Cultura, la denuncia dell'Idv: «300 mila euro di fondi a pioggia»

Alessandro Biancardi

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L'ELENCO.  ABRUZZO. Altri 222 mila euro ad associazioni culturali e di intrattenimento. Scoppia puntuale la polemica per quelli che vengono definiti «fondi a pioggia» per manifestazioni più o meno valide.

L'allarme questa volta lo lancia Lucrezio Paolini, consigliere regionale dell'Italia dei Valori, che si è andato a spulciare le «prelibatezze del settore culturale e ricreativo» sulle quali la giunta ha deliberato grazie alla variazione di bilancio. Adesso si passa al Consiglio regionale che dovrà promuovere o bocciare definitivamente la proposta di legge.

La delibera è del 2009: sono stati già erogati 80 mila euro per le prime 25 associazioni. Con la variazione di bilancio se ne finanzieranno un altro centinaio.«Non sono ‘bruscolini’», contesta Paolini, ma «oltre 222mila euro che si aggiungono agli 80mila già stanziati».

In totale, quindi, poco più di 300mila euro «distribuiti a pioggia» in favore di circa 125 associazioni che si occupano prevalentemente di mostre fotografiche, cortometraggi, festival cinematografici, di musica leggera. La distribuzione geografica è abbastanza uniforme: 39 associazioni si trovano in provincia dell'Aquila, altrettante in provincia di Pescara, 32 in provincia di Teramo e solo 15 in provincia di Chieti.

«E' stato persino finanziato un film sull’alluvione del 2007 ad Alba Adriatica e Tortoreto», protesta l'esponente dell'Idv. Appena 750 euro a fronte dei 3 mila richiesti. «I soldi per il film, Chiodi e Di Dalmazio - bontà loro - li hanno trovati, ma dimenticano che i cittadini colpiti da quell’alluvione attendono ancora gli indennizzi promessi». E nella lista c'è un pò di tutto: contributi per valorizzare il connubio tra arte e musica, per l’excursus musicale del ‘900 e qualcosa per le culture musicali unite dall’Adriatico. «Almeno – ironizza il consigliere Lucrezio Paolini – si sarebbero potuti risparmiare i soldi dati per lo spettacolo ‘Facce comiche’ giacché di quelle ne abbiamo in abbondanza, anche se gli abruzzesi non sono affatto in vena di ridere».

Soldi anche a un’associazione micologica, per il jazz manouche, («quasi nessuno al mondo sa cosa sia», contesta Paolini), per i clown (2 mila euro con motivazione «originale impegno nella valorizzazione della figura del clown e degli spettacoli connessi»), per le dame popolari, per la civiltà dei Marsi e dei Peligni, per la religiosità popolare e per la Via crucis, «ma questa già da tempo la stanno facendo i disoccupati, i cassintegrati, i disabili. Almeno per  questi ultimi – conclude Paolini -  i 300mila euro, che pochi non sono, avrebbero potuto rappresentare un segnale di inversione della tendenza».Poi ancora finanziati festival canori, teatro dei burattini, rassegne dialettali, danze storiche, «attività per la valorizzazione della manualità nella ricostruzione del vestito nella pittura abruzzese».

Escluse invece per aver presentato la domanda oltre i termini richiesti i ben più famosi ''Il Fiume e la Memoria Festiva'' e la Giostra cavalleresca di Sulmona.

 a.l. 31/07/2010 9.36