Scuola a Fossa in cambio del depuratore? Costantini: «Giuliante ha confermato»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1945

Scuola a Fossa in cambio del depuratore? Costantini: «Giuliante ha confermato»
L’AQUILA. Il Comune di Fossa avrebbe ottenuto una scuola per aver accettato l’impianto di depurazione nel suo territorio.

A dirlo è Carlo Costantini capogruppo regionale Idv che nei giorni scorsi aveva interrogato Gianfranco Giuliante, assessore regionale alla pianificazione, tutela e valorizzazione del territorio e protezione civile sul complesso scolastico che insiste su un’area a rischio alluvione nel Comune di Fossa.

E la risposta di Giuliante lo ha lasciato «sbigottito». In sostanza, secondo Costantini che riporta le parole dell’assessore regionale, i fatti sarebbero andati così: «siccome il Comune di Fossa si è reso disponibile ad ospitare l’impianto di depurazione (un depuratore che serve ben 15.000 residenti del Comune dell'Aquila), il commissario per il fiume Aterno, Adriano Goio, lo ha premiato regalandogli una scuola. Poi, che la scuola sia stata realizzata in zona alluvionale del canale derivato del fiume Aterno, che sia utilizzata soltanto da pochissimi ragazzi e che i fondi destinati al risanamento dell’Aterno-Pescara vengano impiegati per altre finalità, sono per l’assessore tutti elementi di secondo piano».

Dichiarazioni forti quelle di Costantini che ha sempre espresso dubbi sulla sicurezza dell’edificio in zona Fossa e sulla sua conformità alla legge.

«Il complesso scolastico realizzato su un terreno alluvionale», diceva il capogruppo Idv in un’interrogazione al presidente della Regione Gianni Chiodi, «è stato realizzato in violazione delle norme di tutela previste dall'articolo 80 della legge regionale 18/83, ma anche delle previsioni contenute nel Piano alluvioni vigente, che tende invece a delocalizzare tutte le strutture dalle zone alluvionali. E questo nonostante il fatto che gli abitanti di Fossa, ormai da molti anni, siano costretti a fronteggiare i danni causati dalle alluvioni, per le quali sarebbe stato auspicabile che il commissario assumesse finalmente specifici provvedimenti».

Ma era stato Luigi Calvisi, ex sindaco di Fossa, a smentire la pericolosità dell’area assicurando che «il sito in esame, secondo la relazione del geologo Alessandro Lorè, non rientra affatto in zone definite pericolose del piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico. Il sito in esame rientra in zona definita P1 che, secondo una scala di pericolosità da 1 a 4, è a basso rischio».

Oggi, dopo le parole di Giuliante, Costantini non ha dubbi: «il commissario Goio non ha il potere di decidere di usare il denaro, destinato al risanamento del fiume Aterno-Pescara, per corrispondere premi compensativi a favore di Comuni che accettino di realizzare impianti fognari» e da qui nascerebbe, secondo il capogruppo, «l’esigenza di commissariare il commissario o comunque di superare una gestione che fino ad oggi non ha prodotto nulla di diverso rispetto a quello che avrebbero potuto produrre i comuni, in trasparenza e senza il ricorso a procedure di urgenza».

27/07/2011 11.46