Sanità e ticket: sindacati: «evitare qualunque aumento»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La manovra finanziaria 2011?2014, approvata dal Governo, all’articolo 17 comma 6,  taglia di 8 miliardi il finanziamento del Servizio sanitario nazionale.

In più inserisce a carico dei cittadini il pagamento di una quota fissa di 10 euro per ricetta recante prestazioni specialistiche e diagnostiche.  Le Regioni che non vorranno far pagare ai cittadini il ticket, dovranno coprire con ulteriori interventi il mancato introito. Inoltre la manovra inserisce il ticket  di 25 euro sui codici bianchi del pronto soccorso. In  Abruzzo, una delle Regioni con la tassazione già elevata ai livelli massimi a carico dei cittadini e  nel momento in cui il commissario Chiodi annuncia il pareggio di bilancio nei conti della  sanità, un ulteriore intervento a carico della comunità rappresenterebbe «una scelta difficilmente comprensibile».

La pensano così le organizzazioni sindacali d’Abruzzo Cgil, Cisl e Uil che, pur apprezzando la volontà della Regione di soprassedere momentaneamente  all’introduzione del ticket sulle visite specialistiche, nel contempo sollecitano il commissario e il sub-commissario a studiare provvedimenti di contenimento della spesa, come l’unificazione degli acquisti, le semplificazioni organizzative che, salvaguardando i livelli essenziali delle prestazioni ai cittadini e offrendo a livello distrettuale alternative appropriate all’uso improprio dell’ospedale, permettano di aggredire l’area delle inefficienze, degli sprechi e della spesa clientelare.

«Sarebbe inaccettabile», dicono le segreterie sindacali, «l’introduzione di nuove gabelle (ticket) sulle fasce più deboli della popolazione abruzzese che, già per gli effetti del forte indebitamento della Regione, sono costretti a pagare un’addizionale Irpef molto elevata rispetto ad altre regioni. L’introduzione di ticket sanitari finirebbe con l’aggravare la già delicata situazione di centinaia di migliaia di pensionati, di famiglie, di giovani e di ceti meno abbienti. Il vero annuncio che aspettano i cittadini abruzzesi, fortemente colpiti nelle loro condizioni di vita dalla crisi economica, è la riduzione graduale degli attuali  livelli di  tassazione».

I sindacati ritengono pertanto, che le risorse necessarie per il pareggio del bilancio corrente e per la riduzione del debito «vanno trovate attraverso altre strade, con una nuova logica di intervento che sappia realizzare in modo incisivo quelle riforme istituzionali, amministrative ed organizzative per una diversa qualità della spesa pubblica, che purtroppo la manovra indica troppo debolmente».

Cgil, Cisl e Uil auspicano l’apertura di un «ampio confronto»   per individuare soluzioni condivise sulla riqualificazione della spesa sanitaria e su tempi e modalità di intervento per riorganizzare e sviluppare  i servizi territoriali alternativi all'assistenza ospedaliera  ed evitare l’introduzione di misure che avrebbero solo effetti negativi sui cittadini e costituirebbero un ulteriore freno alla crescita e allo sviluppo della Regione.

27/07/2011 9.07