Sanità e tariffe alle cliniche private: il Consiglio di Stato "promuove" la giunta Del Turco

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Chiodi ha vinto al Consiglio di Stato ribaltando alcune sentenze del Tar, negative per la Regione e favorevoli alle cliniche.

Gli operatori della sanità privata avevano fatto ricorso contro le tariffe fissate dalla Giunta Del Turco e ritenute illegittime, poco remunerative e mal costruite. Ma nessuno ne ha parlato.

«Se perdo al Tar è una notizia, se vinco al Consiglio di Stato nessuno lo scrive. Io mi sono imposto per presentare ricorso: mi avevano detto di soprassedere dopo la sconfitta al Tar. Ho insistito ed alla fine ho vinto. Non le avete queste sentenze? Ve le faccio inviare».

Così aveva detto venerdì il presidente commissario Gianni Chiodi, durante l’incontro sul pareggio di bilancio nei conti della sanità. In quell’occasione si era levato molti sassolini dalle scarpe, compreso un piccolo accenno critico a PrimaDaNoi.it di cui aveva riconosciuto però la tempestività dell’informazione. In attesa dell’arrivo di queste sentenze, Pdn se l’è procurate, non senza aver dato notizia ieri dell’ennesima pronuncia del Tar che ha concesso la sospensiva per la chiusura dell’Unità di terapia intensiva dell’ospedale di Atri. Ecco dunque le sentenze che hanno ribaltato il pronunciamento del Tar Abruzzo, che aveva bocciato le delibere della Regione (Giunta Del Turco) n° 658 del 9 luglio 2007 e n° 833 del successivo 8 agosto, quelle che l’assessore Bernardo Mazzocca aveva preparato per aggiornare le tariffe delle cliniche private. Contro queste delibere era scattato il ricorso al Tar Abruzzo e le case di cura avevano vinto. Però lo stesso ricorso da parte del San Raffaele era stato bocciato dal Tar Lazio che al contrario aveva sentenziato che queste delibere erano ben fatte.

Ora il Consiglio di Stato ha accolto l’appello della Regione contro l’Aiop (l’associazione delle cliniche private) e contro le cliniche Villa Serena, Di Lorenzo, Spatocco, Pierangeli, Villa Letizia e Santa Maria della Pace.

PERCHÉ IL CONSIGLIO DI STATO HA ACCOLTO IL RICORSO DI CHIODI

Chiodi ha impostato il suo ricorso su due aspetti: non è vero, come aveva detto il Tar, che per quelle delibere c’è stato un vizio di istruttoria nel fissare le tariffe e non è nemmeno irregolare la loro retroattività al primo gennaio, essendo la delibera di luglio. Le cliniche, da parte loro, avevano sollevato il problema dell’inammissibilità di questo appello della Regione per la presenza del Piano di rientro dai debiti e per la nomina del Commissario ad acta per la sanità.

«Non è così - ha sentenziato il Consiglio di Stato - la Regione può presentare ricorso perché il Commissario non ha competenza su queste vecchie tariffe e perché la Regione è portatrice di un interesse giuridicamente qualificato nel difendersi contro la sconfitta al Tar». Nel merito della questione tariffe sì-tariffe no, troppo o troppo poco, in primo grado il Tar le aveva ritenute illegittime perché erano state desunte solo partendo dall’analisi dei costi degli ospedali pubblici. Questo era un difetto di istruttoria che non giustificava la fissazione delle tariffe “in peius”, cioè i tagli. Di parere opposto il Consiglio di Stato: l’istruttoria c’è stata su un campione significativo (5 ospedali con una spesa pari al 40% del totale regionale) e con un  riferimento preciso alle tariffe nazionali. Inoltre le cliniche non hanno dimostrato che queste tariffe sono poco remunerative. Addirittura – secondo la sentenza – «il calcolo dei costi è stato effettuato per eccesso a favore delle cliniche», visto che gli ospedali pubblici hanno costi superiori per una serie di servizi (rianimazione, pronto soccorso ecc.) che le case di cura private non hanno. Anche per la retroattività le delibere della Giunta precedente hanno applicato la legge nazionale e quindi sono da promuovere, con spese di giudizio compensate. Ma perché Chiodi, pur vantandosi del successo di queste sentenze, non rispetta la promessa di inviarle e non ne da notizia visto che la comunicazione è uno dei suoi punti cardine?

Per certi versi questa sentenza potrebbe anche essere letta come una legittimazione di buon operato dei predecessori di Chiodi (giunta Del Turco) nel fissare le nuove tariffe «per le prestazioni di assistenza ospedaliera» delle cliniche.

Insomma politicamente una notizia che non porta voti.

Sebastiano Calella  27/07/2011 9.58