Soppressa l'Arssa, i 250 dipendenti spostati in Regione

Alessandro Biancardi

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Soppressa l'Arssa, i 250 dipendenti spostati in Regione
L'AQUILA. Il Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge che prevede la soppressione dell’Arssa e la riorganizzazione di tutti i servizi di supporto all’agricoltura.

In sostanza, l'Arssa viene soppressa ed i circa 250 dipendenti che passano sotto alla Regione Abruzzo, in particolare per il personale all'assessorato all'Agricoltura. A favore hanno votato i consiglierei di maggioranza, Rifondazione comunista, astenuti Idv, Pd, Udc, contrari Api e Sel, e il consigliere del Pd Giovanni D'Amico che ha espresso una posizione personale. Critico con la riforma anche l'altro consigliere del Pd Giuseppe Di Pancrazio non presente in aula. Il Consiglio ha rinviato alla prossima seduta la riforma dell'Azienda regionale di promozione turistica.

«Si tratta di un provvedimento – ha commentato il presidente della Terza commissione agricoltura del Consiglio regionale, Antonio Prospero – che oltre a migliorare i servizi garantiti sul territorio consentirà il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica». Il presidente della Terza commissione ha apprezzato come nel corso del dibattito in aula anche le minoranze abbiano arricchito di contenuti una legge che «prosegue nell’ottica di modernizzazione della Regione iniziata da governatore Chiodi».

Entro 4 mesi la Giunta regionale provvederà a definire e strutturare, nell’ambito della Direzione Regionale Politiche Agricole e Sviluppo Rurale, due o più servizi dedicati alla ricerca, innovazione, competitività e sviluppo rurale per l’assolvimento delle funzioni già esercitate dalla stessa Arssa.

I servizi principali avranno sede ad Avezzano, riaffermando il principio della centralità della Marsica nel comparto agricolo regionale. La Giunta, in accordo con i sindacati, provvederà alla riorganizzazione dell’organico, tenendo conto della distribuzione sul territorio delle attuali sedi dell’agenzia e dei servizi richiesti dall’utenza. Rinviata alla prossima seduta del Consiglio regionale, in programma martedì prossimo, la discussione sulla soppressione dell’Aptr e di Abruzzo Lavoro.

«Non sono sicuro che questa legge comporterà un cospicuo risparmio per il personale», commenta il consigliere dei Verdi Walter Caporale. «Se da una parte è indubbio che il trasferimento e le competenze dell’ARSSA alla Giunta regionale determineranno un risparmio per gli emolumenti e i compensi relativi al Direttore generale e ai tre Direttori di area; dall’altra occorre mettere sul piatto della bilancia anche i costi relativi ad esempio ai tanti dipendenti responsabili d’ufficio che, una volta trasferiti presso le strutture regionali, chiederanno, e a ragione, le indennità di posizione. E’ vero, come dicevo, che questa legge è chiara e snella, ma lo saranno altrettanto tutti gli atti che conseguiranno al trasferimento del personale, alla riformulazione della pianta organica e così via?»

Soddisfatti, invece, il presidente e il portavoce del Pdl Lanfranco Venturoni e Riccardo Chiavaroli: «la condivisione del mondo agricolo attorno a tale progetto non fa che smentire la ridicola insinuazione che tale riforma possa in qualche misura danneggiare l’economia agricola marsicana, la cui centralità nel sistema regionale non è mai stata in discussione e che, a scanso di equivoci, è stata ribadita in un emendamento sottoscritto dai colleghi Venturoni, Iampieri e Di Bastiano in cui si specifica che i servizi più importanti rimangano localizzati ad Avezzano».

27/07/2011 10.05