Sfiducia Pagano, opposizione pronta a ripensarci. Confindustria: «serve coesione»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1562

Sfiducia Pagano, opposizione pronta a ripensarci. Confindustria: «serve coesione»
ABRUZZO. I firmatari della mozione di sfiducia al presidente Pagano hanno manifestato la loro disponibilità a ritirarla.

Secondo i consiglieri d'opposizione, infatti, l’episodio può essere risolto ed inquadrato nell’ambito delle «difficoltà  legate alle prime applicazioni del nuovo regolamento». Ma prima di mettere la parola fine a questa diatriba montata in poche ore e sgonfiatasi rapidamente bisognerà aspettare domani. Nel corso della riunione dei capigruppo di oggi, infatti, si è deciso che Lanfranco Venturoni in apertura di Consiglio promuoverà una riunione della Giunta per il Regolamento, per fornire  una interpretazione autentica delle questioni controverse. Definite le questioni per il futuro, con il deliberato della Giunta per il Regolamento, i firmatari hanno confermato la loro disponibilità al ritiro della mozione, che – hanno tenuto a ribadirlo - «non è un atto contro la persona ma è unicamente la misura necessaria per evitare che una forzatura potesse diventare prassi».

La pace sembra dunque fatta nonostante negli ultimi giorni non siano mancati toni aspri e addirittura l'abbandono dell'aula da parte della minoranza. Lo strappo sembrava non ricucibile ma poi la politica è tornata a coalizzarsi. Rispetto, invece, all’apertura della maggioranza a condividere con le opposizioni le decisioni più importanti per il futuro della Regione, le opposizioni si riservano la verifica ed un giudizio su tale intento alla prova dei fatti.

Intanto Fabio Spinosa Pingue, presidente Confindustria L'Aquila chiede agli esponenti politici della regione di mettere da parte «il conflitto e la politica "personale"».

«Il Governo sia uno solo», chiede Spinosa Pingue: «maggioranza più opposizione. Solo maggioranza non si governa. Le forze politiche non possono sciupare la dialettica di unità faticosamente costruita: ora finalmente stiamo ragionando di patto per lo sviluppo, di cabina di regia, di riforme storiche mai viste. Inoltre, non siamo di fronte ad una mozione di sfiducia verso un assessore e su un fatto, che pure sarebbe stato un percorso di democrazia, ma siamo alla solita schermaglia tra partiti, fatta di colpi bassi e personalismi.
Questo clima «di conflittualità partitica», secondo il presidente di Confindustria, «si riverbera sul contesto sociale condannandolo ad una arretratezza culturale che nel 2011 non possiamo consentirci: siamo ancora ai gemellaggi tra L’Aquila e Pescara come se fossero feudi di padroni diversi, l’anno prossimo abbiamo le elezioni comunali all’Aquila e sarà un momento da governare con destrezza, le aree interne sono la grande spaccatura che separa le città da una progettualità comune, e via dicendo.  Dunque, il sistema produttivo chiede coesione ed unità nelle riforme. Quelle autentiche. Che abbattono i costi e danno servizi efficienti ai cittadini e alle imprese».

 18/07/2011 16.50