Power Crop, arriva l'autorizzazione. Idv: «un anomalo anno di attesa»

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. I dubbi dell'Italia dei Valori: «perché 358 giorni di attesa tra l'autorizzazione del termovalorizzatore di Avezzano della Powercrop e la sua pubblicazione sul Bura?»

E' stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo (numero 52 del 31 agosto scorso) il parere favorevole del comitato di coordinamento  regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale, al progetto della PowerCrop S.p.A.

C'è così l'ultimo via libera alla realizzazione della Centrale a Biomasse ad Avezzano in località Borgo Incile. Dubbioso il consigliere regionale dell'Idv Carlo Costantini: «dopo la "stranezza" che l'ex assessore Stati contestò a Chiodi (quella di aver rilasciato l'autorizzazione al termovalorizzatore solo pochi giorni dopo la sua defenestrazione), mi pare ancora più strano che Chiodi abbia atteso 358 giorni, prima di renderla pubblica sul Bura».

Il progetto PowerCrop, è il primo termovalorizzatore di tre impianti ideati in appena 500 metri tra Celano ed Avezzano, finanziato con i fondi per la riconversione dello zuccherificio di Celano sebbene sia localizzato a ridosso dell’ex zuccherificio di Avezzano, nei terreni agricoli lungo la circonfucense. Il via libera è arrivato proprio pochi giorni dopo l’arresto di Ezio Stati, padre di Daniela e dopo le sue dimissioni da assessore regionale.
«Forse un anno gli è servito (a Chiodi, ndr)», commenta Costantini che contesta la tempistica, «o a tacitare gli appetiti degli esponenti del PdL che, dalle intercettazioni dell'inchiesta della Procura di Pescara, sembravano litigarsi la realizzazione degli inceneritori, come se respirare i loro fumi costituisse una grande opportunità per le popolazioni rappresentate. O forse un anno gli è servito per"congelare" i diritti di chi si è già opposto con ricorsi al Tar, considerato che sull'avviso è scritto che solo dalla pubblicazione (dunque, dal 31.8.2011) decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale, da parte dei soggetti interessati».

Per l'esponente dell'Idv, comunque, «è certo» che il ritardo è «incompatibile» con gli interessi presidiati dalle leggi che obbligano gli amministratori a pubblicare ed a far conoscere ai cittadini i propri atti «obblighi», insiste Costantini, «che Chiodi ha già dimostrato nel recente passato di sopportare a fatica» .

Ma a protestare in queste ore c'è anche (ma per motivi diversi) il comitato territoriale Provincia dei Marsi. «Mentre tutti i partiti e movimenti locali sono concentrati unicamente sulle prossime elezioni amministrative di Avezzano», contesta Santellocco, «il nostro territorio sta per subire l’ennesimo colpo alla propria economia, alla propria capacità di attrarre investimenti produttivi sostenibili, ed alla salute dei propri cittadini».

Considerato che il Comune di Avezzano e quello di Luco dei Marsi si sono sempre dichiarati contrari alla realizzazione dell’impianto della PowerCrop, il comitato chiede di dare «immediato seguito formale alle loro posizioni», considerando che dalla data di pubblicazione sul Bura decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte dei soggetti interessati.

«Quello che in realtà auspichiamo è che tutti i comuni della Marsica», continua Santellocco, «adottino delle delibere a sostegno dei ricorsi che sicuramente Avezzano e Luco dei Marsi formuleranno, e che il Consorzio per il Nucleo Industriale di Avezzano e tutti gli altri enti che hanno partecipato alla Conferenza dei Servizi sull’iniziativa, e che si sono espressi favorevolmente alla realizzazione dell’impianto, rivedano immediatamente la loro posizione e ritirino tutte le autorizzazioni già rilasciate».

Se questo non dovesse avvenire il comitato si dice pronto ad intraprendere «tutte le azioni necessarie a livello territoriale, legale, ispettivo e giudiziario nei confronti di tali enti e dei soggetti componenti, per impedire che si concretizzi tale sciagurato progetto».

STATI: «FERMARE QUESTO SCEMPIO»

«E' stato dato un parere favorevole con prescrizioni, veramente una situazione singolare - commenta Daniela Stati, oggi consigliera Fli - che non può passare inosservata. Gli esperti regionale prescrivono infatti che è tutto a posto secondo la normativa ambientale e paesaggistica ma che -  “deve essere installata, prima dell’inizio dei lavori, una stazione per il monitoraggio della qualità dell’aria conforme alla rete regionale, su indicazione di dettaglio dell’Arta. I rilevamenti saranno collegati nel sistema informativo regionale. Il dettaglio della localizzazione della centralina verrà definita in sede di conferenza dei servizi in sede di rilascio dell’Autorizzazione Unica. La ditta dovrà predisporre una relazione annuale sulle eventuali ricadute ambientali relative alle emissioni in atmosfera sulla piana del Fucino, sulla riserva e sul Sic».
«In altre parole - continua la Stati - , gli esperti dicono: noi non vorremmo dare l'autorizzazione, ma siccome la dobbiamo dare, tu, privato, metti la stazione di monitoraggio così se nella tua relazione annuale sulle eventuali ricadute ambientali ci sono dei problemi, allora chiudi, tanto chi se ne importa dei danni provocati all'ambiente circostante". Con questo provvedimento», insiste la consigliera, «si sfregia la popolazione che non vuole questo insediamento, tutte le associazioni agricole che si sono sempre battute contro e i pareri della Forestale. ma cosa si sono mai detti nella conferenza dei servizi? ma hanno tenuto conto dei rilievi mossi? ».
Anche Stati si augura che il Consiglio Provinciale di L'Aquila e quello comunale di Avezzano «mettano in atto i giusti ricorsi.  e come loro tutti i soggetti interessati devono attivarsi per evitare questo scempio. occorre unire le forze ed evitare divisioni per vincere questa battaglia e dire a gran voce che la marsica ed Avezzano in primis non vuole la centrale».

«Mi attendo ora che la Provincia di L'Aquila tenga conto dell'ordine del giorno che presentai e che fu approvato il 17 maggio scorso dal consiglio provinciale», commenta invece Fabio Bisegna, consigliere provinciale e coordinatore provinciale di Fli, «nel quale si esprime contrarietà all’impianto a biomasse da realizzarsi a borgo incile nel comune di Avezzano. Non è più tempo di giocare al gioco delle tre carte».

Contrario anche Gino Di Cicco: il consigliere ha inviato una richiesta per un ulteriore Consiglio comunale straordinario da tenersi presso la piazza di Borgo Incile, «per analizzare tutte le iniziative di carattere popolare e amministrativo atto a verificare l’insediamento di un impianto che nessuna vuole».

01/09/2011 16.08

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