Pensioni regionali, Carpineta: «cancellato privilegio dei dipendenti»

Alessandro Biancardi

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Pensioni regionali, Carpineta: «cancellato privilegio dei dipendenti»
ABRUZZO. Il Consiglio regionale ha eliminato il perverso meccanismo di equiparazione verso l'alto delle retribuzioni individuali di anzianità dei dipendenti regionali.

Ad annunciarlo l'assessore alle Pari opportunità Federica Carpineta in ordine alle problematiche collegate alla Ria, la retribuzione regionale di anzianità. Carpineta parla di «importante decisione» che cancella «solo privilegi, che non avrebbero mai dovuto nascere».

Così il Consiglio regionale ha anche messo le casse regionali al riparo da un probabile disastro. Infatti, la retribuzione individuale di anzianità (RIA), inizialmente era una voce riservata ai singoli dipendenti e legata alla loro anzianità di servizio e ai loro personali percorsi di carriera. Poi, con una successione di norme senza copertura finanziaria, che Carpineta chiama senza mezzi termini «classiche sveltine clientelari», l'ultima approvata nel dicembre 2008 da un consiglio regionale scaduto e in regime di semplice prorogatio pre-elettorale, destinato alla ordinaria amministrazione, è stato riconosciuti a tutti il massimo.

«A parte i dubbi di costituzionalità e di legittimità di quell'operazione», insiste l'assessore, «va segnalato il rischio enorme che la sua indiscriminata applicazione avrebbe causato al bilancio regionale, gravandolo di non pochi milioni di euro di spese impreviste, vanificando quindi non solo il suo indifferibile risanamento, ma addirittura avvicinando pericolosamente la soglia del dissesto totale». «Chi vuole quelle scelte del passato», continua l'assessore, «spieghi perchè una piccolissima minoranza di abruzzesi, cioè i dirigenti e i dipendenti regionali, avrebbe dovuto avere migliaia di euro solo sulla base di una distorta lettura del concetto di parità, a discapito di tutti gli abruzzesi che avrebbero dovuto pagare con ulteriori sacrifici fatti di tasse, diminuzione dei servizi sociali, eliminazione di interi pezzi del trasporto pubblico e di altri sostegni sociali ed economici destinati a chi è in difficoltà, togliendo ulteriori speranze di sviluppo per i nostri giiovani che già sostengono le scellerate scelte del passato».

Ma secondo le Rsu Uil-Fpl il progetto di Legge ha eliminato i privilegi a gran parte del personale regionale «salvaguardando coloro, che a seguito di ricorsi con sentenza favorevole, hanno già percepito una somma sostanziosa, come ad esempio i 15 Dirigenti che sono costati complessivamente 700 euro all’amministrazione. Questa decisione, inoltre, produce una maggiore sperequazione tra la retribuzione dell’area Dirigenziale e quella delle restanti categorie. Nonostante quanto accaduto, andremo avanti con i ricorsi, sollevando il persistente problema della disparità di trattamento stipendiale tra i dipendenti e i profili di probabile incostituzionalità della norma abrogativa».

13/07/2011 10.43