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Sanità. Progetti obiettivo: 35 mln erogati a pioggia e senza controlli

Alessandro Biancardi

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Assessorato alla sanità

Assessorato alla sanità

I DOCUMENTI. ABRUZZO. E’ sceso il silenzio sui 35 milioni di euro dei Progetti obiettivo in sanità erogati a pioggia da Roma sulla sanità abruzzese.

*NUOVO OSPEDALE DI LANCIANO, ZAVATTARO: «SUBITO O IL PROGETTO VA IN FUMO»

Si tratta della fetta destinata all’Abruzzo e decisa a livello nazionale, con il 70% del finanziamento disponibile subito in forma di anticipo e con il 30% restante da erogare a fine progetto. Questi i settori di intervento scelti: cure primarie, non autosufficienza, assistenza ai pazienti in stato vegetativo, cure palliative e terapia del dolore, bio-banche, assistenza penitenziaria, prevenzione delle malattie croniche, tutela della maternità, malattie rare, volontariato, riabilitazione e salute mentale. Chiude l’elenco al 13° posto il piano nazionale per la prevenzione (non tutti però sono stati attivati in Abruzzo).

Lo strumento “progetto obiettivo” non è un’invenzione di oggi ma è cambiato col tempo fino a perdere la sua caratteristica di unitarietà di intervento e si è frantumato in iniziative di piccolo respiro.

Ad esempio in passato fu lanciato il “Progetto sul Giubileo”, per attrezzare le sanità delle varie regioni in vista di quell’evento e con quei soldi l’allora assessore Vincenzo Del Colle acquistò i defibrillatori per le ambulanze che ne erano sprovviste. L’elenco approvato dalla Giunta Chiodi il 15 giugno scorso racchiude qualche grande progetto e alcuni progetti molto settoriali e disomogenei che poco sembrano avere di “nazionale” così come prevede lo strumento del “progetto obiettivo”.

Ogni progetto è diviso per Asl e sembra mancare il requisito dell’unitarietà dell’intervento che giustificherebbe l’inserimento dell’Abruzzo in un progetto nazionale. In pratica si tratta di un finanziamento di 24 milioni di euro (il 70% della cifra totale) che entra subito nelle casse regionali ma che esce altrettanto subito per affluire nelle tasche di medici, infermieri, tecnici e amministrativi chiamati ad operare.

Sarebbe vitale riuscire a capire se dietro questa gigantesca operazione vi siano risultati degni e dove poter andare a trovare report e relazioni del caso.

In attesa dei risultati intanto le singole Asl pagheranno soltanto ad alcuni prescelti cifre più o meno importanti: si parte dai 2-3mila euro annui fino alle decine di migliaia di euro scelti tra i primari ospedalieri ed universitari, i medici di medicina generale e gli specialisti. Non è chiaro il criterio di scelta dei professionisti da pagare e qualcuno ha anche evidenziato un certo conflitto di interesse delle stesse Asl che seleziona le proposte da finanziare.

Ed è inevitabile che questo vortice di denaro abbia sollevato parecchi malumori a chi è stato ridimensionato. Secondo alcuni addetti ai lavori, sembra infatti che alcune scelte abbiano privilegiato personale ai limiti della pensione, o sempre gli stessi nomi, o addirittura favorito lo “spezzatino” dei progetti per far contenti tutti.

Si citano i casi del Progetto “Bio-banche” (a Teramo non c’è) e delle “Malattie rare” che viene realizzato nelle quattro Asl e non unitariamente ed in forma regionale. Il che produrrà come effetto la quadruplicazione dei costi e dei beneficiari per un risultato numerico da verificare. Di malattie rare infatti, proprio perché rare, ce ne sono pochissime in ogni Asl e potrebbero essere studiate e riconosciute più efficacemente con un Registro regionale.

 

PROGETTO OBIETTIVO ABRUZZO Ripartizione Fondi 2011


FINANZIAMENTI A PIOGGIA, NESSUN RISPARMIO, MANCA IL COORDINAMENTO DEI PROGETTI

 

Uno strano silenzio dicevamo su questa erogazione in un momento in cui si cerca di risparmiare su tutto, tagliando posti letto, budget alle cliniche private, servizi ai cittadini, prestazioni esenti da ticket. Questa volta, invece, si spende e tutti sono contenti.

Esempi particolari non mancano: in due centri dove sono stati chiusi gli ospedali (Pescina e Tagliacozzo) si spenderanno quasi 2 milioni di euro (rispettivamente 981.870 euro) per il “consolidamento” del Pta, presidio territoriale di assistenza, e per l’Ospedale di comunità che vanno a sostituire l’ospedale chiuso. Ne beneficeranno i cittadini con più servizi o i medici di medicina generale, quelli della continuità assistenziale, gli specialisti, il personale, le convenzioni per l’emergenza ed il 118? Dallo specchietto riassuntivo del progetto si capisce che intanto ci guadagnerà il personale Asl che farà semplicemente il lavoro per cui è già pagato.

Sembra che l’operazione non sia piaciuta al sub commissario Giovanna Baraldi che avrebbe preferito non questa erogazione a pioggia ma un uso più intelligente dei soldi disponibili. Un pò come aveva fatto il suo predecessore Gino Redigolo che da commissario incamerò tutte le cifre disponibili e non ancora spese per coprire il debito della sanità.

Leggendo la delibera di giugno in cui la Giunta Regionale l’approvazione è senza particolari scossoni e sorvola abondantemente sui risultati o sulla rendicontazione e controllo. Tutto sulla fiducia.

Sebastiano Calella 06/09/2011 10.37

 

REGIONE ABRUZZO PROGETTO OBIETTIVO Delb n 412 del 15 giu 2011

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*NUOVO OSPEDALE DI LANCIANO, ZAVATTARO: «SUBITO O IL PROGETTO VA IN FUMO»

LANCIANO. «Se non si accelera la decisione sulla localizzazione, la costruzione del nuovo ospedale di Lanciano rischia di sfumare»: a sollecitare la scelta è il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, allarmato dal tenore del dibattito che si è acceso in questi giorni sull’argomento.

«Gli interventi registrati dai mezzi d’informazione suggeriscono la necessità di indirizzare diversamente la discussione – aggiunge il manager – oggi incentrata su temi che non sembrano prioritari in questa fase. Sulla disponibilità della metà dei fondi necessari alla realizzazione esiste un impegno preciso della Regione, mentre per la parte restante occorrerà mettere in campo soluzioni che prevedano la partecipazione di più soggetti. In questa fase, però, non credo sia questo l’argomento sul quale concentrarsi, perché ora è fondamentale istruire il dossier da inviare al Ministero della Salute entro i termini indicati per avere accesso al finanziamento e ottenere il via libera alla nuova realizzazione. Ecco perché nei prossimi giorni sarà utile concentrarsi su questo risultato, e quindi  sulle procedure necessarie per l’acquisizione dell’area, che va individuata al più presto. E’ importante blindare l’autorizzazione a costruire il nuovo ospedale, tutto il resto viene dopo, compreso il ruolo da attribuire al presidio, per il quale si potrà costruire il profilo più adeguato rispetto ai bisogni di salute espressi dalla città e dal vasto comprensorio che ha nel Renzetti il proprio riferimento. Quel che posso affermare fin d’ora con assoluta certezza – prosegue Zavattaro – è che sarà un presidio concepito secondo soluzioni moderne e tecnologicamente avanzate, dotato di uno standard alberghiero elevato e di funzioni e attività che ne faranno un segmento importante dell’offerta sanitaria espressa dalla nostra Asl. Sui contenuti, però, ci sarà modo di esprimersi in modo più compiuto una volta che Lanciano si sarà garantita la possibilità di costruire il nuovo ospedale. Ecco perché rinnovo agli amministratori e ai rappresentanti delle istituzioni l’invito a giungere al più presto a una decisione sulla localizzazione per arrivare puntuali alle scadenze con il Ministero, dal quale arriverà tra qualche giorno l’indicazione sulla possibilità di disporre di un finanziamento aggiuntivo per realizzare un presidio da trecento posti letto».

Chiaro, dunque, l’invito a non disperdere tempo prezioso in discussioni che possono trovare spazio in un momento successivo, perché l’obiettivo più importante ora è mettere al sicuro la realizzazione del nuovo presidio, che per la Direzione della Asl deve essere ubicato in una sede diversa da quella attuale per diverse ragioni: di tipo pratico, perché sarebbe disagevole procedere contestualmente alle fasi di demolizione e costruzione, e di accessibilità, perché una nuova struttura deve essere collocata in una posizione strategica e al centro di una rete viaria che la renda facilmente raggiungibile, soprattutto dai mezzi di soccorso, oltre che dalla popolazione di un comprensorio decisamente vasto. 06/09/2011 15.02