Ambientalisti in allarme, «21 progetti devastanti per l’Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il territorio dell’Abruzzo «è sempre più sotto attacco». In 7 giorni al comitato Via verranno esaminati 21 progetti.

ABRUZZO. Il territorio dell’Abruzzo «è sempre più sotto attacco». In 7 giorni al comitato Via verranno esaminati 21 progetti.

Sono preoccupati Stefano Allavena, delegato Lipu per l’Abruzzo, Daniele Valfrè, delegato Altura per l’Abruzzo e Pietro Matta, responsabile Energia per Pro-Natura Abruzzo. Dal 26 luglio al 2 agosto giornate ‘’intense’’ per il Comitato regionale di Valutazione Impatto ambientale: all’ordine del giorno delle due prossime riunioni verranno esaminati ben 14 progetti di centrali fotovoltaiche, 3 di centrali eoliche di grandi dimensioni, 2 ampliamenti di cave e 2 di apertura di nuove cave. «Si tratta, ogni volta, di centinaia di ettari che vengono degradati come ambiente», denunciano gli ambientalisti, «deturpati come paesaggio e sottratti all’agricoltura, al pascolo, al bosco, alla fauna, oltre all’impatto visivo e al rumore. Senza contare il gran numero di centrali fotovoltaiche che, quando sono di dimensioni non superiori ad un ettaro, vengono tranquillamente realizzate dietro presentazione di una semplice dichiarazione di inizio lavori, la cosiddetta Dia, come se si trattasse di ampliare una finestra di casa».

Nel caso di Loreto Aprutino verrà esaminato un progetto riguardante non meno di 40 ettari, «formalmente presentato come se si trattasse di 4 progetti distinti, ma in realtà uno solo» denunciano le associazioni. A Bolognano vale lo stesso discorso per un progetto di più di 10 ettari, «ma presentato sotto forma di due progetti distinti».  Magliano dei Marsi vuole una centrale, anch’essa di più di 10 ettari,  che andrebbe a ricoprire di pannelli fotovoltaici grandi distese di prati e di campagne «suggestive», di grande importanza per la fauna selvatica, alle porte della Riserva Naturale del Monte Velino e del Parco Naturale del Sirente-Velino.

«Siamo più che favorevoli alle centrali fotovoltaiche», assicurano Allavena, Valfrè e Matta, «ma sui tetti di edifici e di capannoni industriali o in zone degradate. Assistiamo invece ad autorizzazioni concesse dalla Regione in zone di grande valore ambientale e paesistico come a Lettopalena, a Collelongo e a Villavallelonga, in aree frequentate dall’orso marsicano, andando quindi anche in contrasto con le prescrizioni del Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano, elaborato da esperti studiosi, approvato dalla Regione nel 2010 e poi messo a dormire in un cassetto».

Gli ambientalisti puntano il dito anche contro i tre grandi progetti di centrali eoliche in Provincia di Chieti, nei comuni di Colle di Mezzo, Civitaluparella e Celenza sul Trigno, in aree ricadenti in un’IBA, in un’area cioè tutelata a livello comunitario per la sua importanza per la vita di uccelli in pericolo di estinzione, in primo luogo il raro nibbio reale, oltre che di grande importanza storica, archeologica e paesaggistica.  «Chiediamo alla Regione e al Comitato VIA», dicono i tre, «come pensano di conciliare le pale eoliche con la salvaguardia del nibbio reale, che, come tante altre specie di uccelli, viene facilmente ucciso per collisione con le pale rotanti? In Molise, ad esempio, tra l’aprile 2009 e il giugno 2011 tre individui sono stati uccisi dalle pale nella centrale eolica della Montagnola Molisana. Tutti e tre trovati per caso senza ricerche mirate.

Chiediamo linee guida per la produzione di energia da fonti rinnovabili maggiormente attente ai valori dell’ambiente e del paesaggio, che, tra l’altro, costituiscono, se ben gestiti e tutelati, una vera e duratura risorsa economica a vantaggio delle intere comunità locali e non di pochi gruppi economici».

26/07/2011 10.00