Zone industriali "aree di crisi": ecco la strategia della Regione per aiutare le imprese

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Approvata dalla Giunta Regionale la proposta di designazione dell'Area Industriale Val Sinello, quale area di crisi industriale complessa ai sensi e per gli effetti del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 24 marzo 2010.

«In questo modo», spiega il vicepresidente, Alfredo Castiglione, «la Giunta Regionale individua un'altra Area, che va ad affiancare quelle della Valle Peligna-Alto Sangro e della Val Vibrata, quale area di interesse strategico da sostenere sui tavoli della Vertenza Abruzzo. Attenzione particolare sarà riservata dal Patto per lo Sviluppo, al fine di inserire tali zone all'interno di una omogenea programmazione strategica territoriale».

Nei piani della Regione prossimamente anche la Val Pescara sarà sottoposta all'attenzione del Ministero dello Sviluppo Economico, perché essa si configurerebe come un'Area industriale ed economica di primaria importanza. «Per quanto riguarda la Val Sinello», aggiunge Castiglione, «ricordiamo che essa è a ridosso di un'area altamente industrializzata e proprio per questo strategicamente importante anche per la nuova geografia industriale che stiamo disegnando con la riforma dei Consorzi industriali».

Insieme a Castiglione anche l’assessorato che fa capo a Paolo gatti ha convenuto nell'individuare un percorso comune «per far intendere a tutti come la Regione Abruzzo abbia a cuore una parte del proprio territorio finora tenuta in scarsa considerazione». «L'approvazione di tale delibera -riprende Castiglione- consentirà all'area in questione di avere l'attenzione che merita sui tavoli ministeriali perché le problematicità presenti nella Val Sinello, e nelle aree di crisi precedentemente individuate, non risultano risolvibili in via ordinaria con gli strumenti e le risorse di competenza regionale».  La ragione per cui sono state individuate tali aree, spiegano ancora dalla Regione, è perché esse rappresenterebbero aree strategiche per la ripresa non solo dei relativi territori ma anche dell'intero Abruzzo. «Il fine ultimo - conclude il Vicepresidente - è quello di mettere in condizione le aziende che operano in tali zone di avere comunque l'attenzione delle Istituzioni, perché la risoluzione delle loro problematiche e le loro capacità di sviluppo hanno grande valenza e si riverberano positivamente su tutta l'economia regionale».

25/07/2011 17.43