Incendio Tiburtina, a Termini il capolinea Roma-Tivoli-Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L' incendio che si è sviluppato ieri mattina alla sala apparati della stazione di Roma Tiburtina ha causando forti ripercussioni sul traffico locale e di media e lunga percorrenza.

Nel trasporto regionale la linea Fr2 Roma-Tivoli-Pescara ha trasferito il capolinea da Tiburtina a Termini. I treni arriveranno e partiranno ai binari 25 e 26. Ma ieri è stato il giorno dei ritardi dei treni da sud tra l'ora e le due ore e mezza a fine pomeriggio nel nodo di Bologna e situazione relativamente tranquilla nell'atrio della stazione centrale e nell'ufficio dell'Assistenza clienti, dove poco dopo le 19 c'erano soltanto poche persone. La situazione complessiva è andata progressivamente migliorando per il maggior utilizzo della linea passante e per la possibilità per i viaggiatori di essere riprotetti sul primo treno in partenza indipendentemente dalle prenotazioni. La ricostruzione dei fatti mostra che alle ore 4 di domenica mattina veniva segnalato, da parte del personale in servizio, la presenza di fumo negli impianti tecnici di comando e controllo del segnalamento ferroviario, sebbene dai sistemi di monitoraggio dell’alimentazione delle linee elettriche efficienti, non si avevano segnali premonitori, come aperture dell’interruttore di protezione dei circuiti elettrici né di bassa tensione né di alta tensione. E se al momento le casue sono ignote Rete Ferroviaria Italiana prova ad immaginare cosa possa essere accaduto e lo fa sulla scorta di eventi simili a quello di ieri, attribuibili prevalentemente a tre tipologie di cause: fulminazioni dirette di cavi elettrici per scariche atmosferiche; contatti diretti su apparecchiature e/o parti di impianto di segnalamento a bassa tensione per rottura e caduta linee elettriche ad alta tensione (3mila volts) che forniscono energia di trazione ai treni; manipolazioni e/o asportazioni di cavi o di collegamenti in rame o alluminio che provocano anomali funzionamenti degli impianti, anche in tempi differiti rispetto al momento del danneggiamento.

Al momento è da escludere la prima causa. Ed anche la seconda è da escludere non essendoci stati interventi delle protezioni. Prosegue ora l’analisi in merito alla terza causa potenziale ovvero di altre eventuali di cui non si ha esperienza, e allo scopo è stata istituita una commissione di inchiesta.

 GLI INTERROGATIVI DA RISOLVERE

 Nessuna esplosione e' stata avvertita dalla decina di tecnici che erano di turno quando si sono sviluppate le fiamme; gli stessi che hanno poi allertato i vigili del fuoco alla vista del fumo che fuoriusciva dalle cabine elettriche. Nessuna informazione dagli apparati e dai sistemi lasciava prevedere un corto circuito, secondo quanto reso noto dalle Ferrovie dello Stato. Quando e' scoppiato l'incendio non sarebbe scattato alcun allarme automatico. Non si esclude che il fuoco possa essere partito dal basso. Quantomeno, fanno notare i ferrovieri della rivista 'Ancora In Marcia', le ordinarie misure di prevenzione antincendio nella stazione Tiburtina «sono insufficienti». In queste ore i pompieri, secondo i quali comunque «al 90% sembra un classico incendio generato da cause elettriche», ispezioneranno la struttura. Seppure ridotto, resta il sospetto che l'incendio possa essere stato provocato da qualcuno.

Alla domanda se l'ipotesi di un incendio doloso si possa collegare alle proteste contro la Tav, il responsabile della polizia giudiziaria della Polfer del Lazio, Marco Napoli, ieri ha risposto: «il clima è sotto gli occhi di tutti. Noi abbiamo predisposto servizi nelle stazioni maggiori e anche in quelle minori. La vigilanza è stata rafforzata come in altri momenti storici». Il dirigente ha però sottolineato che non è possibile nè escludere nè confermare l'ipotesi dolosa. Una ipotesi potrebbe anche essere quella di una mano della criminalità che ha firmato, a quanto sembra, l'azione che due settimane fa ha fatto ritrovare un razzo senza innesco lungo la linea Tav Roma-Napoli, in Ciociaria.

25/07/2011 9.07