Mozione sfiducia Pagano, il copia incolla della minoranza e la figuraccia del Pdl

Alessandro Biancardi

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Mozione sfiducia Pagano, il copia incolla della minoranza e la figuraccia del Pdl
IL TRABOCCHETTO. ABRUZZO. Il Pdl fa quadrato intorno al presidente del Consiglio Nazario Pagano dopo la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione.

Venturoni e Chiavaroli definiscono il documento presentato infondato «nel merito e nella forma» ma rimediano una figuraccia non accorgendosi che quel testo è stato scritto a ''casa loro''. Cesare D'Alessandro (Idv), infatti gela tutti e svela: quel documento è identico a quello presentato da Pagano (oggi nell'occhio del ciclone, ieri col mitra puntato) per la sfiducia dell'ex presidente del Consiglio Marino Roselli nel 2005. Le contestazioni mosse in casa Pdl, dunque, dice adesso l'opposizione, sono affette «da pregiudizi più duri della pietra».

«Se solo Venturoni avesse letto il documento che accompagna la richiesta di revoca- spiega D'Alessandro- non avrebbe reagito in maniera così scomposta e se, per di più, avesse chiesto consiglio a Pagano, probabilmente ne sarebbe uscito zittito, perché la richiesta “infondata nel merito e nella forma” l’ha scritta di suo pugno, rigo su rigo, lo stesso Pagano».

Il centrosinistra ammette: «ci siamo limitati a fare un piccolo esercizio di copiatura, modificandone soltanto la data: dal 2005 ai giorni nostri! Il resto, nel merito e nella forma, è del tutto identico al documento che Pagano, nell’ agosto 2005, ha pensato, elaborato, scritto, firmato ed illustrato a sostegno della richiesta di dimissioni nei confronti del suo predecessore. Identico il motivo, stessa violazione regolamentare, stesse lamentele sul mancato ruolo di terzietà e via discorrendo».

L'opposizione assicura di aver copiato «prevedendo la reazione scomposta del PdL». Una reazione scomposta che non si è fatta attendere e il partito, continua D'Alessandro, «evidentemente cambia le proprie convinzioni a seconda del contesto e delle persone. Oggi siamo a parti invertite, con qualche aggravante in più. E allora, una soltanto può essere la valutazione corretta: quella che Pagano faceva il 5 agosto del 2005, riconoscendo oggi di aver sbagliato, o quella che Pagano fa oggi, magari dicendoci di pensarla come Venturoni. Nel qual caso prenderemmo subito atto del suo nuovo ed alto concetto di rispetto delle regole».

LA SECONDA VOLTA IN 40 ANNI

Entro la settimana prossima il Consiglio regionale dovrà riunirsi per decidere se revocare o meno il presidente dell’assemblea Nazario Pagano. E’ la seconda volta in oltre quarant’anni di vita regionale che accade. La mozione di sfiducia è stata sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione dopo gli scontri avvenuti nel corso dell'ultimo Consiglio di martedì scorso. Il presidente Pagano ha infatti autorizzato l'ammissione di un subemendamento alla riforma dei consorzi presentato dalla maggioranza di centrodestra, secondo il Pd fuori l'orario stabilito. A quel punto è esplosa la rabbia dei consiglieri di minoranza che hanno abbandonato in massa l'aula e qualche ora dopo è arrivata la decisione di presentare una mozione di sfiducia.

«Pagano non svolge quel ruolo di garanzia affidatagli dallo statuto, dal regolamento e dal buon senso», attacca Cesare D'Alessandro dell'Italia dei Valori, tra i promotori della mozione.
«Consente alla maggioranza di violare sistematicamente le regole ed è inflessibile nell’applicarle con i consiglieri di minoranza». «Pagano si è superato», continua il dipietrista, «quando, pur di affermare le sue ragioni, ha spostato di un’ora le lancette dell’orologio e come un novello Giosuè ha condotto i suoi alla vittoria. Ma è una vittoria di Pirro perché la legge così come è stata confezionata porterà solo ulteriori problemi agli abruzzesi. Ma se di fronte alla gravità del momento economico, politico e sociale che stiamo vivendo siamo costretti ad occuparci delle stramberie di Pagano, vuol dire che la misura è colma».

D'Alessandro non risparmia Chiodi per quanto accaduto: «se certe cose accadono la causa principale è nella incapacità del presidente a governare i processi di cambiamento per il rilancio della nostra asfittica economia. Pagano più che un comprimario è una vittima delle circostanze: ha la sfortuna di presiedere il massimo organo legislativo regionale con un governatore e una giunta che non hanno tanta dimestichezza con le leggi, anzi qualcuno di loro è così allergico alle regole che non sfigurerebbe tra i personaggi della Filibusta».

PDL: «L'OPPOSIZIONE SI AUTOSFIDUCI»

«D'Alessandro e gli altri firmatari, facciano un favore a loro stessi e agli abruzzesi : si 'autosfiducino', prima che lo facciano per loro gli elettori». Questo il primo commento del gruppo Pdl in Regione Abruzzo. «Questo atto - dicono il Capogruppo Lanfranco Venturoni e il portavoce del Gruppo PdL, Riccardo Chiavaroli - é il segno tangibile di una opposizione allo sbando che, oramai, travolta dagli insuccessi politici in Abruzzo, comincia persino ad attaccare sul piano istituzionale» . «E dispiace oltretutto constatare che le forze di minoranza in Regione, oramai, accettino tutte di adeguarsi supinamente a comportamenti 'veterodipietristi' che nemmeno lo stesso Di Pietro oramai utilizza piu'». «La mozione di sfiducia, proseguono Chiavaroli e Venturoni, non solo è infondata nel merito e nella forma, ma rischia di incrinare il clima di reciproco rispetto che mai come oggi aveva caratterizzato le attività del Consiglio Regionale. Sul contenuto, poi , è semplicemente incredibile leggere le accuse rivolte al Presidente Pagano al quale – dicono inoltre gli esponenti del gruppo PDL - non solo riconfermiamo stima e apprezzamento, ma a cui crediamo sia riconosciuta (da chiunque non abbia pregiudizi politici irrazionali) capacità, autorevolezza e assoluto rispetto delle regole, delle istituzioni e di tutte le forze politiche».

14/07/2011 8.56

 

Resoconto Intervento Di Pagano - Mozione Di Revoca Del Presidente Roselli

 

Verbale n. 7.1 Del Consiglio Regionale - Mozione Di Revoca Del Presidente Roselli