Il monopolio della monnezza: tutti i contributi (leciti) alla politica di Di Zio /1

Alessandro Biancardi

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Il monopolio della monnezza: tutti i contributi (leciti) alla politica di Di Zio /1
ABRUZZO. Ai Di Zio non piace sentir parlare di monopolio dei rifiuti, eppure in meno di un ventennio la Deco e tutte le altre società satellite della numerosa famiglia sono riuscite ad occupare moltissime caselle dello scacchiere regionale.

Come hanno fatto i Di Zio? La risposta “la Deco è la migliore società nel campo” forse è una verità parziale. La pensano così gli inquirenti che per anni hanno indagato nell’ambito dei vari filoni dell’inchiesta Re Mida che ha già portato all’arresto di Rodolfo Valentino Di Zio e dell’assessore alla sanità Lanfranco Venturoni. Di rifiuti, Deco e Di Zio se ne parlerà ancora per molto per tutta una serie di accertamenti che la procura di Pescara sta ancora facendo su una enorme mole di intercettazione e di notizie di reato. Potrebbero poi esserci degli stralci che saranno inviati ad altre procure per accertamenti, alcuni di questi già in atto.

Gli inquirenti pescaresi hanno analizzato per molto tempo anche i moltissimi contribuiti elettorali che le società dei Di Zio hanno elargito a partiti politici, candidati e futuri amministratori pubblici. Secondo una leggenda metropolitana i Di Zio difficilmente dicono di no ad una richiesta di contributo.

Contributi leciti, regolari, in chiaro, (fino a prova contraria) proprio come prevede la legge in materia ma che secondo gli inquirenti avrebbero creato una situazione di “soggezione” nei confronti di alcuni beneficiari.

DI ZIO:«HO RAPPORTI CON TUTTI, DESTRA E SINISTRA PERCHE’ SONO APOLITICO»

Se la legge prevede il finanziamento dei partiti è probabile che nell’intenzione del legislatore vi fosse l’idea che un imprenditore potesse sovvenzionare il partito nel quale si rispecchiava. Difficile che questo avvenga quando si finanziano tutti, di centro, di destra e di sinistra.

Dunque alla domanda “come ha fatto la Deco a diventare monopolista” si aggiunge l’altra “per quale ragione Di Zio finanzia politici di ogni colore?”.

E’ lo stesso Rodolfo Valentino Di Zio che in una intercettazione chiarisce: «io non ho rapporti soltanto con la destra, io ce l’ho anche con la sinistra !!! … perché siccome sono apolitico … apolitico nel senso che noi non facciamo la politica…»

In uno dei rapporti della Squadra Mobile agli atti dell’inchiesta Re Mida si dice che il capostipite della famiglia «ha saputo coltivare abilmente e tessere importanti relazioni con parlamentari e rappresentanti politici o funzionari in quegli enti che ovviamente sono rilevanti per le sue aziende. Di Zio sa benissimo di poter contare, quindi, su soggetti istituzionali ed appoggi politici, certo non per meriti ma per essersi sempre prodigato nell’esaudire qualsiasi richiesta, comprese le assunzioni e soprattutto per l’erogazione di contributi elettorali, che l’indagato utilizza per acquisire determinanti consensi in favore del suo gruppo imprenditoriale». Sospetti di assunzioni clientelari dovranno essere meglio valutati dalla procura che segue alcune tracce.

Le indagini conclusesi qualche mese fa hanno preso in esame i contributi soltanto della campagna elettorale regionale del 2008 e delle elezioni amministrative ed europee del 2009 del 6 e 7 giugno 2009.

Ad esempio, Di Zio Rodolfo ha effettuato un contribuito in favore del candidato in quota An Lorenzo Sospiri con le implicazioni che ciò ha poi comportato nella vicenda della Ecoemme spa di Montesilvano. In questo caso la procura avrebbe riscontrato presunte azioni per favorire Di Zio in cambio e questo avrebbe mutato il finanziamento lecito in tangente.

Altro finanziamento è giunto a Luigi Toppeta consigliere nel cda del Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti di Lanciano il cui presidente era Riccardo La Morgia inviso ai Di Zio. Nei faldoni si documenta un contributo elettorale erogato dalla Ecologica Sangro srl a Luigi Toppeta di 7.000,00 euro. Altro contributo elettorale documentato è quello alla lista civica “Abruzzo Futuro“ di Carlo Masci (ex Udc). In particolare l’erogazione (15.000 euro) avviene su richiesta di Berardino Fiorilli, attuale assessore al Comune di Pescara.

Tra i vari versamenti citati anche quello all’ex sindaco di Mozzagrogna, Bussolo, citato anche nell’ordinanza di arresto di Venturoni e Di Zio che però aveva spiegato così il finanziamento.

Così come il contributo elettorale viene erogato anche a «Melilla», dalla Deco spa arrivano 7mila euro.

Non sembra esserci la prova del contributo ma solo di una trattativa tra Di Zio e Marino Roselli, all’epoca del Pd, che concordava un appuntamento per «un caffè» al bar dell’Arca.

I PIU’ “DURI” RESISTONO ANCHE DOPO IL CONTRIBUTO E DI ZIO SI ARRABBIA

E nell’ambito delle erogazioni eseguite da Di Zio Rodolfo Valentino si segnala una registrazione in cui questi si lamenta con il consigliere Luciano Vernamonte (arrestato in un’altra inchiesta sull’urbanistica a Spoltore insieme a Roselli) in merito al fatto che non sempre le sue richieste venissero assecondate, il che spinse Di Zio a porsi in contrasto con le amministrazioni pubbliche.

E’ il caso del Comune di Spoltore il quale, a suo dire, lo avrebbe sempre preso in giro, nonostante «il sindaco di Spoltore abbia richiesto anche un contributo volontario per la manifestazione culturale denominata Ensamble».

L’interlocutore Vernamonte, nel proseguire il commento avviato da Di Zio, si lamenta soprattutto sia di Donato Renzetti che di Marino Roselli i quali hanno «cercato comunque di condizionare il piano di recupero per fini prettamente personali, ed ancor di più perché sono stati dei “letamai e mazzettari“», riporta l’informativa della Squadra Mobile.

Rodolfo Di Zio: «....no ha modificato delle cose importanti..»

Luciano Vernamonte: «e come si permette questa testa di cazzo....»

Rodolfo Di Zio: «lui da noi voleva soltanto incamerare soldi ..il Comune e basta...solo quello volevano... e noi praticamente dovevamo stare con una mano davanti ed una di dietro ...Lucià io non lo voglio più quello ...per cortesia non lo sollevare il problema ...eh..non lo sollevare per niente ...digli..se gli vuoi dire qualcosa ..digli soltanto ...vergognatevi ...ci hanno chiesto il contribuito dell'Ensamble e mia figlia glielo ha dato pure...»

Luciano Vernamonte: «gli ha dato ventimila euro lo so...»

Rodolfo Di Zio: «ventimila euro...ne volevano venticinque ...come sempre ...e io dicevo che quest' anno non glielo davo ..senonchè il Sindaco..ha chiamato mia figlia e gli ha detto ..si è fatto dare il contributo ...io gli ho detto ...non fa niente ...alla fine ...alla fine a me .. il contributo dell'Esamble non mi mette in mezzo alla strada».

Luciano Vernamonte: «certo...certo...»

Rodolfo Di Zio: «capisci...»

Luciano Vernamonte: «però...voglio dire ...sta gente ha una mano lunga ed una mano corta sta...»

Rodolfo Di Zio: «no... non è questione di quesso....è una vergogna ...è una vergogna.... a noi ci hanno fatto fare diecimila riunioni...ma si fa così secondo te...»

Il versamento di 20mila euro della Deco è agli atti. Così come l’erogazione, relativa al 2008 per la medesima manifestazione pari a € 25.000

Vernamonte, poi, di fronte alle lamentele dell’imprenditore dei rifiuti lo rassicura sull’intervento a cui tiene molto: quello di Fosso Grande. «Si farà», dice Vernamonte.

«E’ quindi chiaro che Di Zio», scrivono gli investigatori nel rapporto di polizia, «con lo strumento del contributo elettorale, lega a sé il partito e/o il candidato in favore del quale il contributo viene erogato e dal quale, ovviamente, si attende al momento opportuno una contropartita in favore delle sue aziende».

Un altro esempio la procura lo cita quando Di Zio, nel corso di un alterco con gli amministratori della società pubblica Ambiente spa, fa riferimento alla necessità di rivolgersi «...inc...al segretario ...inc...e gli sclocchiamo 20.000 euro ogni volta che facciamo le elezioni....coso...Castricone...», che la procura individua nel segretario del Pd Antonio Castricone.

a.b. 02/09/2011 13.43 (continua…. )

 

Il Monopolio Della Munnezza