? Lo scandalo dei Parchi abruzzesi: niente presidenti, meglio i commissari

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4765

ABRUZZO. Il sitema è quello già ampiamente collaudato in Abruzzo negli ultimi anni. La parola magica è “commissariamento”.

ABRUZZO. Il sitema è quello già ampiamente collaudato in Abruzzo negli ultimi anni. La parola magica è “commissariamento”.

Ne sanno qualcosa i parchi abruzzesi che sono molti ma tutti gestiti allo stesso modo dalla politica che preferisce da anni ormai non rinnovare gli organi direzionali mantenendo spesso figure direttive anche per oltre quindici anni.

Si commissaria tutto e per lunghissimo tempo. Perché? Perché il commissario ha poteri speciali, superiori ed è soprattutto una sola persona. Niente, dunque, presidente, organi collegiali, formalità, lungaggini, concertazione e democrazia con quello che ne consegue anche per il controllo dei cittadini e la trasparenza. Che dire poi delle nomine effettuate negli anni di chiara matrice politica (il curriculum non lascia scampo) il che però non sempre si accompagna alle reali competenze in materia ambientale e gestionale. E di commissariamenti (esempi illustri quelli della emergenza per la ricostruzione e per la sanità) non vogliono finire, forse perché conviene che non finiscano. Il Wwf più volte ha evidenziato le anomalie dei parchi abruzzesi commissariati da anni. Siamo di fronte ad una «assoluta illegittimità per dei lunghissimi commissariamenti e per le mancate nomine degli organi direttivi previsti dalla legge».

La legge nazionale sulle aree naturali protette prevede che un Ente Parco abbia un Presidente ed un Consiglio direttivo nominati dal Ministro dell’Ambiente, d’intesa o sentita la Regione nel cui territorio ricade il Parco. Il Consiglio direttivo (i cui componenti non percepiscono emolumenti, ma un semplice gettone di presenza) deve essere formato da persone con competenze in materia di aree naturali protette designate dalle comunità locali, ministeri, università ed associazioni ambientaliste al fine di garantire il giusto equilibrio tra interessi locali ed interessi nazionali. Ogni Parco ha poi un direttore che viene nominato dal Ministro dell’Ambiente scegliendo tra una terna indicata dal Consiglio Direttivo di cadidati presenti in un elenco degli idonei a ricoprire il ruolo di Direttore di parco approvato con decreto del Ministero dell'Ambiente ed al quale si accede per titoli.

Ma la situazione dei parchi presenti nella nostra regione, se si esclude il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, è ben diversa da quella prevista dalla legge.

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è privo di un Consiglio Direttivo da 1.656 giorni (più di 4 anni e mezzo). L’ultimo presidente con consiglio operante è stato Walter Mazzitti il cui mandato, insieme a quello dei componenti del Consiglio direttivo, è scaduto il 14 gennaio 2007. Il 2 marzo 2007, è stato nominato un primo commissario nella persona di Stefano Allavena. Il 16 luglio 2008 Allavena è stato sostituito come commissario da Giandonato Morra (attuale assessore regionale ai trasporti) che a sua volta ha lasciato il posto ad Arturo Diaconale il 2 marzo 2009. Diaconale è stato commissario fino al 7 luglio 2010 quando è stato nominato presidente, senza però che contestualmente fosse ricostituito il consiglio direttivo. Ad oggi, quindi, il Parco è privo del suo organo di gestione. Al Parco manca un direttore dal 2004 e le sue funzioni sono esercitate da un coordinatore tecnico amministrativo, non presente nell’elenco dei direttori di parchi presso il Ministero dell’Ambiente e la cui nomina viene prorogata da sette anni, ogni volta per pochi mesi.

Il Parco Nazionale della Maiella è privo del Consiglio direttivo da 1.362 giorni (quasi 4 anni). L’ultimo Consiglio è infatti decaduto il 4 novembre 2007 e non è mai stato rinominato. Fino al 31 dicembre 2009 è rimasto in carica il presidente Gianfranco Giuliante (attuale assessore regionale alla protezione civile) che, alla fine del suo mandato, è stato nominato Commissario. Giuliante è rimasto Commissario fino al 18 febbraio 2011, quando è stato nominato al suo posto Franco Iezzi. Ad oggi, quindi, il Parco è commissariato. Il direttore è lo stesso dal 1997 e viene di volta in volta riconfermato senza procedere ad una nuova nomina scegliendo tra la terna di candidati.

Il Parco Regionale Sirente-Velino è commissariato da 517 giorni (1 anno e mezzo) e precisamente dal 26 febbraio 2010 quando il Presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha nominato commissario Patrizio Schiazza, il cui mandato è stato più volte prorogato in attesa di una riforma della legge istitutiva dell’Ente Parco che non arriva mai. Il direttore non è nell’elenco dei direttori di parco presso il Ministero dell’Ambiente.

«È evidente a tutti l’illegittimità di questa situazione», commenta il Wwf, «la classe politica non fa quello che stabilisce la legge, ma preferisce nominare commissari i cui mandati, invece di durare pochi mesi come sarebbe giusto, durano anni. A questo si aggiunge che le persone scelte come presidenti o commissari, il più delle volte, non hanno alcuna competenza in materia ambientale, né tantomeno in conservazione dalla natura che è la finalità principale delle aree naturali protette».

L’associazione auspica un cambio di rotta e si possa finalmente inaugurare una «corretta gestione degli Enti parco delle aree naturali protette abruzzesi. Ciò al fine di garantire una maggiore condivisione e partecipazione nelle scelte e l’affermazione reale di un sistema di aree protette che possano tutelare la natura e contemporaneamente garantire gli interessi delle comunità locali».

28/07/2011 13.31