Riforma consorzi, approvazione tra le polemiche.Minoranza abbandona l'aula

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Tensione in Consiglio regionale sulla legge di riforma dei consorzi industriali.

Il gruppo del Pd ha abbandonato per protesta l'aula dopo che il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha autorizzato l'ammissione di un subemendamento alla riforma presentato dalla maggioranza di centrodestra, secondo il Pd fuori l'orario stabilito. A quel punto è esplosa la rabbia dei consiglieri del Pd secondo i quali la maggioranza ha presentato unilateralmente un subemendamento al maxi emendamento discusso in commissione e sul quale si è trovata l'intesa tra maggioranza e opposizione che «riscrive totalmente la legge». Il tema della riforma dei consorzi per lo sviluppo industriale è di stretta attualità visto che dal 4 giugno scorso sono decaduti i commissari dei sei consorzi che quindi agiscono in regime di prorogatio.

La maggioranza di centrodestra ha impellenza di approvare una norma che o determini la nomina del cda oppure proroghi i commissariamenti.

Nel subemendamento contestato dal Pd la maggioranza stabilisce 18 mesi per l'attuazione della riforma che prevede il riordino dei consorzi con la fusione in un'unica agenzia, mentre per i commissari viene prevista la proroga per sei mesi con funzioni cambiate, in pratica un nuovo commissariamento con la conferma dei precedenti commissari, con la funzione di preparare il processo di fusione in un soggetto unico.

«Non accettiamo questo comportamento della maggioranza di centrodestra - ha tuonato il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro - abbandoniamo l'aula per non accettare un precedente molto grave. Il centrodestra è arrivato in aula con un grave ritardo e se non approvano una norma non sanno come gestire i commissariamenti».

Il consigliere del Pd, Giuseppe De Luca, ha spiegato che il subemendamento che smentisce il maxiemendamento approvato in commissione d'intesa tra le coalizioni, «serve solo a sanare il ritardo del centrodestra ed é molto grave perché significa che l'opposizione ha perso sei mesi di tempo nel lavoro in commissione».

In aula sono rimasti Udc e Franco Caramanico (Sel). Poi il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la legge di riordino in materia di aree produttive. Ad approvarla la sola maggioranza e tra le opposizioni la sola Udc. Con le leggi di riordino i sette consorzi per lo sviluppo industriale vengono fusi in un solo soggetto, l'Azienda regionale aree produttive (Arap). L'attuazione della legge è prevista in 180 giorni, i sette commissari dei consorzi in carica da due anni saranno prorogati per un massimo di 180 giorni e avranno la funzione di commissari per il riordino. Il Consiglio regionale, sempre a maggioranza vista l'assenza delle opposizioni, eccezion fatta per l'Udc, ha approvato anche il progetto di legge dal titolo "Intervento di adeguamento normativo in materia di personale''.

Un altro punto che ha fatto discutere e che è destinato a provocare polemiche. In particolare viene abrogata l'equiparazione ai dipendenti che vengono da fuori della retribuzione individuale di anzianità, in relazione alla quale la Giunta regionale e il Consiglio regionale sono stati fatti oggetto di oltre 800 ricorsi da parte di dipendenti che hanno chiesto il rispetto della normativa approvata nel 2008 dal precedente governo di centrosinistra con la quale si equiparava la retribuzione in questione a quella del dipendente con la quota più alta.

In mattinata il Consiglio regionale sempre in un clima di contrapposizione, ha approvato a maggioranza la legge sulle disposizioni "in materia di acque con l'istituzione del fondo speciale destinato alla perequazione in favore del territorio montano per le azioni di tutela delle falde e in materia di proventi relativi alle utenze di acque pubbliche".

IDV: «CHI HA TRUCCATO LE CARTE?»

«Chi ha truccato le carte?», se lo chiede il vice Capogruppo regionale dell’IdV, Cesare D’Alessandro secondo il quale in Consiglio sarebbe stata approvata una legge «col trucco».

«I consiglieri si sono visti consegnare un testo di legge che, all’ultimo momento, calpestando ogni norma statutaria e regolamentare, è stato sostituito con un altro completamente diverso. La maggioranza», prosegue il consigliere dell’Idv, «ha approvato una legge che entrerà in vigore fra tre anni, il cui unico scopo inconfessato è quello di garantire la prosecuzione dei commissariamenti non più possibili a norma di Statuto. Tutto il resto è carta straccia! Il Presidente del Consiglio, che dovrebbe essere garante di tutti i consiglieri, è sceso in campo con la maggioranza, evitando di fare l’arbitro; anzi, ha giustificato le nefandezze procedurali volute da Venturoni & Co».

D'Alessandro annuncia una valutazione sull’operato del presidente Pagano di fronte all’intero Consiglio regionale, «nella quale verrà coinvolto anche il Collegio per le Garanzie Statutarie, poiché le regole vanno rispettate sempre e comunque».

 12/07/2011 17.29