Rsu contro Carpineta: «necessario bagno di umiltà»

Alessandro Biancardi

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Rsu contro Carpineta: «necessario bagno di umiltà»
ABRUZZO. La Regione ha eliminato la retribuzione individuale di anzianità e l'assessore Carpineta ha parlato di stop ad «un privilegio dei dipendenti».

La Ria venne riesumata nel 2005 e approvata dal Consiglio Regionale in modo repentino e silenzioso. Ma non accetta che venga definito come un «privilegio» Michele Piscicelli della Rsu Cgil Giunta Regionale che in una lettera infuocata indirizzata all'assessore sottolinea: «non stiamo parlando di privilegi ma dell’applicazione di norme di legge varate non dal personale regionale ma dagli amministratori regionali - rappresentanti anche della sua stessa parte politica - che hanno creato disparità di trattamento e permesso ad un nutrito gruppo di dipendenti (tutti di fascia dirigenziale) di accedere a rimborsi per decine di migliaia di euro».

Piscicelli chiede di conoscere «dopo quasi tre anni di confusi, ed a volte, incomprensibili interventi» l' organizzazione regionale a cui sta lavorando Carpineta «nel momento in cui l’Ente manifesta ormai più che evidenti segni di cedimento organizzativo».

«Quali sono», chiede ancora il rappresentante, «i metodi di “rottura” che lei intende mettere in atto per “restituire speranza ai nostri giovani che già sostengono le scellerate scelte del passato”. Quali tipologie di “privilegi” Lei intende contrastare, nel momento in cui - da “paladina” della buona amministrazione  - dal Suo efficiente ufficio stampa non è mai uscita una sola virgola di “indignazione” mentre decine di dirigenti regionali non soltanto chiedevano ma  incassavano  importi per decine di migliaia di euro in applicazione del “perverso meccanismo”, come Lei definisce, la ormai famosa norma Ria?»

Per Piscicelli il quadro della situazione è più che mai chiaro, così come la serie di interventi necessari: «l’intera l’organizzazione va sottoposta ad una ragionata, progressiva ma indispensabile cura “dimagrante” in tutti gli elementi della sua articolazione (Direzioni, Servizi, Uffici). Tutte le posizioni direttoriali, dirigenziali e direttive vanno opportunamente “pesate”, remunerando ciascun incarico in relazione al grado di complessità dello stesso». Ma per la Rsu bisogna anche «riconsegnare credibilità a tutte le funzioni di direzione e responsabilità utilizzando modalità di conferimento degli incarichi effettivamente “connesse” alle competenze ed ai requisiti richiesti per la loro copertura».

Infine Piscicelli chiede di «disegnare un sistema in grado di valorizzare le potenzialità delle persone attraverso la gestione efficace delle risorse individuali, della qualità della formazione e dei percorsi di carriera in un contesto dove compito delle parti politiche è solo quello di costruire le opportunità (non di fagocitarsele) e compito delle persone è quello di investire nelle proprie capacità adoperandosi per cogliere le occasioni in un quadro trasparente ed equo».

15/07/2011 16.03