Rotatorie pericolose, incidenti mortali, dubbi sulla progettazione e costi esorbitanti

Alessandro Biancardi

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Rotatorie pericolose, incidenti mortali, dubbi sulla progettazione e costi esorbitanti
ABRUZZO. Un grave incidente mortale avvenuto il 9 luglio scorso sulla rotatoria SS 16-SP 553 a Silvi riapre la polemica sulla sicurezza dei rondò in tutta la regione.

In quel caso ha perso la vita un motociclista ma sarebbe solo l'ennesimo incidente grave su quella rotatoria di Silvi. Da oltre 5 anni sono spuntate ovunque in Italia e in Abruzzo, hanno permesso di rendere più scorrevole il traffico e di limitare i costi, di solito esorbitanti, degli impianti semaforici. Ma non sono tutte rose e fiori. Infatti i rondò costano moltissimo, spesso superano anche i 100mila euro, e se originariamente sono nati di forma circolare “l’ingegneria” stradale ora le concepisce nelle svariate forme allungate, con insenature, sporgenze, dossi, montagnole al centro, monumenti (a Pescara c’è persino un aereo in mezzo ad una di queste). Il problema è che spesso si piazzano le rotatorie in spazi angusti che costruingono gli automobilisti a fare lunghe curve. Di notte, poi, specie nei tratti a scorrimento più veloce si parano di fronte senza adeguate segnlazioni e può essere un dramma. Ma non c’è alcun controllo sulla progettazione ed il rispetto delle regole del codice della strada: ricevono l'ok quelle enormi con diametro da 50 metri ma anche quelle ''inesistenti'' e solo dipinte sull'asfalto (Pescara zona marina).

Secondo il professor Di Giampietro, responsabile scientifico Webstrade.it i punti pericolosi della rotatoria di Silvi riguardano: geometria ed eccentricità, trattamento dei rami di accesso, trattamento dell'isola centrale, illuminazione e segnaletica. «Quella rotatoria», speiga il professore universitario, «va a raccordare i tracciati della SS 16 e della SP 553 che formano un angolo molto acuto di intersezione, per questo il progettista ha adottato una rotatoria di grande diametro, ma senza modificare il tracciato originario della SS 16, per cui l'immissione in rotatoria in direzione Pescara è molto eccentrica rispetto al centro della rotatoria stessa. Il tracciato della SS 16 è rettilineo fino quasi agli ultimi 5 metri prima di entrare in rotatoria, poi curva bruscamente intorno alla grande isola centrale. Le isole spartitraffico sono solo dei triangoli di piccola dimensione, privi di protezione specifica per i pedoni per l'attraversamento della strada».

Capita di notte che –spiega l’esperto- l'allineamento dei pali della luce, che è rimasto lo stesso prima e dopo la rotatoria, non fa percepire affatto la presenza della rotatoria come interruzione del percorso lineare lunga la statale Adriatica e l'automobilista prosegua dritto senza avvedersi dell'intersezione se non all'ultimo momento, talvolta con conseguenze gravi. Altrove, per esempio a Pineto all'ingresso Nord sulla stessa statale 16, in presenza di un'intersezione difficile con angolo molto acuto tra vecchio e nuovo tracciato della SS 16, si è riusciti a fare una rotatoria sicura con un diametro molto minore di quella di Silvi, ma per poterlo fare si sono trattati i rami di entrata in rotatoria con canalizzazioni, illuminazione, verde e arredo urbano che, oltre a realizzare una rotatoria sicura hanno dato vita ad un "boulevard urbano" lungo la strada statale, che ha messo in sicurezza la strada e riqualificato tutta l'area del Quartiere dei Poeti di Pineto. «La rotatoria di Silvi va messa in sicurezza subito correggendo gli errori presenti e non basterà un palo centrale della luce», conclude l’esperto. Di sicuro non è l’unica, ce ne sono molte altre sparse in Abruzzo che possono risultare insidiose soprattutto a chi quelle strade non le conosce.

18/07/2011 10.49