L’addio a Zio Remo. Il vescovo: «Gaspari sia stimolo per la casta a pensare ai cittadini»

Alessandro Biancardi

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L’addio a Zio Remo. Il vescovo: «Gaspari sia stimolo per la casta a pensare ai cittadini»
CHIETI. Chieti ha tributato l’ultimo saluto a Remo Gaspari, leader della Dc morto martedì scorso nella sua casa di Gissi.IL RACCONTO FOTOGRAFICO: I FUNERALI DI ZIO REMO

Il feretro è stato accolto nella cattedrale strapiena da un lungo applauso.  Sulla bara è stata poi adagiata una bandiera della Democrazia Cristiana.  Tante le personalità del mondo politico locale e nazionale presenti. Tra gli altri il presidente dell’Udc, Pierferdinando Casini, e il segretario di partito, Lorenzo Cesa, il ministro Gianfranco Rotondi ma anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi.  Durante l’omelia il vescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, ha chiesto che «la testimonianza di politico cristiano di Remo Gaspari sia di stimolo alla nostra classe politica per rimettere al centro non i problemi della casta, come si dice, ma quelli della gente che non arriva a fine mese, che e' in cassa integrazione». «Abbiamo bisogno di una politica alta», ha proseguito Forte, «che sia concreta in questo momento difficile della nostra storia. L'ispirazione cristiana in Gaspari non e' stata una parola vuota, lui era vicino a questo popolo, lo amava».

 Il vescovo, come già fatto in passato in altre sortite pubbliche, non ha risparmiato riferimenti all’attualità politica, ai suoi problemi e alla distanza che oggi si misura tra gente comune e amministratori pubblici.

«Ieri in parlamento la politica ha dovuto dedicare l’intera giornata a decidere se mandare in carcere o meno due parlamentari: la nostra gente ha bisogno di politici che servano il popolo, che si mettano al servizio della gente sull'esempio di Remo Gaspari. L'Abruzzo gli deve molto e questo e' unanimamente riconosciuto da tutti, anche da quelli che sono stati i suoi oppositori», ha chiuso il vescovo.

«Era un grande perche' diverso da tutti noi, diverso dagli altri, capace dell'esercizio lungimirante e autorevole del potere, ma anche del distacco che raramente gli uomini di potere hanno», ha invece commentato il ministro dell'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, portando il saluto del Governo al termine del rito funebre.

«Monsignor Bruno Forte ha detto delle parole sacrosante», ha commentat invece il presidente dell'Udc, Pierferdinando Casini, il quale nell'intervento al termine del rito religioso ha salutato «un grande democratico cristiano, un grande esempio per tutti noi. E' stato uomo di parte, pero' la presenza di tutti voi - ha detto Casini - dimostra che e' stato un uomo di tutti, che tutti hanno apprezzato, sia chi ha condiviso con lui la battaglia politica, sia chi lo ha democraticamente contrastato. E' stato l'espressione migliore di questa terra: ha voluto bene all'Abruzzo e l'Abruzzo ti vuole bene, grazie Remo».

«Gaspari», ha detto invece il presidente Chiodi, «è stato un personaggio a metà tra un uomo reale ed un essere mitologico. Io stesso, oltre venticinque anni fa, trovandomi per caso ad assistere ad un comizio politico in una paesino della provincia di Teramo, - ricorda Chiodi - dopo aver ascoltato diversi oratori avvicendarsi sul palco e fare le più svariate promesse senza tenere minimamente conto della realtà, lo sentii parlare e ne restai affascinato. Remo Gaspari fece un intervento da statista riuscendo a dare sostanza alle sue parole con lucidità e ad evitare la solita retorica dei politici. Molti pensano che fare politica sia soprattutto sinonimo di cinismo - ha sottolineato Chiodi - ed invece Remo Gaspari è stato l'artefice di una politica permeata di grande umanità e caratterizzata, al tempo stesso, da un approccio estremamente pragmatico. Questa è la vera forza di un politico, non certo un indice di debolezza».

«Remo Gaspari la storia l’ha fatta davvero, il destino gli ha riservato una vita impegnativa ma ricca di soddisfazioni», ha detto i lpresidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, «ha indirizzato il cammino di una regione, verso una crescita che ha regalato un benessere inimmaginabile. A Roma, poi, la sua voce contava, davvero. Eppure, nonostante la sua straordinaria autorevolezza, nonostante la sua presenza palpabile negli ambienti istituzionali e politici romani, non è mai stato un frequentatore dei salotti buoni della politica e della finanza: preferiva essere al fianco degli umili, perché aveva capito la gioia che sta dietro un semplice gesto di aiuto concreto verso chi ne ha davvero bisogno. Tu hai rappresentato l’Abruzzo migliore, per questo sono orgoglioso di averTi avuto come Maestro e di aver condiviso con Te le speranze, le battaglie e un percorso politico che ha regalato alla nostra regione un’irripetibile stagione di benessere. Sta a noi amministratori e politici rilanciare la Tua sfida».

Il feretro poi ha lasciato la chiesa dopo gli interventi del ministro Gianfranco Rotondi, del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi e del figlio di Gaspari, Achille Lucio. La bara e' stata accompagnata nell'uscita dalla cattedrale da un applauso, dalle corone di fiori delle prime tre cariche dello Stato e dai gonfaloni della Provincia di Chieti e della citta' di Chieti listati a lutto. Il feretro dopo alcuni minuti ha abbandonato la piazza San Giustino diretto a Gissi, paese natale di Remo Gaspari, dove nel pomeriggio sara' officiato un altro funerale nella chiesa di San Bernardino, alle 16. Dopo il rito la salma verra' tumulata nella cappella di famiglia dei Gaspari, nel cimitero comunale di Gissi.

(Foto:Adamo Di Loreto) 21/07/2011 13.31