La cena della cricca con Berlusconi: ecco il documento integrale

Alessandro Biancardi

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La cena della cricca con Berlusconi: ecco il documento integrale
ABRUZZO. Un appunto scritto a mano sul primo foglio che capita a tiro: l’esito di un esame clinico di un uomo di 52 anni su carta intestata del Policlinico Umberto I di Roma.

E’ questo il foglio che la moglie di Fabio De Santis, medico, ha utilizzato per stilare la lista per gli invitati ad una festa che la famiglia aveva in animo di organizzare per festeggiare la nomina a provveditore di “Fabietto”, come viene chiamato in diverse intercettazioni De Santis.

Un documento che (anticipato nei giorni scorsi da Repubblica) getta una nuova luce sulla cricca non solo per le conferme di personaggi già finiti proprio nelle varie inchieste sul «sistema gelatinoso» ma soprattutto per quel nome al numero 40 che spicca sugli altri: “Berlusconi”.

Si presume che l’ordine dei nomi sia casuale, in totale si arriva a 48 ma nella seconda pagina si notano comunque altri nominativi, non si capisce quanto attinenti alla lista degli invitati. Nessun cenno nelle carte delle indagini pescaresi, poi inviate anche a Perugia, sul fatto che la cena vi sia stata effettivamente. La lista proverebbe l’indubbio legame di amicizia “più che istituzionale” tra imprenditori e uomini delle istituzioni.

Il documento ha una strana storia e sembra quasi che sia uno scherzo beffardo del destino: quella cricca che da molto tempo ha operato indisturbata in Abruzzo, anche prima del 2006 e che ha “spopolato” nelle varie emergenze, nei “grandi eventi” (anche come i “Giochi del Mediterraneo”?) e nelle tragedie come il terremoto ed i vari G8, è stata poi “inchiodata” e smascherata da un documento rintracciato per caso della Forestale di Pescara nel corso di una perquisizione di oltre un anno e mezzo fa a Roma a casa di Fabio De Santis. E pensare che quella indagine era nata per un esposto “innocuo” del Wwf su -in fondo- 'piccole violazioni ambientali (lo sforamento di un ponte in costruzione nella riserva naturale di Penne) per poi diventare qualcosa di grosso, fino a ricostruire e svelare intrecci e interessi dietro una delle più note incompiute della zona, la “Mare monti” .

A raccontare come venne scelto De Santis è proprio il vertice della cricca, Angelo Balducci che dopo molti giorni di carcere parlò con i magistrati.

Intanto però da quella indagine sembrano fuoriuscire numerosi filoni, alcuni dei quali hanno preso anche la via di altre procure, anche extraregionali, per altrettanti fascicoli da approfondire.

LA CRICCA MANGIA E FESTEGGIA

 

Di buon mattino in un condominio di Roma, non lontano da Villa Panphilj e dal Vaticano, bussano due agenti della forestale di Pescara ed un investigatore della pg della procura di Pescara. Dopo un po’ di ricerche tra carte, documenti, faldoni e computer uno dei tre investigatori nota un foglio manoscritto con i nomi. Da quanto riferisce la moglie di De Santis agli stessi inquirenti si sarebbe trattato di una festa con cena per la nomina a provveditore delle opere pubbliche di Toscana, Umbria, Marche dello stesso De Santis.

Tra i nomi, oltre ad amici non individuati della famiglia, anche tale “Mauro d.g.” che potrebbe essere riconducibile a Mauro della Giovanpaola (funzionario del ministero dei lavori pubblici) , “Francesco Pisc” che potrebbe essere quel Piscicelli che rideva la notte del terremoto dell’Aquila perché già pregustava quello che sarebbe successo con gli affidamenti degli appalti, Don Camaldo il cerimoniere del papa è tra parentesi, “Angelo B.” potrebbe essere quel Balducci finito in carcere oltre un anno fa e considerato il fulcro della cricca, “M. Pia Forleo” (funzionario del ministero delle infrastrutture, stretta collaboratrice di Balducci; importante il suo ruolo nell'assegnazione dei lavori per il Mondiali di nuoto).

Nella lista poi si legge chiaramente un “questore Fi”, “Iurato” probabilmente l’attuale prefetto de L’Aquila, Giovanna, già dirigente del ministero dell’interno, indagata con il marito nell’ambito degli appalti assegnati a Napoli sulla cittadella della sicurezza

C’è poi un “Diego”. Che sia quell’Anemone imprenditore che aveva già stilato la famosa lista di beneficiari da ricompensare per ottenere numerosi appalti milionari?

Distintamente si legge anche il nome di Rino Nebbioso, capo di gabinetto del ministro della giustizia.

Non mancano i Cuccioletta, Patrizio e Paolo, uno provveditore delle opere pubbliche del Veneto e l’altro imprenditore, “Fusi e Verdini” sono tra parentesi, il primo imprenditore della Btp con stretti contatti con l’Abruzzo anche prima del 2006 poi vincitore di appalti nel post terremoto, e come detto Berlusconi che potrebbe essere proprio il presidente del Consiglio.

«Emblematica risulta la partecipazione alla cena dei signori Cuccioletta n.43 e n. 44 della lista», si legge nel verbale di perquisizione stilato dalla forestale, «che permette di valutare in un'ottica diversa l'affidamento della consulenza per la risoluzione delle interferenze della statale SS.81 alla Archingroup srl. Fino a oggi questo risultava un affidamento voluto solo da Carlo Strassil mentre, con molto probabilità, era un favore di De Santis Fabio all'amico Cuccioletta Paolo».

La Archingroup di Paolo Cuccioletta, in realtà sarebbe un mero prestanome dello stesso Strassil, secondo la procura di Pescara. La società sarebbe servita per far confluire una serie di consulenze e per movimentare una serie di cifre dalla destinazione non sempre chiara insieme ad altre società sempre riconducibili a Strassil come la Cra Spa o la R&L, gestita e di proprietà di Sergio Strassil, figlio di Carlo.

L’INCHIESTA “INNOCUA” DI PROVINCIA

L’inchiesta della procura di Pescara condotta dal pm Gennaro Varone è ormai chiusa e a gennaio prossimo il gup deciderà sui rinvii a giudizio. Tra gli imputati figurano Carlo Strassil arrestato in qualità di progettista della Mare Monti, tre Toto della impresa omonima che si era aggiudicata l’appalto, l’ex sindaco Luciano D’Alfonso che per gli inquirenti avrebbe rivestito un ruolo non secondario quasi di “ispiratore” e Fabio De Santis a pieno titolo inserito nella Cricca dalle inchieste di Firenze e Perugia.

I fatti ruotano intorno alla mancata realizzazione della S.S. 81 (detta Mare Monti). Richiesta di processo anche per Valeria Olivieri, commissario straordinario; Cesare Ramadori, del cda della Toto; Paolo Lalli, direttore dei lavori; Michele Minenna, dirigente Anas; Roberto Lucetti, funzionario Anas; Paolo Cuccioletta, consulente; Angelo Di Ninni, incaricato dalla Provincia di Pescara di valutare l'incidenza ambientale della variante.

I 13 imputati sono accusati, a vario titolo, di corruzione, truffa aggravata, falso ideologico, concussione, violazione delle leggi ambientali. Per l'accusa l'appalto sarebbe stato stravolto per renderlo vantaggioso per l'impresa Toto. L'inchiesta è riuscita a dimostrare attraverso perizie tecniche sui computer dei diversi indagati come fin dall'inizio della procedura amministrativa (intorno al 2000) per la costruzione della strada ci fosse un accordo preordinato tra gli enti pubblici (Anas e Provincia di Pescara) e la ditta Toto spa che avrebbe avuto notevole vantaggio in seguito alla presunta corruzione dei pubblici ufficiali.

Qualche anno dopo i Toto parteciperanno all’operazione pure discussa di salvataggio della Alitalia voluta da Berlusconi.

a.b. 02/09/2011 7.39