Rifiuti/1, emergenza Cirsu: «entro settembre risoluzione problemi»

Alessandro Biancardi

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*RIFIUTI 2/ IDV: «BRUCCHI RISPONDA O SI DIMETTA»* RIFIUTI/3 SINDACATI CONTRO IL COMUNE DI AVEZZANO

 

TERAMO. Entro il 30 settembre sarà sanato il deficit finanziario che ha portato all'emergenza rifiuti in alcuni Comuni che fanno parte del consorzio Cirsu, dove l'immondizia non veniva più raccolta e smaltita.

Sempre entro la stessa data sarà presentato il piano economico finanziario utile a sanare i debiti in sospeso tra il Cirsu e la Sogesa (società operativa del CIRSU SpA a prevalente capitale pubblico operante nel settore della gestione dei rifiuti), azienda che gestisce la raccolta, e tra questa e i fornitori.

Il problema sorto dal 'contenzioso' aperto dai comuni di Giulianova e Roseto, contrari all'aumento delle tariffe per lo smaltimento - da 110 a 177 euro alla tonnellata - dei rifiuti indifferenziati, che hanno così bloccato i trasferimenti e dunque originato la difficoltà di cassa.

A buttare acqua sul fuoco delle polemiche e a precisare che «la situazione e i pagamenti si sbloccheranno nei prossimi gorni» sono stati ieri i presidenti Cirsu, Luigi Romagnoli, e Sogesa, Gabriele Di Pietro, in un incontro con i giornalisti in cui hanno affrontato anche il tema della nuova discarica da realizzare a Grasciano di Notaresco. In particolare, Di Pietro ha voluto fugare le ipotesi di coinvolgimento della nuova discarica nel più ampio dibattito scaturito a livello regionale dopo le inchieste giudiziarie. «La titolarità del progetto di Grasciano 2 resta pubblica - ha detto il presidente di Sogesa -, una prerogativa che abbiamo voluto tutelare a tutti i costi anche in sede di conferenza dei servizi».

«Per la sua realizzazione, si procederà con una gara di evidenza europea. Prima del bando però bisognerà attendere la verifica tecnico-legale, che sancirà le modalità con le quali dovrà avvenire la cessione a Sogesa, dei terreni del Cirsu (l'impianto nascerà su un'area che è di proprietà al 40% del Cirsu e al 60% di una società privata di Notaresco, la Ecomax)».

Infine non potevano mancare puntualizzazioni sui rapporti che in qualche modo legano il Cirsu al gruppo Di Zio, dopo le accuse rivolte nei giorni scorsi dall'ex presidente, Francesco Nardinocchi di «poca trasparenza nell'attuale gestione».

«Non ho fatto entrare io Di Zio nel Cirsu - ha precisato Romagnoli -. Il Cirsu è entrato in società con Abruzzo Energia (appartenente al gruppo del noto monopolista dei rifiuti, ndr) nel 2005, quando presidente era proprio Nardinocchi»

28/09/2010 9.04

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RIFIUTI 2/ IDV: «BRUCCHI RISPONDA O SI DIMETTA»

TERAMO. A Teramo la stessa inchiesta sui rifiuti, che ha coinvolto importanti esponenti cittadini del Pdl (i teramani Venturoni, Tancredi e Brucchi) sta producendo scompiglio.

Nei giorni scorsi il Pd ha annunciato la presentazione di un dossier sugli ultimi anni della gestione della Team, mentre Rifondazione Comunista ha denunciato l'impossibilità di parlare di quanto successo in Consiglio comunale.

Oggi Siriano Cordoni, capogruppo Idv rifletti invece, col senno di poi e dopo lo scoppio dell'indagine della Procura di Pescara, su quello che è accaduto negli ultimi anni e avanza inquietanti dubbi: «alla luce di questi eventi si chiariscono tutte quelle zone oscure a cui abbiamo fatto riferimento decine di volte in questi mesi, nei dibattiti consiliari e sulla stampa».

«Ora si capisce», sottolinea Cordoni, «perché l'allora sindaco Chiodi volle a tutti i costi modificare lo statuto della Team (mentre era in discussione un nostro ricorso al Tar Abruzzo per al nomina del componente del consiglio nella società),  solo in questo modo infatti potè costituire una nuova società la Teamtec che avrebbe dovuto portare a Teramo la moderna tecnologia dello smaltimento dei rifiuti, tanti nuovi posti di lavoro e tanta nuova economia (non si sà, o forse si comincia a sapere troppo bene, per chi). Solo che la Teamtec», continua l'esponente dell'Idv, «nonostante abbia avuto l'incarico di costruire il nuovo bioessiccatore è ancora una società non attiva, come risulta dall'ultima visura effettuta, tanto che ci si chiede come possa una società inattiva avere l'incarico della costruzione di un bioessiccatore da 16 milioni di euro».

 Ora si capisce, sempre secondo l'Italia dei Valori, «perchè per un lungo periodo il presidente della Team e della Teamtec sia stata la stessa persona. Controllore e controllato, “due per uno” come nelle migliori offerte. Ora si capisce perché abbiano sostituito alla chetichella il socio privato della Team, che inizialmente era la Slia e poi ci siamo ritrovati la Enerambiente. Quando chiedemmo delucidazioni ci fu risposto che era mancata semplicemente la comunicazione della sostituzione da parte della Enerambiente. Venimmo tacciati di essere  troppo curiosi»

Cordoni annuncia che nel prossimo consiglio comunale del 7 ottobre dubbi e perplessità verranno girati al sindaco Brucchi, anche lui indagato nell'ambito dell'inchiesta e consapevole, sostiene l'accusa, dell'accordo corruttivo in atto tra il privato del settore rifiuti e gli esponenti politici del Pdl.

Gli inquirenti sono riusciti a provare che Brucchi sapeva cosa era stato promesso ai Di Zio. Così la procura di Pescara ritiene il finanziamento elettorale di € 20.000 (proveniente da Deco spa e Ecologica Sangro) una mazzetta a tutti gli effetti. Secondo gli inquirenti, che hanno ascoltato migliaia di telefonate, il sindaco di Teramo conosceva gli accordi presi da Venturoni e Tancredi e non si sarebbe opposto alla ricezione del finanziamento.

«Si dovrà fare chiarezza», insiste Cordoni. «Se ciò non fosse il promo cittadino avrebbe il dovere morale di rassegnare le dimissioni, e noi di chiederle, perche' le ultime vicende che hanno visto protagonisti gli esponenti del cendro destra nella nostra citta' e in abruzzo hanno rotto quel patto di fiducia che e' alla base del delicato rapporto fra cittadini e amministratori e che riportano in primo piano la questione morale su cui il nostro partito e' da sempre impegnato».

28/09/2010 9.13

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RIFIUTI/3 SINDACATI CONTRO IL COMUNE DI AVEZZANO

 AVEZZANO. Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil criticano il Comune di Avezzano che si è detto contrario al parere favorevole della Regione sulla valutazione di impatto ambientale per la realizzazione di un impianto a biomasse, in località Borgo Incile, nell'ambito del processo di riconversione dell'ex zuccherificio Sadam di Celano.

I sindacati ritengono che un eventuale ricorso al Tar di sindaco e giunta non tenga conto «delle ricadute positive che il processo di riconversione dell'ex Sadam potrebbe avere a livello occupazionale» e si chiedono cosa abbia fatto l'amministrazione dopo l'annuncio di voler nominare un suo consulente sulle questioni dell'impatto ambientale della centrale, cui affidare il parere definitivo.

Lo stabilimento Sadam, in base al progetto di riconversione, dovrebbe abbinare una centrale a biomasse nel nucleo industriale di Avezzano alla consueta attività di trattamento dei prodotti orticoli nello stabilimento di Celano. Fai, Flai e Uila sottolineano poi «il parere positivo della Regione è scaturito da una serie di valutazioni, durate anche troppi anni» e aggiungono di ritenere prioritaria la cosiddetta «opzione zero», ovvero la totale rioccupazione di tutti i lavoratori ora in cassa integrazione, circa settanta, garantita dagli accordi sottoscritti presso il Ministero dell'Agricoltura.

«La cassa integrazione straordinaria scadrà il prossimo 31 dicembre. Se entro tale data dovessero sorgere ulteriori impedimenti alla realizzazione dell'impianto, non potrà essere attivata la cassa integrazione per riconversione e per le maestranze si aprirebbe l'unica strada della mobilità per licenziamento».

Ieri, nel corso dell'ennesima conferenza stampa post inchiesta dei rifiuti, l'ex assessore Daniela Stati era tornata a spiegare che «stranamente» l'intesa preliminare per la riconversione dello zuccherificio di Celano, firmata il 2 agosto 2007, per la costruzione dell'impianto ad Avezzano non aveva visto la presenza al tavolo delle trattative dell'amministrazione comunale. «Stranamente era presente Benito Marcanio, consigliere provinciale di Celano ed Evelina Torrelli, presidente del nucleo industriale di Avezzano e Filippo Piccone, sindaco di Celano». Stati ha anche ricordato che il Consiglio comunale di Avezzano aveva manifestato la propria contrarietà alla costruzione dell'impianto e che c'era stato anche il parere negativo del comandante Guido Conti della Guardia Forestale di Pescara, interpellato personalmente proprio dalla Stati.

 28/09/2010 9.13