Comuni cratere, Governo impugna i ricorsi al Tar. Psi: «per Chiodi la Valle Peligna non esiste»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Iniziativa della presidenza del Consiglio dei ministri ma Chiodi prende le distanze.

La presidenza del Consiglio dei ministri e il commissario delegato per l'emergenza terremoto in Abruzzo hanno deciso di impugnare le sentenze con cui il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi di 26 Comuni abruzzesi esclusi dal cosiddetto "cratere sismico" e dai relativi benefici economici e fiscali. Secondo quanto sostenuto nel ricorso notificato ieri ad alcuni dei Comuni ricorrenti, nel compilare la lista del cratere sismico l'allora commissario straordinario per l'emergenza sisma, Guido Bertolaso, aveva preso come assoluto riferimento il rilievo macrosismico e non quello dei danni riportati dalle case. Secondo i rilievi macrosismici effettuati dall'Ingv, sarebbe emerso che i Comuni ricorrenti non avrebbero risentito di un'intensità MCS uguale o superiore al sesto grado, come prescritto dall'ordinanza del Consiglio dei ministri per entrare nel cratere sismico.

La maggior parte degli amministratori dei Comuni ricorrenti si è detta «particolarmente stupita» della decisione di Chiodi di impugnare le sentenze del Tar alla luce delle dichiarazioni con cui il commissario straordinario per la ricostruzione aveva dato ampie garanzie di voler rispettare la decisione dei giudici amministrativi.

Lo stesso Chiodi ha poi spiegato di essere contrario a questa iniziativa sebbene qualche settimana fa non abbia fatto niente per scongiurarla. Chiodi ha anche ricordato che sull'argomento ha scritto in passato una lettera alla Protezione Civile nazionale proprio al fine di appellare il pronunciamento del Tar.

«Ci stanno prendendo per i fondelli all'infinito», tuona lo Psi di Sulmona. «Se la prima esclusione poteva essere giustificata da inettitudine, incapacità, superficialità, frettolosità nel fare i rilievi, a fronte di una sentenza puntuale, precisa e significativa e a fronte delle assicurazioni di Chiodi, nel rinunciare a ricorrere al Consiglio di Stato, questa volta la risposta sostanziale del Governo Nazionale e Regionale è : “questi non ce li vogliamo”». E le ire del partito si scatenano proprio contro Chiodi: «si è dichiarato più volte primo paladino del comprensorio Peligno, si tratta di una scientifica, precisa, determinata e consapevole volontà di esclusione, contraria ad ogni logica, ad ogni dato di fatto, ad ogni ragionevole determinazione politica.  Secondo costoro Sulmona e gli altri comuni della Valle Peligna non sono terremotati».

Psi parla di una «situazione non più sopportabile alla quale la classe politica di centrodestra locale, a tutti i livelli, non ha assolutamente saputo porre riparo mostrando tutti i suoi limiti e denunciando una totale mancanza di autorevolezza e peso politico. E dal maggior partito di centrosinistra, presente in tutte le assise, è lecito aspettarsi una maggiore azione di contrasto a tale disegno».

CHIODI: «IO NON HO PRESENTATO RICORSI»


«E’ bene chiarire che io, come Commissario per la ricostruzione,  non ho presentato appello contro le sentenze con cui il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi di 26 Comuni abruzzesi esclusi dal cosiddetto ‘cratere sismico’ e dai relativi benefici economici e fiscali», replica Chiodi. «E’ priva di fondamento – dichiara Chiodi - e le affermazioni riportate dalla stampa tendono a raccontare la realtà dei fatti in maniera distorta».

20/07/2011 9.37