Al Cup di Chieti, tra disservizi, blocco delle prenotazioni e liste d’attesa infinite

Alessandro Biancardi

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Al Cup di Chieti, tra disservizi, blocco delle prenotazioni e liste d’attesa infinite
CHIETI. Né eco-cardio, né eco-anche. A pochi giorni dalla nascita, è un rifiuto il primo contatto di Giorgia e Federico con il Cup della Asl di Chieti.***RACCONTA IL TUO INCONTRO/SCONTRO CON LA SANITA' ABRUZZESE: SCRIVI UNA MAIL A PDN

Questi due esami “obbligatori” entro i primi tre mesi non si possono prenotare: liste piene, medici insufficienti e chi ne ha bisogno si arrangi (tradotto: fare tutto a pagamento). Comincia così, e non promette nulla di buono, la vita di assistito Asl di questi due neonati. Ma il futuro è già cominciato per molti altri, stando almeno a quello che si scopre in una mattina qualsiasi a contatto con le vicende che si snodano a Chieti, dietro gli sportelli del Cup dell’ospedale SS. Annunziata.

«Anche mia figlia avrebbe dovuto fare la morfologica, un’ecografia obbligatoria per le donne in gravidanza – racconta rassegnata una donna in attesa del suo turno - La legge prescrive di effettuarla entro le 22 settimane, così in caso di malformazioni chi vuole può abortire. Non c’è stato nulla da fare, l’abbiamo fatta da un privato. Pagando».

 A Chieti, solo un ginecologo è addetto a questo servizio. La fila intanto si ingrossa perché lo sportello si è bloccato sulla richiesta di un giovane che vuole pagare un’iniezione sclerosante, prestazione peraltro già effettuata in Radiologia. Niente da fare: dopo varie consultazioni, l’addetta alza le mani: «non posso farla pagare – cerca di spiegare – nel nostro nomenclatore, cioè nell’elenco delle prestazioni, questa voce non c’è. Ed io non posso farle pagare un’altra prestazione. A Radiologia lo sanno». Da quello che si capisce, il problema è vecchio, ma nessuno lo ha risolto: quelli che partecipano alle riunioni per accelerare e migliorare il funzionamento del Cup forse nemmeno lo sanno di questo “buco” o forse cercano scorciatoie impraticabili: come far pagare questa iniezione come Flebografia, che è un’altra cosa, o come capita per la ricerca dell’Omocisteina, un dato presente in molte malattie importanti: sembra che anche questo esame non sia presente nel nomenclatore e per far pagare il ticket si ricorre alla ricerca del Litio, che è tutta un’altra cosa, ma costa lo stesso importo. Almeno così funziona la gestione un pò confusa e velleitaria del Cup di Chieti, che la Asl difende nelle comunicazioni ufficiali, salvo poi doversi arrendere di fronte al disastro di certe liste di attesa di anni.

C’ERA UNA VOLTA LO SCREENING MAMMOGRAFICO

Troppo noto il caso della mammografia per tornarci su. Ma l’impressione è che rimandare la radiografia di un anno o più dipende da molti fattori (qualche anno fa la Asl di Chieti era la capofila nel Progetto di screening mammografico…). Nel ritardo c’entra sicuramente la carenza di radiologi: oggi è stata data la disponibilità per questo esame per soli due giorni a settimana e così le liste invece di diminuire si allungano. Ma la macchinosità delle prenotazioni non aiuta a snellire la gestione di un anno di attesa e di 1500 prenotazioni nella pre-lista. Perché non basta telefonare e prenotare, si deve passare per una pre-lista e non si può prenotare allo sportello, ma solo attraverso il numero verde e chi va al Cup perde una mattina e rimane beffato.

Intanto da maggio del prossimo anno si preannuncia un nuovo elenco, ma sempre e solo attraverso il numero verde e la pre-lista che costringe l’operatore a richiamare la donna prenotata, aggiungendo disagi a perdite di tempo. Stessa strana gestione delle prenotazioni anche per altre branche, come per l’Ecodoppler deciso in questo modo pre-lista e senza nemmeno avvisare il Cup e il reparto di Angiologia. Sono le innovazioni non molto efficaci della nuova responsabile del servizio Mariangela Galante, che dirige il Cup da Lanciano, dove ha istituito un “back office” di primo livello, mentre a Chieti è di secondo livello.

CHIUSO L’UFFICIO CALENDARI PER MANCANZA DI PERSONALE

Il problema non è però nella definizione in inglese della struttura, ma nel suo funzionamento che non sembra efficace anche per la distanza fisica tra le due realtà, per la difficoltà delle comunicazioni telefoniche, per lo scarso coordinamento tra le strutture. A Chieti, per esempio, in questi giorni è chiuso l’ufficio calendari, quello che gestisce la disponibilità delle visite e degli ambulatori: manca il personale e nessuno si muove. Stessi problemi al Cup di via Martiri Lancianesi e al vecchio ospedale di Chieti: gli sportelli ci sono, ma sono vuoti, al massimo ci sono uno o due addetti a fronteggiare le richieste. Anche al SS. Annunziata ci sono 8 postazioni, con 10 persone che ci lavorano, di cui 4 in part time: non bastano, nonostante gli sforzi e la professionalità. E naufragano tutti i progetti di potenziamento, anche quello recente di nuove assunzioni prima annunciato e poi sembra ritirato perché il manager non ha avuto l’ok dalla Regione. Stessi problemi al Distretto di Francavilla al mare, con tre sportelli e due operatori a 30 ore settimanali, crisi maggiore al Distretto di Ortona, molto frequentato, che ha tre sportelli, ma un solo addetto e rischia la chiusura. Insomma servizi in affanno nell’area chietina della Asl, dove il personale è più scarso e più usurato. E dove il manager non ha margini di miglioramento per il blocco di tutte le assunzioni, anche quelle temporanee, da parte della Regione. Così il manager Asl Francesco Zavattaro è costretto a ricoprire il ruolo “dell’uomo nero e del cattivo” non solo per Giorgia e Federico. E così le liste si allungano, i disagi pure, le prestazioni vengono annullate. A Chieti l’epiluminescenza per trovare i nei cattivi non si fa più per tutto il 2011. Chiusa la Scintigrafia, chiuso l’ecodoppler per i tronchi sovra-aortici. E chi sta male? Si arrangi e speri pure di essere fortunato a trovare macchinari che funzionano, quando riesce comunque a prenotarsi. Ieri allo sportello hanno rinviato una semplice radiografia al torace: la macchina è rotta da mesi. Chissà se l’aggiusteranno.

Sebastiano Calella   13/07/2011 9.52

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