Ticket sanità. Chiodi: «inevitabili». Poi lo congela per 15 giorni

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Per il presidente non c'erano alternative al provvedimento contenuto nella manovra di governo. Per il Pd c'è solo una soluzione: «Chiodi si dimetta».

L'Abruzzo si prepara ad una nuova mazzata e il governatore si giustifica: della serie non mi piace ma si deve fare.

«Non sono assolutamente d'accordo sull'aumento del ticket di 10 euro per le prestazioni specialistiche», ha ribadito anche oggi. «La misura è iniqua e inaccettabile per una regione come la nostra ancora soggetta al commissariamento ma, pur non avendo potere discrezionale, farò del tutto per impedire che le misure contenute nella manovra finanziaria abbiano effetti gravi sul nostro sistema sanitario». E' soprattutto il ticket sulle visite specialistiche che non piace a Chiodi che si è riservato di valutare con il Governo ogni strada percorribile, attraverso ipotesi sostituive che possano evitarlo. L'Abruzzo imbrigliata dal piano di rientro dal deficit sanitario, secondo il Governo, non ha discrezionalità sui ticket e non può evitare l'aumento. Ma il presidente si dice ottimista e sostiene che non tutto sia perduto: «visti gli ottimi risultati raggiunti in materia di risanamento, farò ogni tentativo per impedire che il servizio sanitario regionale subisca questo ulteriore aggravio di spesa per i cittadini».

In Abruzzo il contributo di 25 euro per i cosiddetti codici bianchi, le prestazioni minime del pronto soccorso, erano già in vigore. La novità sono i dieci euro in più per le prestazioni specialistiche che si era riusciti ad evitare nel 2009. Chiodi fa una disamina della situazione economica e finanziaria dal momento del suo insediamento ad oggi: «Questa legislatura, due anni e mezzo fa, è iniziata con una situazione da allarme rosso: una crisi da debito esplosiva, un sistema sanitario che stava deflagrando, una crisi internazionale che colpiva le possibilità di occupazione in maniera violentissima e in più un terremoto devastante». «Oggi - fa notare - dopo un'azione profonda di risanamento, che ha ridotto l'indebitamento del 14 per cento, pari a 800 milioni di euro, dopo un riequilibrio dei conti della sanità e dopo aver ridotto i costi della politica, l'Abruzzo si presenta un pò più forte, un pò più solido. Aspettiamo, quindi - conclude il presidente Chiodi - l'esito dell'incontro del tavolo di monitoraggio per la sanità previsto per il 20 luglio, dal quale sono sicuro potranno uscire notizie positive».

Ma non tutti sono ottimisti quanto il governatore soprattutto perchè i nuovi rincari arrivano in un clima già esasperato per i tempi d'attesa lunghissimi e a volte davvero insopportabili. E' dura la presa di posizione del capogruppo del Pd in Consiglio Camillo D'Alessandro che proprio a seguito dell'introduzione del ticket chiede le dimissioni di Chiodi. «L'introduzione è una facoltà - precisa D'Alessandro - e non un obbligo. Chiodi vuole fare cassa sulla pelle ed il sangue dei cittadini nel modo più odioso, sulla loro salute. Se non è in grado di evitarlo si dimetta». «Presenteremo proposte alternative – insiste D’Alessandro pensando già al Consiglio regionale in programma per domani – se necessario il gettito potenziale dei nuovi ticket va coperto con altre forme e formule, ma non scaricato su malati e cittadini. Siamo sull'orlo - conclude l'esponente del Pd - della disperazione, i cittadini non ce la fanno più, ne va della tenuta sociale della nostra Regione, Chiodi non può strozzare l'Abruzzo». «Se venisse imposta una tassa sulle affermazioni demagogiche di D'Alessandro del Pd, l'Abruzzo vedrebbe crescere di molto le proprio entrate», replica il gruppo del Pdl alla Regione Abruzzo attraverso il suo portavoce, Riccardo Chiavaroli. L'esponente del Popolo delle Libertà rincara la dose: «il sistema sanitario regionale è stato negli anni disastrato economicamente e strutturalmente proprio dal filone politico di cui è figlio il capogruppo Pd e che - se oggi vede invece un netto avvio verso la normalità, come i dati dimostrano - si deve proprio al presidente Chiodi e al governo regionale del Pdl in Abruzzo».

E DA OTTOBRE PAGAMENTI ONLINE DEI TICKET 

Entro ottobre i pagamenti online dei ticket diventeranno la prassi, e pertanto tutte le aziende del Servizio sanitario nazionale dovranno definire le procedure per consentirne al più presto l'attivazione; inoltre i cittadini potranno ricevere i referti e gli esami per via telematica, e quindi le stesse aziende hanno il compito di attivarsi per consentirne la consegna tramite web, posta elettronica certificata o altre modalita' digitali. Entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge n. 106/2011 e su proposta del ministro Renato Brunetta (di concerto con i ministri dell Economia Giulio Tremonti e della Semplificazione normativa Roberto Calderoli), verrà emanato un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che darà piena attuazione alla norma. In questo modo, entro la metà di ottobre, verrà aggiunto un nuovo tassello per il completamento di digitalizzazione dei servizi sanitari.

18/07/2011 16.13

… CHIODI INDIETREGGIA DI UN PASSO: TICKET SOSPESO PER 15 GIORNI 

Il pomeriggio porta consiglio… e così nell’ambito del tavolo tecnico dell sanità Chidi si convince dopo aver ascoltato le varie istanze e fatto qualche calcolo che un segnale bisogna darlo.

Arriva così la sospensione del ticket per 15 giorni che di fatto non risolve alcun problema ma lo pospone all’inizio di agosto quando forse l’attenzione sarà minima.

Viene però di fatto sospeso per 15 giorni l'applicazione della quota fissa di 10 euro a ricetta, introdotta per la specialistica ambulatoriale dalla Legge Finanziaria.

Chiodi ha insistito anche sul provvedimento «eccessivo e penalizzante» soprattutto «per i gruppi sociali più deboli. Per questo ho deciso di congelarne, per il momento, l'applicazione in attesa di un confronto con il Governo con cui valutare la possibilità di soluzioni alternative facendo forza proprio sui risultati raggiunti dall'Abruzzo, in termini di risanamento del debito e di equilibrio del bilancio».

18/07/2011 18.13