Le segretarie:«Angelini preparava pacchetti». Il contabile: «prelevati 8mln in 4 anni»

Alessandro Biancardi

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Le segretarie:«Angelini preparava pacchetti». Il contabile: «prelevati 8mln in 4 anni»
PROCESSO SANITOPOLI. Una decina di testimoni ascoltati ieri nel processo Saitopoli hanno confermato ancora che Vincenzo Angelini preparava pacchetti di banconote.

L’udienza di ieri è stata caratterizzata da numerose ripetizioni rispetto alla scorsa udienza quando la segretaria Catia Pace e l’auitista dell’ex patron di Villa Pini, Dario Sciarrelli, avevano spiegato modalità e itineriari dei viaggi della speranza verso mete precise «Colleloongo, Chieti scalo, Pescara». Erano i viaggi per i quali si presume che Angelini portasse le mazzette a Del Turco ma anche a Cesarone e Quarta.

Anche ieri sono state ascoltate altre tre segretarie che hanno tutte confermato che qualcosa di segreto si effettuasse in alcuni momenti «quando si chiudevano le porte» anche se alcune di queste hanno detto di non aver mai saputo della preparazione delle mazzette né di aver mai assistito ad alcuna consegna.

La prima a prendere la parola è stata Sandra Ciufici, segretaria particolare dell'imprenditore che ha raccontato che su incarico di Angelini era solita confezionare mazzette di importi vari - dai 10-15 mila euro -, fino ai 200 mila euro. La donna ha detto di non sapere a chi erano destinate, ma che comunque Angelini, dopo aver preso i pacchetti di soldi, diceva che si recava «a Collelongo, a Chieti Scalo o a Pescara». Il confezionamento delle mazzette sarebbe avvenuto tra il 2004 e il 2007, con maggiore frequenza tra il 2006 e il 2007. La segretaria ha anche riferito di visite a Villa Pini dell'ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone.

«Mentre c'era Cesarone - ha raccontato - Angelini mi chiamava dal suo ufficio e mi diceva di preparare buste di soldi e di portargliele». La Ciufici ha sottolineato che si trattava di buste di carta riciclata contenenti tra i 10 e i 15 mila euro ma altre volte ha ricordato anche cifre molto più consistenti, anche di 100mila euro. Ha poi riferito di aver visto una volta a Villa Pini Cesarone insieme all'ex assessore Antonio Boschetti. «In quella occasione - ha detto - Angelini mi ha chiesto di preparare due buste di denaro, sempre sui 10-12 mila euro». Durante il controesame, la difesa degli imputati e in particolare quella di Del Turco, ha fatto notare incongruenze rispetto a quanto dichiarato dalla donna in sede di indagini.

L’avvocato Giuliano Milia, invece, ha fatto notare che tutti i testimoni ascoltati finora hanno raccontato nello stesso modo e con gli stessi particolari i fatti. Il difensore ha notato il particolare della «busta di carta riciclata» nella quale venivano messi i soldi, particolare («riciclata») riferito da tutti i testimoni così come le destinazioni precise che erano nell’oridne «Collelongo, Chieti scalo, Pescara». Anche questa udienza però non è stata tranquilla e si sono alternati battibecchi, alterchi, sfottò, risatine e proteste vibranti dei difensori nei confronti della gestione del processo da parte del presidente Carmelo De Santis. In particolare a protestare duramente è stato l’avvocato Marco Femminella che già alla scorsa udienza aveva contestato una certa disparità di trattamento. Anche ieri però mugugni, contestazioni e disapprovazioni si sono registrate durante tutto l’arco dell’udienza da parte di moltissimi difensori sulla conduzione dell’esame dei testi e del loro controesame.

Dopo la Ciufici sono state ascoltate Filomena Festa, Sabrina D'Alessandro e Tommasina Scalzitti. Tutte e tre le dipendenti di Angelini hanno dichiarato di non aver mai confezionato pacchetti di denaro, ma di aver visto comunque diverse volte le due segretarie particolari dell'imprenditore chiudere la porta scorrevole dell'ufficio per non far vedere loro o sentire cosa accadeva.

Sarebbero stati quelli i momenti in cui le segretarie più vicine ad Angelini avrebbero confezionato le mazzette da distribuire ai politici. Ma nessuno ha visto mai i pacchetti. Tutte e tre hanno riferito anche di telefonate a Villa Pini di esponenti politici imputati nel procedimento, tra cui Mazzocca, Quarta, Boschetti, Cesarone, Masciarelli, Conga, e di visite nell'ufficio di Angelini da parte di Cesarone. Anche in questo caso è stato ricordato il particoalre delle telefonate di Conga sotto falso nome (Russicon o Rusticon). Qualche imbarazzo vi è stato nel controesame di Festa che ha raccontato che forse una volta ha risposto al telefono ad una chiamata di Del Turco mentre ha riconosciuto un paio di imputati che si sarebbero recati anche personalmente a Villa Pini (Masciarelli e Cesarone). Ha detto che veniavano anche altre persone ma non h asaputo indicarne i nomi.

Anche Sabrina D’Alessandro, altra segretaria telefonista, ha ricordato gli stessi nomi di imputati ai quali avrebbe risposto al telefono poi l’avvocato Femminella le ha chiesto a quante telefonate rispondeva al giorno e la risposta è stata: «moltissime»

Feminella:«Ci può dire qualche altro nome di persona che ricorda telefonava a Villa Pini, qualunque altro nome anche di persone che non sono qui…»

D’Alessandro:«veramente…. non ricordo, non saprei, erano tante»

Femminella:«mi faccia qualche nome…»

D’Alessandr: «non saprei»

 Dopo le dipendenti di Angelini sono state ascoltate le tre titolari della pasticceria "Veronese" di Chieti Scalo, le quali hanno riferito di alcuni incontri, avvenuti nel corso del 2007, nel loro locale tra Angelini e Quarta, e Angelini e Cesarone.

Nel pomeriggio è stato ascoltato Giuseppe Del Grosso, responsabile dell'Ufficio contabilità del gruppo Villa Pini, e poi Luciana Bernabei, cugina di Vincenzo Maria Angelini.

Del Grosso ha parlato in particolare di richieste di denaro in contante da parte di Angelini che lui provvedeva poi a consegnare alle sue segretarie. L'uomo ha illustrato anche una serie di prelievi effettuati, tra il 2004 e l'inizio del 2008, dalle casse e dai conti correnti delle società del gruppo. Nel 2004 sarebbero stati prelevati 5 milioni e 750 mila euro; nel 2005, un milione e 100 mila euro; nel 2006, circa 700 mila euro; nel 2007 un milione di euro e nel mese di gennaio del 2008, 30 mila euro.

La cugina di Angelini ha raccontanto, invece, di una serie di incontri tra l'ex patron di Villa Pini e l'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga.

Gli incontri sarebbero avvenuti, tra il 2004 ed il 2005, in un appartamento che la donna occupa in viale Mazzini a Pescara, di proprietà dei genitori di Angelini. Bernabei ha riferito che in tali occasioni suo cugino si presentava quasi sempre con buste di carta di varie dimensione, mentre Conga aveva in mano una valigetta 24 ore. La Bernabei ha raccontato di aver notato, durante un incontro, nel periodo delle festività natalizie del 2004, che Angelini aveva con se una busta grande, all'interno della quale vi era una scatola simile a quella delle scarpe, il cui contenuto, a suo dire, sarebbe stato preso da Conga. La donna ha spiegato infatti di aver trovato subito dopo la scatola vuota sul tavolo della sala da pranzo. La Bernabei ha comunque tenuto a sottolineare di non aver mai visto l'ex manager prendere pacchetti da Angelini. Su questa ed altre vicende che lo coinvolgono, Conga ha voluto ribadire ancora una volta in aula la propria innocenza, sottolineando di essere «indignato» e di aver ascoltato «cose che fanno inorridire». Il processo riprenderà il 30 settembre, dopo la pausa estiva.

21/07/2011 8.14

* TUTTO SUL PROCESSO SANITOPOLI