibili problemi che di contro si potrebbero venire a creare per decine e decine di imprenditori agricoli del Fucino interessa qualcosa a qualcuno o non fanno testo? Non credo si possano nascondere dietro simili lodevoli argomentazioni sociali le disfunzioni di carattere tecnico che da più parti sono state sollevate nei confronti di questo intervento. Se bastasse questo dovremmo accettare insediamenti di qualsiasi tipologia, magari proprio nel nucleo industriale di Avezzano, per qualunque azienda dovesse trovarsi a vivere situazioni simili?».

Una posizione chiara e netta quella del primo cittadino di Avezzano, forse non espressa in termini così chiari e accolta con favore anche dal comitato spontaneo di cittadini che nei giorni scorsi aveva chiesto di avere maggiori informazioni sul progetto e risposte a domande rimaste finora inevase su alcuni punti deboli dell’iniziativa.

29/09/2010 8.08