In fila per acquistare all’asta scarpe e vestiti di Angelini

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Vestire i panni del padrone e perché no anche le scarpe, con tanto di firma dell’artigiano milanese di Via Montenapoleone che le ha realizzate «espressamente per dott. Angelini».

 A Villa Pini di Chieti si può. Tutto è in mostra, ed in vendita, all’asta iniziata ieri mattina, e che proseguirà nei prossimi giorni, per la vendita dell’abbigliamento di Enzo Angelini, dopo il sequestro dei beni rinvenuti nella Clinica. Con qualche centinaio di euro si può entrare nei panni dell’ex padrone di Villa Pini, presente con i suoi capi di abbigliamento in tre misure: magro, molto magro, extralarge. Solo le scarpe sono più regolari per le misure che variano da 41 e mezzo a 43, secondo i modelli o la fattura.

Ci sono anche stivali, stivaletti, polacchini, modelli alla Duilio, scarpe di coccodrillo o di serpente. Tutto naturalmente mai indossato, né scarpe, né capispalla, né camicie, né sciarpe o guanti, tanto meno le maglie in cachemere o i cappotti di pelle e i giacconi di montone rovesciato. Chi preferisce l’abbigliamento classico elegante può trovare Brioni in tutte le taglie o Battistoni o giacche Loro Piana, a prezzi che vanno dai 200 ai 500 euro.  Le giacche “normali”, ma tutte di buona fattura, partono da 80 euro, poi si può trovare a 150 euro un giaccone Barbour, a 200 un cappotto Armani. Altrettanti ne servono per un paio di scarpe Prada o Crokett&Jones.

Ci si può sbizzarrire, rovistando tra gli scatoloni o misurando le varie taglie: e ieri lo hanno fatto in circa 100 persone, con un incasso stimato di oltre 20 mila euro. I pezzi pregiati sono andati via subito, come un tappeto in pelo di Prada (costo 500 euro) ed alcuni capi in pelle di Armani che aspettavano solo di essere indossati. Unica difficoltà è il pregio della fattura di alcuni capi che sono di sartoria e quindi sono stati realizzati su misura, ma ci sono anche taglie diverse e commerciali da 52 a 58. In un angolo anche bottiglie di vino pregiato, da Valentini (40 euro) al Brunello di Montalcino collezione Banfi (30 euro), passando per bottiglie da 5 euro e arrivando ad una bottiglia francese del 1990 in vendita a 500 euro. Dei beni sequestrati a Villa Pini mancano solo i sigari, conservati a centinaia nei frigoriferi e nei deumidificatori, ma invendibili perché soggetti al Monopolio.

«Non so, forse li butterano, saranno andati a male», spiega Enzo Angelini, raggiunto telefonicamente. Ma come mai tanti sigari e tante scarpe? «Semplice: sapevano che fumo il sigaro e a Natale o in altre occasioni me li regalavano, c’erano dei Toscani originali fantastici - continua – le scarpe? Molte sono di mio padre, gliele regalavano i suoi giocatori, gli allenatori e lui le passava a me. Ci sono anche stivaletti di coccodrillo».

 Ma non le dispiace nemmeno un pò vedere all’asta il suo abbigliamento? «Certo molti sono regali, anche di famiglia e siccome li hanno trovati a Villa Pini sono finiti nel fallimento. Ma chi mi conosce sa che io vesto preferibilmente molto casual. E poi non è l’abito che fa il monaco. Io resto Enzo Angelini anche senza il capo firmato».

Sebastiano Calella  23/07/2011 9.16